Ciao Luke!

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Ci ha lasciato Luke Perry. Per tutti Dylan Mckay di Beverly Hills 90210. Una notizia che mi ha reso triste, senza retorica. Senza gli appunti di chi ti risponde: “Era affermato e ricco, muoiono ogni giorno tante persone che nessuno conosce e non c’è alcun articolo che le ricordi”. E’ quella tristezza soft per un personaggio che ha fatto la mia gioventù, così come quella di milioni di adolescenti di tutto il mondo.

Erano i primi anni Novanta, quegli ann

i Novanta che hanno rappresentato l’ultimo baluardo del rampantismo post anni Ottanta. Dai tempi esagerati della Milano da bere degli ’80 in cui ero bambino, si era passati ad anni in cui i telefilm americani la facevano da padroni. Beverly Hills 90210 ha segnato i sogni di noi ragazzi degli anni Novanta italiani, troppo lontani da quello sfarzo e da quelle location modaiole come Los Angeles ma tanto vogliosi di imitarli. Magari con un’utilitaria tirata a lucido e pochi spiccioli in tasca, ma giovani e con un mondo da scoprire.

Mi ricordo le gesta delle sedicenni che ogni giorno, al Magistrale di Viterbo, in cui ho studiato, commentavano gli amori tra Dylan e Brenda, Kelly, Brandon, Steve ecc. Era un rituale: ascoltare e immedesimarsi, cercare di copiare quegli idoli indiscussi di allora. Qualcuno può, erroneamente, paragonare Beverly Hills 90210 a Beautiful, girato da epoche ormai non più ricordabili sempre a Los Angeles. Nel primo caso si parlava di amori e gesta di teenagers, vogliosi di fare breccia sulla ragazza più carina del College e al femminile, di vedere chi e come le avrebbe conquistate. Beautiful è ed è stato sempre, invece, la storia di ricche famiglie impegnate nel campo della moda e in una continua competizione, sia economica che in “alchimie” private.

Dylan era l’emblema del James Dean dei nostri tempi: enigmatico, distaccato, ribelle, irrequieto. Ma era proprio tutto ciò che piaceva da impazzire alle ragazzine di allora. Brandon era il ragazzo “pulito”, invece, attaccato alla famiglia e, per la presenza di sua sorella Brenda, diventato poco dopo il migliore amico di Dylan.

C’era il dualismo femminile tra chi preferiva Dylan e chi Brandon e, noi adolescenti di allora, a cercare di imitare l’uno o l’altro. Io personalmente ho sempre preferito lui al “precisino” Brandon. Un mito per tanti e, lo ammetto, anche per il me di allora. Essere “conteso” tra una bionda ed una mora (ed una rossa e…) era il sogno di tutti noi poco più che ventenni. Quello che, parafrasando un noto spot, non deve chiedere mai…

Con Luke Perry-Dylan Mckay se ne va un’epoca per tutti. Ed anche per me. Il ricordo del passaggio alla maggiore età. I sogni di allora. Gli amici. Le prime fidanzate. La spensieratezza. La Viterbo che non c’è più, quella in cui lasciai due giorni lo scooter a piazza della Repubblica a Viterbo e lo ritrovai (se lo avessi fatto ora…!). Gli anni in cui progettavo la mia vita che, per fortuna, alla fine per la maggior parte ha seguito il filo lungo dei miei sogni. Già allora sognavo di fare il giornalista, sognavo di stare sul Tg5: quello, almeno per ora, non l’ho raggiunto, ma sono rimasto in questo settore e lavoro per la prima emittente del Lazio, Lazio Tv, oltre a dirigere questo giornale online. Non mi posso lamentare.

Tanti i ricordi che se ne vanno con Luke che, metaforicamente, è il fratello maggiore che tutti avremmo voluto. Ricordi che portano a “Vacanze di Natale 1995” in cui fu lui il protagonista, ricordi che fanno amarcord ma, in fin dei conti, mi attestano la migliore delle profezie che ci mi potessi augurare: quella di rimanere me stesso fino in fondo cullando sempre, contro tutto e tutti, i miei sogni. Credo di esserci riuscito malgrado la perdita dei più importanti amori della mia vita e di molti cari.

Ciao Luke, con te se ne va una parte indimenticabile della mia vita!