Al Palazzo dei Sette per i Giovedì Slow incontro sul tema ESSERE CONTADINO GREEN

NewTuscia – ORVIETO – Prosegue il ciclo di incontri dell’iniziativa A SCUOLA DI CITTASLOW 2019 – PERSONE, IDEE, PROGETTI promossa da Cittaslow International con il patrocinio del Comune di Orvieto che si svolge ogni giovedì al Palazzo dei Sette. Il prossimo appuntamento ad ingresso libero è in agenda per  Giovedì 7 Febbraio alle ore 18:00 per parlare del tema ESSERE CONTADINO GREEN.

Intervengono: Stefano Fogacci, Slow Food, Azienda Agricola Tizzano (Zocca, Modena), “uomo di terra”, coinventore del Festival del Letame e salvatore della Vacca Razza Bianca Modenese, su: “Il Ritorno in campagna, Appennino resiliente si può, SLOW CHESTNUT: per una nuova castanicoltura”; Claudia Consalvo, Fiduciaria Slow Food Orvieto, Ricercatrice presso CNR-IRET di Porano, Contadina, su che parlerà di “Agroforestry in oliveto contro il ‘mal dell’abbandono’”; Francesco Basili, dell“Azienda Agricola Basili Danilo”, 44 anni di pastorizia e trasformazione “resistente” che affronta la questione de “Le buone pratiche agricole sugli oliveti letamati e pascolati, produttività e bassi input chimici”. Ed inoltre, in collaborazione con SLOW FOOD Condotta di Orvieto, i produttori agricoli e artigiani “Sostenitori Locali di Orvieto Cittaslow”.   A conclusione aperipeople.

ESSERE CONTADINO GREEN. Si può vivere di agricoltura con una piccola azienda oggi? Visioni, problemi, soluzioni. Quale agricoltura per la salute del coltivatore, del consumatore e del pianeta? Cosa offrono la ricerca più avanzata e le nuove tecnologie sul campo?  Ricette di nuova residenzialità per giovani e non in campagna in perfetto stile Cittaslow, perseguendo forme multiple di economie resilienti e in equilibrio con l’ambiente. Approcci nuovi per uno dei mestieri più antichi e importanti del mondo che oggi trova nuova centralità anche grazie alla profonda azione politico-culturale di Slow Food. Dalla voce diretta di alcuni protagonisti sarà possibile comprendere le prospettive concrete per l’agrobiologia applicata sul campo e l’agroforestry.

Soprattutto in agricoltura oggi non si può più immaginare un futuro “produttivista”, solo quantitativo, basato esclusivamente sulle tendenze di mercato del momento, ma occorre esplorare nuove opportunità e ridurre le problematicità interne ed esterne al settore, locali o generali, pur nel rispetto prioritario della sostenibilità economica e sociale dell’impresa agricola. Anche nei campi agricoli si sta affermando la tendenza per la qualità ambientale, premessa insostituibile per assicurare altre qualità alle diverse produzioni. Di qui l’importanza di conoscere le relazioni biologiche sul terreno agrario e gli impatti delle azioni agricole.

Da alcuni anni si assiste ad una “rivoluzione silenziosa”, fatta di ricerca applicata, rapporto intersettoriale tra produttori del settore primario, mondo contadino e macchine ipertecnologiche che tolgono “chimica” dai campi a favore di una sempre maggiore salubrità.

Al termine della filiera anche la  produzione locale e le modalità di commercializzazione sono oggi sempre più variegate e multicanale. Anche l’agroforestazione 4.0 è un modo per rimettere al centro l’equilibrio delle varie produzioni agricole e forestali, tipico dell’agronomia primordiale in particolare in territori come l’Umbria, ma che oggi vengono rivalorizzati grazie alla ricerca e alla creazione di sistemi agricoli promiscui che prevedono la combinazione di alberi e/o arbusti, colture agrarie e l’attività zootecnica.