La violenza sulle donne si può fermare, l’8 marzo sciopero globale

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NewTuscia – VITERBO – Ieri, come in tantissime altre città, anche a Viterbo il comitato NON UNA DI MENO, fondato dalle associazioni Erinna e Kyanos nel 2016, e cresciuto negli anni con l’ adesione di numerose ed importanti altre associazioni del territorio, ha organizzato un corteo per le vie della città.

L’associazione Kyanos ribadisce con fermezza:
il disegno di legge del senatore Pillon è una pericolosa regressione rispetto ai diritti conquistati negli anni ’70 dal movimento femminista pertanto ne pretendiamo il ritiro immediato.
Vogliamo essere libere di separarci se non amiamo più, se viviamo condizioni di violenza domestica, psicologica e sessuale.
Vogliamo il riconoscimento di tutte le famiglie e dei nuclei affettivi esistenti.
Vogliamo poter denunciare abusi e violenze senza rischiare che ci si rivolga contro.
Vogliamo scegliere sempre e senza ostacoli se avere o non avere figli. La maternità è un desiderio non un destino.
Vogliamo gli obiettori fuori dagli ospedali e dai consultori.
Vogliamo poter decidere senza obblighi né condizionamenti se e come interrompere una gravidanza non desiderata o rischiosa per la nostra vita.
Siamo una marea  contro qualsiasi forma di violenza, sistematica e strutturale, contro chiunque essa sia rivolta.

L’ associazione Kyanos vuole ringraziare tutte le associazioni che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione, tutte le donne che hanno scelto di lottare e di difendere  gli spazi femministi, i luoghi per l’autodeterminazione delle donne, i centri antiviolenza, i consultori e tutti quegli spazi che sono oggi sotto attacco.

Siamo orgogliose di aver visto sfilare, insieme a noi, per le vie della città la Rete degli Studenti Medi di Viterbo che hanno chiesto, a gran voce, di poter aderire al comitato, ed i cui rappresentanti hanno voluto partecipare attivamente alla giornata.

Siamo, inoltre, convinte che per un buon risultato e per il raggiungimento dei nostri scopi sia importante la partecipazione e il coinvolgimento del genere maschile e per questo abbiamo chiesto ad alcuni uomini il motivo della loro presenza ieri al corteo NON UNA DI MENO a Viterbo.

Ecco le loro risposte:

  • Quando ero bambino davo per scontate alcune dinamiche del rapporto uomo/donna, un movimento come non una di meno fa riflettere e permette di mettersi in discussione come uomo-
  • Bisogna partire da noi giovani, alla base di tutto c’è una cultura patriarcale che ha pesantemente condizionato il ruolo delle donne e dalla quale possiamo ancora salvarci-

Abbiamo chiesto anche a Luca Paolocci (rappresentante esecutivo confederale USB): “ Sono qui  per un profondo rispetto degli sfruttati, di tutti gli sfruttati. Perchè sin dall’inizio ho seguito con attenzione il movimento non una di meno e condiviso le lotte e la piattaforma rivendicativa. Perchè mi hanno particolarmente colpito i i dati ed i fatti prodotti da USB con il rapporto “Donne sull’orlo di una crisi di numeri”, che sono alla radice della proclamazione dello sciopero generale dell’8 Marzo. Dati che certificano una volta di più la profondità delle disuguaglianze e la ferocia della violenza di genere. Ed  infine perché conosco molte delle donne ed uomini che erano in piazza e manifestare insieme a voi e loro  mi fa sperare in un domani diverso”.

Unico presente dell’ amministrazione il consigliere del movimento cinque stelle Massimo Erbetti che ci dice: “ Perché non servono solo  parole, servono fatti e metterci la faccia è un fatto.

L’8 marzo non serve solo per ricordare le donne che ce l’ hanno fatta ma anche, e sopratutto, per dare voce a tutte  le donne che vivono nel silenzio; le donne sono quelle che ieri sfilavano per le vie di Viterbo, per le vie d’Italia e per quelle del mondo intero…sono quelle senza nome, con storie che nessuno conosce…è troppo comodo parlare di donne forti e  famose per lavarci  la coscienza, dobbiamo metterci al fianco di coloro  che nessuno conosce e che, magari, non hanno la forza di lottare”.

Assenti non giustificate restano alcune delle donne delle istituzioni, non solo  quelle sedute tra i banchi della giunta o del consiglio comunale, ma anche coloro che, ad esempio, creano, lavorano o si impegnano in progetti come NON AVER PAURA ( progetto ASL a sostegno delle vittime di violenza).

Ci avrebbe fatto piacere vedere, durante il corteo,i volti noti della politica viterbese, non perché la manifestazione avrebbe dovuta avere connotazioni politiche ma perché, si difendevano anche tutti quegli spazi femministi, tutti  i luoghi per l’autodeterminazione delle donne, tutti  i centri antiviolenza, tutti  i consultori e tutti gli altri spazi dedicati presenti sul nostro territorio.

 

Associazione di promozione sociale Kyanos