La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Viterbo

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO  – La visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Università della Tuscia di  Viterbo sarà un’occasione unica per sollecitare i giovani studenti alla partecipazione come protagonisti della vita pubblica della propria comunità.

La partecipazione delle nuove generazioni alla vita delle istituzioni è un’occasione fondamentale perché il senso di appartenenza alla Cosa comune, alla Repubblica, e quindi la partecipazione politica apra le proprie porte verso l’esterno, coinvolgendo i ragazzi ed i giovani in un circuito virtuoso che servirà, a lungo andare, a favorire la conoscenza della macchina amministrativa e mettere le basi per il ricambio generazionale a partire dagli enti locali, già attuato nel corso delle ultime elezioni comunali di maggio per la presenza di numerosi giovani nelle liste elettorali.

L’apprendimento e l’educazione alle “Virtù pubbliche” per un impegno di Valori per il Bene Comune e le riflessioni dei giovani sui diritti di libertà di espressione del pensiero.

Dai giovani viene indirizzato un segnale chiaro al Paese: di impegno di una “cittadinanza attiva”, di partecipazione nel mondo della scuola, con i loro insegnanti, come parte attiva del rinnovamento della società civile, che si esprime e si impegna sui temi di rilevanza costituzionale, in una forma di apprendimento ed educazione alle “Virtù pubbliche” di impegno per il Bene Comune, al di la  dei cattivi esempi che spesso vengono dal mondo della politica:

  • la scuola rappresenta uno degli strumenti fondamentali di crescita dei cittadini di domani: per l’art. 34 la scuola è aperta a tutti, deve dare pari opportunità ai capaci e  meritevoli, anche se privi di mezzi, per raggiungere i gradi più alti degli studi;
  • il valore del lavoro affermato nell’art. 35 della Costituzione, inteso in ogni forma autonoma, dipendente, imprenditoriale o professionale, come realizzazione della dignità della persona – in situazione di pari opportunità per tutti i giovani – e per concorrere al progresso socio-economico della nazione, iniziativa economica imprenditoriale e partecipazione dei lavoratori al progresso socio-economico del Paese art. 41;
  • lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica (art. 9 della Costituzione), la salvaguardia del patrimonio storico-artistico, dell’ambiente e del paesaggio con il concorso insostituibile dei giovani, organizzati ed impegnati nei vari  gruppi di volontariato culturale, socio assistenziale e civile.

La scuola ed in particolare gli Enti locali, regioni e comuni possono promuovere, in collaborazione con le famiglie, la  partecipazione dei giovani alla vita politica e amministrativa locale, facilitando anche la conoscenza, da parte dei giovani, dell’attività e delle funzioni dell’ente locale, degli istituti di partecipazione pubblica nelle organizzazioni di volontariato socio-assistenziale in favore di chi ha bisogno, di rappresentanza politica e sindacale.

Sulla legalità ed il senso della comunità l’Italia può ripartire sulla strada dello sviluppo.  

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono quattro le attenzioni mostrate degli italiani: la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare, su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo.

La “rottamazione” ed il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato,  alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia, ma nel sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno, per cui l’Italia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma unite sotto un’unica Bandiera.

Nelle scuole di ogni ordine e grado vanno intensificati gli incontri formativi di Educazione alla Cittadinanza come dalla proposta di Legge depositata dai Comuni Italiani Anci e moltissimi cittadini e corpi intermedi (associativi e istituzionali dello Stato) di dibattito sulla gestione rispettosa della Legalità dello Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, il nuovo Governo che si sta costituendo, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione – la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale  e socio-economico, per riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.

Il decalogo istituzionale del presidente della Repubblica Mattarella

Il presidente Matterella nel suo discorso di insediamento davanti alla Camere e più volte nei discorsi rivolti ai giovani ha delineato un decalogo del suo impegno di custode della Costituzione.

Nel delineare tale “decalogo” di custode della costituzione repubblicana, ha citato prioritariamente il diritto allo studio dei ragazzi con una scuola rinnovata che conferisca un reale diritto al futuro dei giovani, l’impegno delle istituzioni ad ogni livello per un  diritto effettivo al lavoro, una cultura diffusa, con il superamento del divario digitale.

L’ispirazione ad un amore e una sempre più approfondita conoscenza dei tesori ambientali e culturali dell’Italia, il ripudio della guerra e la promozione della pace e del dialogo tra le Nazioni. Il riconoscimento dei diritti del malato, il dovere della contribuzione alle spese dello Stato e della correttezza nel pagamento dei tributi, con una  giustizia amministrata  in tempi rapidi e certi, la tutela della pluralità e della libertà dell’informazione.

Mattarella ha poi espresso un forte auspicio  affinché la donna non soffra la paura di violenze e discriminazioni e sia dato il giusto sostegno alla famiglia come fondamento della società civile.

Infine valori della Libertà affermati con la Resistenza e la lotta alle mafie ed alla corruzione e  l’impegno per la crescita economica in Europa e nel mondo.

Al ricordo del sacrificio di tanti eroi della Libertà e Giustizia Sociale il presidente Mattarella ha associato l’impegno per la diffusione di un forte senso della Legalità e, citando l’impegno forte di denuncia e testimonianza di papa Francesco, la lotta alle mafie ed alla corruzione, definita “cancro pervasivo” della democrazia. Ha inoltre più elogiato e incoraggiato l’impegno delle Forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità organizzata.

Mattarella ha riaffermato l’impegno europeista dell’Italia ed un’Europa più attenta e solidale nei confronti delle reali esigenze dei cittadini, attraverso il sentimento della speranza per unire sempre di più l’Europa vista come speranza da cui ripartire, con l’affermazione in ambito europeo dei diritti di cittadinanza e appartenenza, libertà e sicurezza.

Con questi Valori condivisi la città di Viterbo, con i suoi giovani, si appresta ad accogliere il presidente Sergio Mattarella ed il messaggio che vorrà rivolgere alle giovani generazioni, alla cittadinanza ed alle istituzioni.