Lo stato dei beni comuni, il sindaco Arena interviene all’incontro presso la Camera dei Deputati

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NewTuscia – VITERBO – Questa mattina il sindaco Giovanni Maria Arena è intervenuto alla Camera dei Deputati, nell’ambito dell’incontro Lo stato dei beni comuni. I Sindaci nell’Aula di Montecitorio: “Se vi può essere ormai accordo sul significato di “beni comuni” – che costituiscono il patrimonio umano, ambientale e immateriale di una comunità urbana – molto più impegnativo appare il compito che un’amministrazione – e la stessa collettività cittadina – devono assumersi per individuarne l’estensione e le funzioni per gestirli, conservarli e valorizzarli.

Questo compito diventa essenziale nel governo di quelle città di medie dimensioni che costituiscono il fulcro della popolazione urbana del Paese. Città ricche di tradizioni, di beni storici e paesaggistici, in cui un Sindaco ha la concreta possibilità di stabilire una comunicazione diretta e sinergica con i cittadini e con le associazioni di base impegnate a perseguire gli stessi obiettivi. Non mancano certo la volontà, l’entusiasmo e l’orgoglio nel voler tutelare questo patrimonio, ma si incontrano ostacoli finanziari, burocratici, organizzativi che limitano – a volte – le prospettive, le progettualità, le possibilità, le tutele.

Molti sono gli interventi su cui impegnarsi. Di particolare importanza appare, ad esempio, la necessità di rivolgersi alle giovani generazioni. Intanto perché ad esse si lascia un’eredità spesso di incommensurabile valore, anche civico; e poi perché ad esse va offerta la possibilità di apprendere, di sensibilizzarsi, di educarsi alla tutela e alla valorizzazione dei “beni comuni”. È in questa direzione che il Comune di Viterbo ha coinvolto centinaia di alunni delle scuole elementari in una giornata di sensibilizzazione alla cura del verde urbano e al rispetto delle bellezze architettoniche.

Proprio il verde urbano è una delle dimensioni dei “beni comuni” a cui è necessario dedicare particolare attenzione, nella prospettiva di garantire ai cittadini sempre migliori condizioni di vita e
un ambiente ed una qualità dell’aria migliore. A questo proposito, non posso non ricordare, con orgoglio, che Viterbo – secondo l’edizione 2018 del rapporto ISPRA – ha raggiunto il primato di città con l’aria più pulita d’Italia Vi sono inoltre la tutela dei centri storici e, nello specifico della mia città, delle zone termali. In questo caso l’impegno non è solo quello della tutela e della valorizzazione di beni architettonici e storici di grande valore, ma quello – peraltro condiviso con tante altre città italiane e non solo – di contrastare lo spopolamento ed il trasferimento extra moenia di attività commerciali e artigianali.

Sono quindi necessarie forme di collaborazione con i singoli cittadini, con le associazioni, con le organizzazioni di categoria per quel che riguarda l’attrattività economico-commerciale; ed è necessario progettare forme di accessibilità al centro storico basate su una politica di incentivazione dell’uso del trasporto pubblico e dei veicoli non inquinanti. Nel caso specifico dei territori a vocazione termale, poi, si tratta di mediare tra la necessità di tutelare il piano paesaggistico e l’opportunità di favorire un’imprenditorialità turistico-sanitaria, sia pubblica che privata, in grado di ripagare la collettività, con un ventaglio di occasioni di lavoro, di sviluppo e di regolamentazione delle vocazioni del territorio. Uno degli aspetti del composito mosaico dei beni comuni, è poi quello della sicurezza urbana.

Non c’è garanzia di benessere, di crescita della collettività e di tutela della libertà e dei diritti del cittadino che non si leghi ad una complessiva condizione di sicurezza. Nella nuova legislazione, i Sindaci si assumono compiti estremamente delicati in questo settore, operando non solo in sintonia con le forze dell’ordine, ma mettendo in atto strategie di prevenzione che vanno dalla diffusione e il coordinamento dei sistemi di vigilanza ad una più capillare presenza sul territorio, specie nella aree più “sensibili”. In questa direzione è in corso d’opera un più ampio disegno di “vigilanza di comunità”, o di “vigilanza partecipata”, che richiede una più stretta collaborazione tra Comune e cittadini.

Da annoverare nell’elenco dei “beni comuni” di una comunità cittadina, lo stesso bilancio di un’amministrazione comunale. Una rendicontazione trasparente e comprensibile delle entrate e
delle spese permette alla cittadinanza di conoscere quali azioni ed opere l’Ente realizza e di comprendere in modo semplice come vengono spese le risorse pubbliche, riscontrando così
l’attuazione del programma elettorale scelto dai cittadini.

Da ultimo, vorrei poi soffermarmi sulla necessità di tutelare i beni comuni immateriali, spesso rappresentati dalle tradizioni e dalle specificità culturali di una comunità cittadina. “Beni” che stimolano la coscienza civica ed il rafforzamento identitario di una città. Nel caso di Viterbo, si tratta di tutelare e valorizzare un bene immateriale, riconosciuto dall’Unesco, come il Trasporto della “Macchina di Santa Rosa”. Una tradizione che è espressione del folclore religioso italiano, che esiste ormai da otto secoli e che coinvolge tutta la comunità viterbese, divenendone anche espressione socioculturale.

Questo elenco di tematiche, di interventi di tutela e valorizzazione, vuole essere soprattutto la strada che ritengo debba essere percorsa per tutelare il godimento collettivo dei “beni comuni”,
che sono numerosi e nessuno di essi secondario. Un’esemplificazione anche per tentare di dimostrare quanto sia necessario, per i Comuni italiani, ricevere dal Parlamento un adeguato supporto in termini normativi, ma anche in termini di investimenti.

Concludo ringraziando per l’importante opportunità che mi è stata concessa, intervenendo – in un luogo così prestigioso – per portare al centro di questa discussione i diritti fondamentali ed i
bisogni quotidiani dei cittadini. Grazie”