Sezione Anpi di Nepi incontra gli studenti dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro” di Sutri

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NewTuscia – NEPI – La  sezione Anpi “Emilio Sugoni” di Nepi , anche a seguito di quanto previsto dal protocollo Miur-Anpi, sottoscritto per: “ Offrire alle istituzioni scolastiche di ogni genere e grado un sostegno alla formazione storica, dalla documentazione alla ricerca, per lo sviluppo di un modello di cittadinanza attiva”, ha promosso un incontro con gli studenti  del terzo anno delle medie dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro”  di  Sutri (Viterbo).

L’incontro verterà sul Giorno della Memoria, istituito con legge  n.211/2000,  il 27 gennaio – giorno della liberazione dei sopravvissuti  dal campo di sterminio di  Auschwitz  nel 1945.

All’incontro, che si svolgerà giovedì 28 febbraio 2019 dalle ore 9.00 alle ore 11, prenderanno parte la dottoressa Grazia Di Veroli, vicepresidente dell’Associazione  ex deportati nei campi di sterminio-Aned (www.deportati.it) ,  la dottoressa Maria Luigia Casieri dirigente scolastico dell’Istituto,Giocondo Gregori presidente della sezione e il musicista Antonio Pelizza del Direttivo della sezione di Nepi.

E’ necessario che la Memoria della Shoah diventi  un insegnamento per il presente perché l’orrore di quanto accaduto non abbia più a ripetersi.

Direttivo sezione Anpi”Emilio Sugoni” di  Nepi

“L’esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti e’estranea alle nuove generazioni dell’Occidente, e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni (…).

Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici,di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. E’ avvenuto contro ogni previsione; e’ avvenuto in Europa; incredibilmente, e’ avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler e’ stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. E’ avvenuto, quindi può  accadere di nuovo:questo e’ il nocciolo di quanto abbiamo da dire” .                                                                                                                                                                                       Primo Levi

scrittore,  deportato e sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz

 

 

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