Le riflessioni di papa Francesco in occasione della Quaresima per un’ecologia interiore e sociale

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – In occasione dell’avvio del percorso quaresimale, Papa Francesco ci esorta a sperimentare  un’ecologia interiore e sociale per riconciliarci con noi stessi e l’ambiente. Domandiamoci come il nostro cammino di conversione possa riflettersi su un rinnovato impegno di custodia e corretta fruizione delle risorse naturali, nel rispetto degli equilibri ecologici, negli ambienti in cui viviamo.

La redenzione del creato. Se l’uomo vive da figlio di Dio e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione.

Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi (cfr Enc. Laudato si’, 87). Ma in questo mondo larmonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

La forza distruttiva del peccato si  ripercuote anche nel rapporto uomo-ambiente  Se viene meno la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche larmonioso rapporto degli esseri umani con lambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri.

La forza risanatrice del pentimento e del perdono. Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”. La Quaresima… chiama dunque i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Papa Francesco ci esorta: se la quaresima del Figlio di Dio è stata un entrare nel “deserto del creato” per farlo tornare ad essere quel “giardino” della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini la nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione. Facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

In ambito ambientale siamo dunque chiamati a fare rete lasciandoci coinvolgere in forme di collaborazione con la società civile e le istituzioni. Va maturata insieme una rinnovata etica civile. È importante che nessuno resti spettatore, ma tutti attori, accrescendo la cultura ecologica integrale, umana interiore ed ecologica nei confronti della Terra e degli uomini e delle creature che la abitano. Tanti nostri stili di vita vanno cambiati, per assumere la sobrietà come risposta autentica all’inquinamento e alla distruzione del creato. Del resto, una terra custodita è la prima fonte di lavoro per i giovani!  Siamo in un tempo di crescente consapevolezza ecologica ed i giovani sono le  sentinelle vigili ed efficaci della custodia della Casa Comune!