La spiritualità naturale è radicata nell’ecologia profonda

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NewTuscia – CALCATA – Scriveva Bernardino del Boca: “Il messaggio divino d’amore e di fratellanza di Gesù Cristo, la filosofia del Buddha, la saggezza di Socrate, l’umiltà di Leonardo da Vinci, l’esempio dei santi, dei saggi e dei pensatori di tutte le epoche, non rappresentano la cultura. Sono come le stelle in cielo, luminose e lontane, spesso dimenticate. L’uomo dimentica di contemplare il cielo come dimentica di ascoltare la voce della saggezza”.

Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista del “porgi l’altra guancia” ed “ama il prossimo tuo come te stesso”, questi  sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la verità che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali.

Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi della Natura, permane la coscienza che la terra, l’acqua, l’aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all’uomo ed agli altri animali. Forse come non mai oggi sento che la attuazione di una proposizione ecologista profonda, disgiunta dal credo religioso, sarebbe oltremodo necessaria per garantire la continuità della civiltà umana.. per non parlare della sua sopravvivenza “bruta” (anche in considerazione dell’alienazione sempre più forte con i cicli naturali e l’avvelenamento dell’habitat).

La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così… solo che dobbiamo capirlo e viverlo, prima a livello personale e poi a livello di comunità. Ognuno può e deve “comprendere” la necessità di riequilibrare la sua alimentazione ed il suo stile di vita non sentendosi però obbligato da una ideologia o da una spinta etica… la maturazione deve avvenire per auto-consapevolezza ecologica e fisiologica.

Chi è consapevole del Sé? Colui che si fonde in questa “conoscenza” giunge all’auto-realizzazione e alla liberazione dall’identificazione con l’agente.  Per tale liberato vivente le azioni si svolgono spontaneamente e su di lui  le funzioni dei sensi e le loro impressioni non hanno appiglio alcuno.  Per lui non ci sono organi di senso, né corpo, né mente, per lui non esiste il mondo della dualità. La sua conoscenza è il Fuoco Sacro, che brucia ogni impressione latente espressione dell’ego. Colui che ha realizzato il Sé non è condizionato dal tempo, egli è la Morte della morte, è il vero eroe che non ha paura di nulla, perché non c’è un “altro” che lui possa temere..

Non è la religione che può salvare l’uomo ma la consapevolezza di Sé

Capisco che questa condizione esistenziale richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una “scelta” o di un “credo” … La vita al momento opportuno e con i modi che gli sono consoni  condurrà l’uomo verso la sua natura originale..

Questo ritorno, questa coscienza di Sé  nell’Esistenza universale, non è una esperienza particolare, non ha bisogno di nomi o di attributi, è semplice riconoscersi in ciò che è…

Paolo D’Arpini