Convegno sull’applicazione del Decreto Sicurezza a Terni e Provincia

NewTuscia – TERNI – Sabato 16 febbraio presso la biblioteca comunale dalle ore 10 si è svolto un convegno sull’applicazione del Decreto Sicurezza a Terni e provincia, promosso dalle Associazioni di Immigrati del Sudamerica, Polonia, Africa, Paesi Arabi e Bangladesh appartenenti a varie religioni.

Erano invitati come relatori l’Assessore comunale Dr. Marco Antonio Cecconi alle Politiche Sociali, la Dr.ssa Francesca Peppicelli responsabile del Servizio Immigrazione della Questura e il vice-sindaco di Attigliano Dr. Fazio, anche Assessore alle Politiche Sociali.

Il convegno organizzato dall’Associazione Royal International e’ stato moderato dal Responsabile dell’Associazione Sin Fronteras rappresentante degli immigrati dell’America Latina.
Inoltre e’ stato seguito da un pranzo multietnico offerto dalle associazioni ai partecipanti.

Nel dettaglio i punti salienti trattati sono stati i seguenti: l’assessore Cecconi ha iniziato parlando con i numeri e cioe’ su 112000 abitanti a Terni 14000 sono stranieri e il comune di Terni a differenza di alcuni altri comuni come quello di Palermo applichera’ il decreto sicurezza del governo.

Inoltre il comune tenendo conto della crescente richiesta di sicurezza e controllo del territorio da parte dei cittadini ha anche approvato un decreto pubblicato sul sito del comune per garantire il decoro urbano contro l’accattonaggio per preservare e ristabilire la vivibilita’ urbana tenendo conto che organizzazioni criminali orchestrano tali azioni nelle strade reperendo anche 100 euro al giorno da postazioni di accattonaggio o parcheggiatori abusivi presso l’ospedale di Terni, supermercati, etc. che sovvenzionano poi altre attività’ illecite.

Su tale punto la Dr.ssa Peppicelli ha dichiarato che oltre all’ammenda o i tre mesi di carcere previsti per i trasgressori, gli organi di pubblica sicurezza svolgeranno opportune indagini sulla rete e organizzazioni di riferimento.
Inoltre rispetto all’edilizia pubblica il Comune ha individuato ben 252 edifici pubblici da adibire a tale scopo dopo alcuni lavori sovvenzionati dal comune stesso con fondi reperiti con un’ attenta revisione della gestione e fondi accantonati ma non spesi.

Inoltre il comune ha inviato una proposta di revisione alla regione umbria per destinare il comune stesso 4 punti dei 18 punti attribuiti dalla regione ai richiedenti di alloggi pubblici anche a chi residente da 15 anni su terni.
Nei quartieri di San Lucio e San Valentino ben 40 alloggi possono essere risistemati ed adibiti ad edilizia pubblica.
Inoltre l’assessore specifica che 8 posti letto sono stati individuati per emergenze freddo per i senza tetto.

Il vicesindaco di Attigliano riferisce che su 2000 abitanti il 20% sono stranieri comunitari ed extracomunitari e con collaborazione di associazioni per due anni vengono formati ed integrati e dopo pero’ si pone il problema della loro collocazione lavorativa.
L’Associazione Royal International annuncia di volere organizzare una conferenza tra i 33 sindaci della provincia di Terni per discutere di questo e altro, inoltre annuncia di volere organizzare ogni 14 febbraio una marcia dell’amore a Terni.

Il rappresentante dell’Associazione Namaste’ pone il problema all’assessore di trovare una soluzione con dirigenti ASL ed ospedalieri per il post dimissioni convalescenza di immigrati con permesso per cure mediche urgenti in Italia prima di tornare ai propri Paesi. Infatti la Dr.ssa Peppicelli spiega che non esiste più’ il permesso per motivi umanitari ma per cure mediche urgenti e solo temporaneo a spese del proprio Paese di origine con visto specifico del medesimo se non reperibili tali cure nel proprio Paese o per donne in gravidanza anche se irregolari in Italia a spese del servizio nazionale italiano.
Si evidenzia che tutta la popolazione della provincia di terni è pari alla meta’ circa della popolazione di Terni e questo deve essere considerato nell’applicazione del decreto sicurezza.

