Commercialisti ANC: i punti applicativi del reddito di cittadinanza e della riforma dell’età pensionabile

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – Riceviamo e volentieri pubblichiamo . Si è svolta dinanzi alla Commissione Lavoro del Senato l’audizione dell’Associazione Nazionale Commercialisti su reddito di cittadinanza e riforma dell’età pensionabile. Dodici i punti critici messi in evidenza dall’ANC, tra i quali le difficoltà nel verificare l’effettività dell’esistenza e della sussistenza dei requisiti (per evitare quanto più possibile gli abusi) e il monitoraggio dell’operatività dei Centri per l’impiego e dei soggetti accreditati (devono occuparsi della gestione delle domande e delle fasi operative).

Secondo quanto riportato dal Quotidiano  IPSOA Professionalità quotidiana  (Redazione) con il comunicato stampa del 5 febbraio 2019 l’Associazione Nazionale Commercialisti ha reso noto che, presso la Commissione Lavoro del Senato, si è svolta l’audizione su reddito di cittadinanza e riforma dell’età pensionabile.

Per l’ANC erano presenti il presidente Marco Cuchel nonché il consigliere nazionale delegato ai rapporti politici Miriam Dieghi.

L’Associazione ha consegnato alla Commissione un documento esplicativo nel quale ha analizzato i vari punti del provvedimento.

Dodici i punti critici messi in evidenza dall’associazione, tra i quali:

1- le difficoltà nel verificare l’effettività dell’esistenza e della sussistenza dei requisiti (per evitare quanto più possibile gli abusi);

2- il monitoraggio dell’operatività dei Centri per l’impiego e dei soggetti accreditati (devono occuparsi della gestione delle domande e delle fasi operative).

Con riferimento alla materia pensionistica, l’ANC Associazione Nazionale Commercialisti ha sottolineato il fatto che per i soggetti iscritti alle casse di previdenza dei professionisti, per evidenti ragioni di sostenibilità sarà impossibile accedere al beneficio della quota 100.

Il comunicato dell’ Associazione Nazionale Commercialisti ha evidenziato, infine,  la necessità di prevedere meccanismi di sussidiarietà fra l’Istituto Nazionale e le casse private (anche per agevolare gli ingressi nel mercato di giovani professionisti), in modo tale da favorire la fruizione del diritto a tutti i lavoratori.

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