Fiaccolata per la legalità: tutti den sentimento (Foto e 7 interviste video)

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Una giornata che rappresenta una Viterbo davvero unita per dire no contro quella parola che molti pensavano difficile da nominare dalle nostre parti: mafia.

Nel corso del consiglio straordinario sulla legalità, convocato per il primo pomeriggio di ieri, tutte le forze politiche, una volta tanto, hanno fatto quadrato sulla necessità di dire no, secco e senza se e ma, ad ogni infiltrazione mafiosa. L’operazione Erostrato del 25 gennaio scorso sancisce uno spartiacque tra prima e dopo per Viterbo. Lo ha detto chiaramente lo stesso sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, all’inizio del consiglio straordinario: “Il Comune ha la facoltà di costituirsi parte civile contro questi delinquenti vigliacchi ed inqualificabili”. Dichiarazioni ben diverse da quelle espresse nel precedente consiglio (“delinquentelli”) ma lo stesso Arena chiarisce: “Avevo usato quei termini per rispetto degli inquirenti”. E poi: “Grazie alle forze dell’ordine per il loro lavoro, grazie da tutta la città, il nostro è un no netto all’omertà, a chi si fa avanti con l’arroganza, a questi modelli negativi per i giovani”.

Un sindaco deciso come tutti gli altri interventi in aula, soprattutto come quello di Luisa Ciambella, prima firmataria della richiesta di consiglio straordinario sulla mafia: “Dopo il 25 gennaio –  ha detto Ciambella – la nostra vita è cambiata, abbiamo iniziato a fare i conti con la mafia e il 416 bis: il nostro no alla mafia dev’essere concreto, nei fatti di ogni giorno”.

Dopo altri interventi politici è seguito quello dei rappresentanti delle associazioni di categoria: hanno parlato Stefano Signori (Confartigianato), Giuseppe Crea (Federlazio), Giancarlo Bandini (Confimprese), quindi è stata la volta dei sindacalisti.

L’argomento e l’interesse di tutta la città, però, era nella fiaccolata della legalità che è scattata alle 18.30 in punto da piazza della Rocca. Alle 18 tanti erano già arrivati. Il sindaco è arrivato verso le 18.15 ed ha incontrato tutte le autorità ed il mondo politico, economico e sociale che si era radunato pronto al via. Tanti i ragazzi tra Rete delle scuole per la legalità, con tanto di striscione con l’immagine di Giovanni Falcone e boyscout con Paolo Moricoli ed altri.

Un clima di festa e di speranza: le fiaccole sono state distribuite dal presidente del consiglio comunale Stefano Evangelista e hanno illuminato una piazza che, lentamente, si è andata oscurando in cielo ed accendendo in terra. Alle 18.30 tutti in marcia verso piazza Verdi da via Matteotti. Almeno 500 le persone col passo spedito. Una prima sosta all’inizio di corso Italia, per poi riprendere con seconda sosta davanti la chiesa del Suffragio. In testa le autorità con il primo cittadino, il presidente della Provincia Pietro Nocchi, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, i tre segretari dei sindacati confederali (Stefania Pomante per la Cgil, Fortunato Mannino per la Cisl e Giancarlo Turchetti per la Uil), l’assessore Marco De Carolis, quindi, più in là, anche il consigliere regionale Enrico Panunzi. Spicca l’assenza di tutti i parlamentari viterbesi.

A piazza dell Erbe ultima sosta. Circa 15 minuti. Sembra di parlare del trasporto della Macchina di Santa Rosa, solo con percorso in senso inverso. Arena “assediato” da tutta la comunità viterbese regge botta e dà il ritmo giusto: è il Sandro Rossi della fiaccolata della legalità, idealmente e romanticamente idealizzabile in questa metafora con la nostra santa Rosa. Si arriva quindi a piazza del Plebiscito e Arena-“Rossi”, con tanto di megafono, dice che è l’ultima tappa. Una fiaccolata in fondo silenziosa e una luce nel buio che ha voluto dire il no di Viterbo a tutte le mafie.

Sembra impossibile ma una volta siamo davvero tutti den sentimento, perché il prezzo da pagare, altrimenti, sarebbe troppo alto.