Graforubrica. L’inibizione

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Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e Newtusciani/e finalmente un’altra richiesta da parte vostra, mi fa sempre molto piacere quando si crea interazione ed interesse per la materia grafologica: una lettrice mi ha chiesto di valutare un biglietto di auguri ricevuto per il suo compleanno.

Il biglietto è di carta verde, già la scelta del colore, a mio parere, “cela inconsciamente” la speranza. Lo spazio è quasi totalmente invaso, il margine sinistro è praticamente inesistente (la simbologia grafica ritiene che un margine sinistro così significhi attaccamento al passato, alla madre e a ciò che si è vissuto, un cordone ombelicale ancora non reciso) e quello destro è irregolare, a volte totalmente raggiunto ed altre no, nonostante si abbia lo spazio per inserire la parola che segue al rigo successivo (sempre per la simbologia grafica si ritiene si abbia, con un tale margine, un’alternanza di atteggiamenti di sicurezza e di sfiducia), il rigo di base è orizzontale con una grafia progressiva (orientamento agli obiettivi ed affidabilità). La grafia è trattenuta, con lettere addossate, qualche personalizzazione, ma anche items grafici scolastici con le lettere “m” ed “n” ad arco rafforzate dalla presenza di occhielli disseminati ovunque (protezione, prudenza, riservatezza). È una grafia che mostra una persona timida, con voglia di emergere e buttarsi nel mondo e farsi valere, ma al tempo stesso che ha paura di farlo, vuole avere sempre un paracadute prima del lancio che non è detto che compia. Questa ritrosia e difficoltà di approccio viene “mascherata” da un’aggressività utilizzata per compensazione (acuminazioni dei tratti finali e lanci acuminati sulle lettere “t” e “v”).

Purtroppo la lettrice non mi ha detto l’età della persona che scrive perché la valutazione grafologica varia molto se trattasi di persona “in crescita” o di persona in “età matura”, ma comunque quello che pervade tale scritto è soprattutto l’inibizione. Inibizione intesa come autolimitazione e poca confidenza in se stessi e nel mondo esterno che ci circonda.

Dedico a chi ha scritto questo biglietto questa frase di Joseph Campbell:

“La caverna nella quale hai paura di entrare ha il tesoro che stai cercando.” Buon cammino allo scrivente e a tutti noi.