Centro storico, Pica (Fiepet-Confesercenti): “Contro desertificazione avviato referendum”

NewTuscia – “L’inchiesta pubblicata in questi giorni sulla stampa e che vede lo spopolamento delle attività commerciali nel centro storico è allarmante. Secondo i dati pubblicati in 5 anni hanno chiuso 265 attività, una crisi che tocca il cuore pulsante di Roma, strade storiche come via del Corso, via del Babuino, via Margutta, via Sistina, via Crispi, via di Propaganda, via Frattina e via della Vite. Di questo passo il rischio sarà quello di una vera e propria desertificazione del centro storico, una sciagura per la Capitale d’Italia che invece di polarizzare ed essere moltiplicatore di un’offerta turistica e ricettiva di qualità perde addirittura il suo valore attrattivo. Certamente i provvedimenti amministrativi degli ultimi anni non hanno aiutato, e basta ricordare quelli più recenti come il prolungamento della Ztl e i rincari sulle strisce blu. Elementi a cui si aggiungono il degrado, la raccolta rifiuti che non decolla e la mancanza di norme chiare sui piani di massima occupabilità (Pmo).

Temi su cui la Fiepet-Confesercenti si è attivata non solo dialogando con la Giunta capitolina, portando quindi le istanze della categoria come nel caso dei rifiuti e dei Pmo, ma lanciando sul versante mobilità un referendum presso i propri associati per dire ‘no’ al prolungamento della Ztl, alla chiusura dei varchi che consentono l’accesso nel cosiddetto ‘Tridentino’ e al rincaro dei parcheggi a pagamento. Riteniamo infatti che tali misure, che danneggiano gli esercenti ed hanno ricadute negative sull’indotto e l’offerta turistica della Capitale, siano una delle cause dello spopolamento del centro storico. Sottoporremo i risultati del nostro referendum, ancora in corso e con termine a fine mese, all’Amministrazione capitolina affinché il Campidoglio prenda atto di quale sia la posizione dei pubblici esercizi”.

E’ quanto dichiara in una nota Claudio Pica, presidente di Fiepet-Confesercenti

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