Il rumore del silenzio, un libro a sostegno dell’Associazione Il Volo

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di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO – Le porte della sale consiliare si sono aperte per la presentazione del libro Il rumore del silenzio, di Marta Spigaglia. Oltre al sindaco Massimo Bambini e la giovanissima autrice di 17 anni, sono intervenuti la dirigente dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Acquapendente, Benedetta Bambini e Luca Virtuosi. Una partecipazione d’eccezione invece quella del Consigliere Enrico Panunzi, presente non in veste ufficiale ma personale.

C’era moltissima gente a quella che è stata più di una premessa alla concezione del libro; Marta ha portato con se un soffio dell’aria che respira nei suoi mondi, terreno e interiore, entrambi autentici, rendendo partecipe il pubblico di realtà spesso evitate. Con schietta passione ha affrontato i temi della diversità e del silenzio, sottolineando come la bellezza che vi è racchiusa sia visibile non appena si trovi il coraggio di lasciarsi conquistare.

Lei può affermarlo con cognizione di causa, dal momento che insieme alla madre, ideatrice del progetto e vicepresidente, fa parte de Il Volo, un’associazione gestita da genitori con figli disabili aperta a tutti i bambini con problemi di autonomia sociale. Nel giro di due anni la struttura si è accresciuta di volontari (molti dei quali sono ragazzi) e attività, arrivando a mettere a disposizione dei 35 ragazzi che la frequentano laboratori psicomotori, esperti logopedisti e pedagogisti oltre alla possibilità di praticare attività sportive terapeutiche come andare a cavallo e nuotare.

Il rumore del silenzio è nato dal desiderio di Marta di esternare il pensiero del fratello, anche lui disabile. Luigi non può esprimersi come vorrebbe, ma il suo silenzio, che non è mai assenza, trascende in una comunicazione con regole diverse, semplici e intense.

L’espressione e la comunicazione sono bisogni fondamentali della vita, ma non è un compito facile, neppure per chi ha tutti i mezzi e le competenze, prestare la voce a qualcun altro. Perché prima di tutto occorre averne una propria, guidata da una profonda capacità di conoscersi e accettarsi prima di farsi empaticamente carico dei significati altrui. La ragazza che oggi ha parlato ce l’ha. Ascoltandola, guardandola con loro, immancabili in quest’incontro, si è capito l’amore e la felicità che i bambini disabili possono dare e ricevere. E tra la commozione generale la sua non è certo stata quella minore.

Ma lasciamo la parola al suo libro, perché comprarlo?

Perché aiuterà la costruzione del secondo piano della casa famiglia: il ricavato sarà devoluto a Il Volo; perché nello scorrere quelle pagine si potrà avere un’idea più chiara dei concetti di forza e fragilità; perché la diversità e il silenzio trovano anche nello stile delle frasi, i loro abiti migliori.

Il libro è la concretizzazione tangibile di un bellissimo rapporto tra fratelli. A volte è più difficile esprimersi sotto uno sguardo che non in un angolo appartato della propria stanza, quando cala la sera e il silenzio che porta con se è di un tipo che avvolge come un velo riposante  tutto il resto, soffondendo lo stridore inevitabile che fa il mondo quando gira. È il momento in cui presente passato e futuro si fondono in una spirale di ricordi e progetti, desideri e speranze. Quello in cui si è più sinceri con se stessi e si riesce a cristallizzare un’emozione abbastanza a lungo da poterle dare la forma di una lente e guardarci attraverso.

Ci si sente spesso lamentarsi delle nuove generazioni, sempre attaccate allo smartphone e connesse con il mondo virtuale fino a dimenticare quello reale. Ma non è una loro prerogativa, ne una necessità per tanti di questi giovani. I social network possono essere utili per rimanere in contatto con amici lontani o condividere, promuovere iniziative positive in modo immediato, ma oltrepassando quella linea entro cui rimane la condivisione di bei momenti ci si ritrova in una vetrina che espone solo le qualità più effimere assurte al potere dell’esclusività. Presentandole in un catalogo come se fossero le uniche o le migliori, fanno diventare tutto tremendamente serio tranne ciò che veramente lo è: le persone nella loro interezza.

Gli spigoli delle sensazioni graffianti con i loro angoli acuminati, le propaggini erranti della più piccola increspatura nel mare di pensieri ed emozioni, costellano le strade tracciate durante la ricerca di quello che è dietro il pensiero consapevole e mostrano a caratteri labili una storia infinita e in continuo sviluppo. Nel suo libro, Marta, ha avuto il coraggio di seguirle; anche per questo si dovrebbe leggere Il rumore del Silenzio.