Tuscia: cibi, dialetti e tradizioni che si incontrano

NewTuscia – VITERBO – “Ma cos’è? Cosa significa? Dove si trova?”. Sono queste le domande più frequenti quando si parla della Tuscia. È capitato a tutti e non c’è motivo di vergognarsi, non è sintomo di ignoranza o di cattiva informazione. In ogni caso, oggi troverai le risposte a tutte queste domande, perché in questo articolo andremo a snocciolare la storia di questa splendida terra, nonché le sue tradizioni e ciò che ha da offrire.

Anticamente, con il termine Tuscia si identificava l’Etruria a partire dalla fine del dominio degli etruschi, ovvero nell’89 a. C. Un territorio ben più vasto di quello attuale che si divideva in tre macroaree: la “Tuscia romana”, che corrispondeva al Lazio settentrionale inclusa la provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro e che oggi corrisponde alla zona di Roma nord fino al Lago di Bracciano; la “Tuscia ducale”, termine con cui si identificavano i territori del Lazio sotto al Ducato di Spoleto; infine la “Tuscia longobarda”, così chiamata perché includeva i territori dei Longobardi e che corrisponde alla Toscana attuale. Nel corso degli anni la Tuscia ha però subito numerose modifiche e ulteriori invasioni, una barbarica e una nuovamente dei Longobardi, che l’hanno portata a diventare un territorio frastagliato e multiculturale.

Oggi la Tuscia è perlopiù la zona del viterbese e alla luce della sua storia antica e ingarbugliata non sorprende sia diventata un “trait d’union” fra culture, tradizioni culinarie e dialetti italiani molto diversi fra loro che hanno un’attrattiva fortissima sul turismo. In molti sono attratti dall’arte di questa terra, che vanta necropoli importanti come quelle di Tarquinia, Tuscania e Norchia o musei in cui sono conservati reperti dell’antica civiltà etrusca. Ci sono poi monumenti imperdibili come il Palazzo Papale di Viterbo, sede del primo conclave della storia, o il Palazzo Farnese di Caprarola, richiesto da Alessandro, nipote di Paolo III, su disegno di Antonio da Sangallo.

Altri sono invece interessati alla cucina, una vera chicca di questa terra grazie alla sua spiccata vocazione agricola e alla varietà di tradizioni. La lista di piatti da consigliare è pressoché infinita: il pecorino di grotta, le lenticchie d’Onano, le castagne e i marroni dei Monti Cimini, la trippa al sugo, la coda alla vaccinara o ancora i ravioli fritti alla ricotta e le ciambelline all’anice sono solo alcune delle prelibatezze che questa terra ha da offrire e che consigliamo vivamente di gustare in prima persona. D’altronde, raggiungere questa terra così ricca di tradizioni e dialetti italiani diversi fra loro non è difficile. Ti basterà prenotare un viaggio aereo a Roma e poi affittare una macchina per goderti le zone di aperta campagna e i parchi naturali come le sorgenti di Nepi, più difficili o addirittura impossibili da raggiungere coi mezzi pubblici. Per scoprire come visita il sito eDreams.

Infine, è doveroso accennare come visitare la Tuscia possa essere un’esperienza indimenticabile anche solo grazie al contatto con la gente del luogo, piena di sfaccettature molto diverse fra loro. Basti pensare alla contemporanea presenza di così tanti dialetti italiani, come quello umbro, toscano e laziale, che hanno origine dalle terre che anticamente erano comprese nel territorio.

La Tuscia rappresenta un’occasione unica per ogni appassionato di viaggi che si rispetti. A prescindere da ciò che cerchi in una vacanza non potrai proprio perdertela!

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