La Dr.ssa Peppicelli della Questura spiega che il governo ha dedicato il decreto sicurezza a garantire maggiore sicurezza ai cittadini senza alcuna discriminazione ma legandolo al concetto fondamentale di pericolosità’ sociale, sequestro beni confiscati alle mafie ed organizzazioni criminali responsabili di caporalato ed attività illecite e criminose in Italia, in tali casi lo stato deve intervenire.
Gli stranieri per accedere e soggiornare in Italia debbono avere un passaporto e autorizzazione all’ingresso con un visto eppoi avere un permesso di soggiorno.

Il decreto sicurezza disciplina alcune forme di permesso di soggiorno che prima non esistevano: tre tipi ve ne sono, di questi il primo rilasciato per calamita’ naturali nel Paese di origine (terremoti, uragani e simili) anche rilasciati ad irregolari in Italia trattasi dell’articolo 20 bis; secondo tipo di permesso di soggiorno disciplinato dal 42/bis per persone che abbiano compiuto azioni di particolare valore civico, come previsto per atti di eroismo, anche per irregolari, in tal caso viene rilasciato un permesso di soggiorno per due anni per poi integrare con successivi permessi di studio o lavoro lo straniero in Italia; terzo tipo di permesso di soggiorno per cure mediche (tipo di permesso che già esisteva) viene introdotto per attenzionare la cosiddetta ex protezione umanitaria che e’ stata abolita. (art.19 del testo unico del decreto), servono certificazioni mediche di ospedali pubblici italiani. E viene rilasciato solo fino a che le condizioni non consentano il rientro nel proprio Paese di origine.

Ovviamente ad eccezione della protezione che resta per donne vittime di violenza domestica, che vogliano denunciare organizzazioni criminali dando un contributo alla giustizia che le sfruttano e per tutti quelli che vogliano denunciare e sfuggire a situazioni di caporalato o che rischino la vita per sottrarsi alla tratta a scopo di prostituzione. ( art. 18/18 bis/22).

Un testo unico per l’immigrazione già esisteva nella sostanza salvo una piccola nuova dicitura, prevista una procedura di richiesta per lo status di rifugiato, infatti nel 1951 l’Italia ha aderito alla Convenzione di Ginevra sulla concessione del Diritto di Asilo per chi rischi la vita o torture e persecuzione rientrando nel proprio Paese e questo verrà’ accertato da un’ apposita Commissione territoriale istituita per valutare e decidere in base ai dati pubblici consultabili sul sito refworld aggiornato costantemente e monitorato dall’organizzazione delle nazioni unite per i diritti umani.

La richiesta se rifiutata può’ essere ripresentata con elementi aggiuntivi e nel qual caso entro 5 giorni la Commissione dovrà ripronunciarsi, ma se la procedura di espulsione sarà già stata avviata tale richiesta non potrà’ essere reiterata e qualora lo fosse la Commissione non terra’ in considerazione la stessa.
Infine la scrivente ha evidenziato il problema dei senza tetto e ha richiesto un incontro pubblico urgente di confronto tra associazioni convenzionate con il comune ed un raccordo con polizia municipale poiché da una segnalazione fatta dalla scrivente sotto la precedente amministrazione.questa non aveva il ruolo di raccordo delle disponibilità dei posti letto tra le varie associazioni convenzionate ne’ un ruolo di gestione delle emergenze pertanto la scrivente ha richiesto tale confronto urgente sul problema specifico da parte della nuova amministrazione comunale per tutti i cittadini in emergenza abitativa e una valida assistenza da parte del centro impiego di Terni ove solo pochi utenti vengono assistiti dopo ore di attesa costringendoli a tornare più volte.

Solo una maggiore efficienza del centro impiego e di un apposito presidio di gestione emergenze del comune e della polizia municipale a cui arrivano le segnalazioni potrà fornire un migliore servizio ai cittadini ternani rispetto alle emergenze abitative e il ricollocamento al lavoro.
Questa la sollecitazione alla nuova amministrazione e l’auspicio suggeriti dalla scrivente redattrice Simonetta Melinelli di Newtuscia Terni.

Le informazioni sopra fornite sono puramente indicative e non esaustive pertanto per ogni approfondimento rivolgersi direttamente all’ufficio immigrati della Questura e all’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Terni.

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