Gestione delle acque pubbliche: le regioni chiedono la modifica della proposta di legge

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – “Facciamo appello al Parlamento perché la proposta di legge sulla gestione dell’acqua pubblica sia profondamente modificata”, a sottolinearlo è la coordinatrice della commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Donatella Spano (Assessore della Regione Sardegna).

Per la gestione delle  acque pubbliche le regioni chiedono al Parlamento la modifica della proposta di legge. Azioni correttive per evitare contenziosi Stato-Regioni.

“Come abbiamo detto in audizione alla Camera il  e come è scritto a chiare lettere nel documento approvato all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni – ha spiegato Spano – esistono almeno tre ragioni per rivedere l’impianto della proposta, a meno che non si voglia dar luogo ad un lungo ed estenuante contenzioso Stato-Regioni.

Il primo motivo è che la proposta non disciplina il necessario coordinamento fra la nuova disciplina e la normativa vigente, va chiarito esplicitamente quali articoli delle leggi vigenti si intendono modificare o sostituire e per quali motivi. Il rischio è di trovarsi di fronte ad una disciplina di settore tutta da interpretare e sconnessa.

La seconda ragione – ha proseguito la coordinatrice della commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni – sta nell’esigenza di dipanare diversi dubbi di legittimità costituzionale. La gestione del demanio idrico è una competenza delle Regioni per cui prevedere che il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque sia disposto dall’Autorità di distretto non solo appare in contrasto con quanto previsto dal d.lgs. 112/1998, ma renderebbe assai problematico il sistema del rilascio delle concessioni di derivazione. Considerare poi il servizio idrico integrato come ‘servizio pubblico locale di interesse generale non destinato ad essere collocato sul mercato in regime di concorrenza’ contrasta con quanto stabilito della Corte Costituzionale secondo cui siamo di fronte invece ad un ‘servizio pubblico locale di rilevanza economica’.

Terza ed ultima ragione: la proposta modifica pianificazione e regolazione del servizio idrico integrato riportandoci indietro nel tempo, a prima della Legge Galli. Vale la pena ricordare – ha sottolineato l’assessore della Regione Sardegna – che proprio in attuazione di quella legge tutte le regioni hanno disciplinato la materia istituendo le Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, i vecchi ATO, adesso Enti di governo d’Ambito (EgATO), le quali hanno provveduto ad affidare la gestione e l’erogazione dei Servizi di Acquedotto, Fognatura e Depurazione ad Aziende (peraltro prevalentemente pubbliche) dotate di adeguata capacità tecnico-organizzativa e gestionale.

La suddetta organizzazione territoriale e di governance, attuata da oltre vent’anni in tutta Italia, si è rivelata uno degli elementi essenziali delle politiche per la tutela delle risorse idriche su tutto il territorio nazionale, che ha consentito di superando la frammentazione dei sistemi idrici ed ha portato – ha concluso Spano – ad un progressivo aumento dei volumi di investimento e dello sviluppo infrastrutturale.

Per la materia  dei Trasporti locali per le regioni serve una gestione condivisa problematiche relative agli  investimenti.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un “Ordine del giorno” sulle criticità riscontrate nellutilizzo dei fondi per lacquisto di materiale rotabile e sullintroduzione di un meccanismo di monitoraggio.

Il testo del documento è stato consegnato al Governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

Secondo le Regioni è necessario un provvedimento dell’esecutivo che riveda e sistemi la tempistica degli investimenti, prevedendo anche una norma che eviti il disimpegno delle risorse nel caso in cui ci siano ritardi nella rendicontazione.

Con l’ordine del giorno si richiede anche l’istituzione di un tavolo tecnico ministero-regioni, con la possibile partecipazione di Consip, per definire una gestione condivisa delle problematiche relative proprio all’attuazione degli investimenti previsti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *