Orte scalo ricorda il suo primo parroco Padre Geremia, con i valori della Ricostruzione materiale e morale post bellica

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Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Orte Scalo, per iniziativa dell’Azione Cattolica, ricorda oggi il suo primo parroco, Padre Geremia Subiaco nel 47° anniversario della scomparsa, avvenuta il 30 gennaio 1972.  A Padre Geremia Subiaco, dell’Ordine dei Frati Minori, fu intitolata  nel quarantennale  della scomparsa una via nella città natale Vallecorsa (Frosinone)  e ad  Orte Scalo nel 1990  fu intitolato al primo parroco della parrocchia dei Santi Giuseppe e Marco un Largo nei pressi del palazzo della Biblioteca Comunale e del Centro di Aggregazione Sociale, alla presenza dell’on. Attilio Iozzelli, parlamentare e sottosegretario in vari governi, formatosi accanto alla figura del “parroco costruttore”.

Il ricordo della figura del parroco costruttore di una chiesa di pietre vive: costruì la chiesa, vegliò le vittime del bombardamento del 1943 e fu presidente del Comitato per la Ricostruzione.

Chi  lo ha conosciuto, rammenta la cura di Padre Geremia che, oltre all’ideale francescano concretizzato con la straordinaria capacità realizzativa della chiesa parrocchiale, ha avuto in Antonio di Padova e nella Madonna della Sanità i punti fermi della sua spiritualità e del suo apostolato di parroco della borgata della Stazione, come lui amava definirla,  sviluppatasi a partire dal 1931, anno della posa della prima pietra della chiesa di Sant’Antonio, sino al 1954 anno della consacrazione e della piena attività delle strutture parrocchiali.

Padre Geremia Subiaco punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani nel periodo della guerra nella fase della ricostruzione. Dalla nativa Vallecorsa, il sacerdozio e la prima guerra mondiale, la nomina a parroco di Orte Scalo.

La comunità cristiana e civile di Orte Scalo ricorda ancora oggi, a quasi cinquanta anni dalla scomparsa, la figura di Padre Geremia Subiaco come punto di riferimento morale e spirituale di tante generazioni di giovani.   Egli nasce il 22 maggio 1887 a Vallecorsa, che lascia giovanissimo per abbracciare la vocazione dell’ideale di vita di Francesco di Assisi, dopo il noviziato presso il convento di Fontecolombo viene ordinato sacerdote in San Giovanni in Laterano a Roma il 21 dicembre 1912, nel 1915 è cappellano militare nella I Guerra Mondiale e guadagna un encomio solenne dal XVIII Corpo d’Armata per un’azione eroica di soccorso dei commilitoni, in prima linea, sul complesso dolomitico delle Tofane.

Dismessa la divisa dal 1919 scende ogni giorno dal Convento francescano di San Bernardino di Orte per svolgere un’attività pastorale sempre più intensa presso un ex magazzino nella zona nord di Orte Scalo e in quel periodo concepisce l’idea della costruzione di una chiesa, in stile neo-gotico, con annesse strutture parrocchiali, l’oratorio e il campo di calcio per ospitare i giovani della borgata sempre più popolata, per cui fonda le associazioni di preghiera e di formazione cristiana.

La costruzione della chiesa di SantAntonio dal 1932 al 1954 con lassidua partecipazione della popolazione.

A seguito di un voto espresso dalla famiglia del capostazione titolare della stazione ferroviaria, Giovannini, per la guarigione del figlio aggredito a morte nella convulsa campagna elettorale del 1921, Padre Geremia può disporre della statua di Sant’Antonio di Padova, patrono di Orte Scalo, che ancora oggi viene recata in processione in occasione della festa patronale del 13 giugno.  Nel 1922 Padre Geremia costituisce un Comitato per l’erigenda chiesa, dopo aver avuto il 22 aprile 1921 la nomina a parroco.  Il 19 giugno 1932 viene posta la prima pietra del tempio e nel 1936 viene inaugurato il complesso parrocchiale.

Assistenza alle vittime ed ai sopravvissuti al bombardamento del 29 agosto 1943 e la nomina a presidente del Comitato per la Ricostruzione.

Il 29 agosto 1943, nell’assolata mattinata di una domenica di fine estate, Orte Scalo subisce un drammatico bombardamento che uccide 114 vittime innocenti.

Con uno stile essenziale ma profondo, lo scrittore Mario Pucci allora giovane studente narra nei suoi libri “Guerra a primavera” e Orte Scalo… ricordo”:

Ecco il rumore in avvicinamento dei bombardieri che tutti credono come al solito di passaggio. Invece, arrivati gli aerei, qualche cosa di nuovo e di orribile accadde.

Un urlo tragico immenso disumano squarcia l’aria, insieme a boati enormi e profondi in rapida successione. Polvere e fumo oscurano il sole, piovono massi, tronchi d’albero, rami e foglie lacerate. È il finimondo, il caos.

La sera un centinaio di corpi senza vita, dilaniati e sfigurati, di ogni età e condizione, fanno da tappeto al pavimento della chiesa rimasta miracolosamente quasi intatta, e con i soccorritori, si aggira un Padre Geremia stravolto dal dolore e stremato dalla fatica. Erano tutti suoi figli. Mai avrebbe immaginato che la “sua” chiesa sarebbe stata per tanti di loro l’ultimo rifugio.  Molti i feriti gravi che sarebbero morti la notte e nei giorni seguenti. I bombardieri avevano appena sfiorato gli obbiettivi militari: le bombe erano cadute, nei pressi della stazione ferroviaria, sulle case civili e soprattutto sulla collina e nella piana del fiume.

Il ritorno alla vita e la ricostruzione morale e materiale del paese: le associazioni e le strutture parrocchiali al centro dellapostolato del parroco.

Mario Pucci annota sul suo diario fatti drammatici e ordinari, personaggi, sensazioni, ricordi di un contatto diretto con la violenza, i momenti di solidarietà tra sfollati nelle campagne e nei centri abitati di Orte e Vasanello, la lenta ripresa della vita normale dopo la Liberazione e la voglia di ricostruire una vita sulle macerie della guerra, che vede il parroco Padre Geremia,  presidente del Comitato per la Ricostruzione, il motore e l’ispiratore della riedificazione morale e materiale dell’abitato e della comunità religiosa e civile.

Questo sacrificio immane è stato riconosciuto nel 2005 con il conferimento al Comune di Orte della Medaglia di bronzo al Valor Civile, in memoria delle vittime del bombardamento subito da Orte Scalo il 29 agosto 1943.

L’istanza all’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, era stata presentata dal Comitato, presieduto da Enrico Bernardini per il tramite del Comune di Orte.       Nella motivazione del Decreto di concessione si legge che “La medaglia di bronzo rappresenta un tangibile riconoscimento al sacrificio di numerose vittime civili dei bombardamenti dell’ultimo conflitto, dai quali è derivata la quasi totale distruzione dell’abitato e delle strutture industriali e commerciali di Orte Stazione”.

Nel 1954 la consacrazione della chiesa parrocchiale e nel 1955 la costruzione del santuario della Madonna della Sanità.

Finalmente il 12 giugno 1954 la chiesa restaurata dai danni subiti dal bombardamento viene consacrata e nel 1955, Padre Geremia corona un ulteriore sogno: quello di realizzare sempre con il concorso dei fedeli e di Fratel Simone Battisti il santuario della Madonna della Sanità, effigie venerata nella nativa Vallecorsa.  Ma la grande capacità realizzativa di Padre Geremia non si ferma qui, poiché negli anni sessanta porta a termine la costruzione del Cine-auditorium intitolato alla memoria di Dante Giulioli, generoso finanziatore delle realizzazioni parrocchiali. Nel 1969, ad 82 anni e dopo quasi cinquant’anni di assiduo apostolato da parroco, chiede di essere sostituito alla guida della parrocchia.

La testimonianza di Padre Geremia: la costruzione di una comunità fondata su solide basi morali e spirituali di onesta laboriosità e concreta solidarietà.

Ciò che rimane di Padre Geremia, a quarantacinque anni dalla scomparsa,  è la testimonianza di quanto materialmente ha saputo donare alla sua gente, in particolare il servizio e la dedizione assoluta all’ideale di Francesco di Assisi, fondando e irrobustendo con tenacia, giorno dopo giorno, una vera comunità religiosa e civile, pur molto diversificata per le diverse origini della popolazione costituita prevalentemente da ferrovieri, ma fondata su  condivise basi  morali e spirituali di onesta laboriosità e concreta solidarietà.  L’amore di Padre Geremia Subiaco per la sua comunità di Pietre Vive – cosi ben decritta dal vescovo mons. Romano Rossi, del parroco costruttore che riposa nella “sua chiesa” accanto a Fratel Simone Battisti – è magistralmente raffigurato dallo scultore Padre Andrea Martini nella figura del Buon Pastore, posta sulla sua sepoltura nella cappella dedicata ai Caduti delle guerre ed alle Vittime del bombardamento del 29 agosto 1943.

Quest’anno il ricordo di Padre Geremia Subiaco sarà associato a quello di mons. Elvidio Nardoni, per decenni parroco di Vallecorsa, paese natale di padre Geremia.

Per questo l’Azione Cattolica di Orte Scalo ha voluto ricordare con una recente celebrazione la figura di mons. Elvidio Nardoni per la vicinanza sempre avuta anche fa giovane sacerdote con Padre Geremia.

La recente scomparsa di mons.  Elvidio, ha avvalorato l’apostolato e il servizio delle due figure di sacerdoti, che hanno intrattenuto solidi contatti tra le comunità parrocchiali curate, sotto la protezione della Madonna della Sanità.