Terni, Thomas De Luca (M5S): “Su ex Gruber dall’Arpa servono i dati non le dichiarazioni”

NewTuscia – TERNI – “Le dichiarazioni del direttore di Arpa Umbria – dichiara il consigliere comunale dei Cinque Stelle Thomas De Luca –  sono di una gravità inaudita, denunce che se confermate aprirebbero gravissimi scenari di responsabilità. Pretendiamo che ci vengano forniti immediatamente tutti i dati che stiamo chiedendo da oltre dieci giorni. In nessun documento ufficiale inerente Gruber c’è traccia delle vasche descritte dal direttore, così come è possibile vedere dall’ultimo decreto Ministeriale risalente ad un anno fa, decreto che apre la strada al definitivo ripristino dell’area Gruber. Se le dichiarazioni di Ganapini fossero confermate ci troveremmo di fronte alla presenza di una situazione di pericolo, occultata addirittura al Ministero, in un’area urbana della città densamente popolata. Ad oggi non è pervenuta al Comune alcuna nota, segnalazione, esposto di Arpa che rappresenti l’esistenza di tale pericolo.
La Commissione di garanzia e controllo del Comune di Terni concorderà quanto prima con gli uffici preposti un sopralluogo urgente al fine di appurare lo stato dei luoghi e dei fatti. Qualora questi venissero confermati procederemmo con le azioni naturalmente conseguenti.
Proprio sulla contaminazione delle acque sotterranee e superficiali verte la nostra richiesta di accesso agli atti. Riteniamo gravissimo l’ostruzionismo che Arpa sta attuando nella trasmissione di dati ed informazioni alla cittadinanza e verso gli organi istituzionali deputati alla tutela della salute pubblica. Non è la prima volta infatti che viene ostacolata la nostra attività con richieste di accesso agli atti senza esito. Già al momento della nostra prima richiesta ci siamo presentati nella sede di Terni dell’Agenzia regionale per l’ambiente con stuolo di avvocati al seguito, ma siamo stati respinti con argomenti capziosi e la promessa che la nostra istanza sarebbe stata evasa dopo un confronto con i legali dell’ente. Ad oggi nessuna notizia è ancora pervenuta ed Arpa sta trattenendo in modo totalmente arbitrario senza alcuna motivazione ufficiale dei dati di fondamentale interesse pubblico. Per questo siamo pronti ad avviare immediatamente un presidio permanente negli uffici dell’Arpa”.

“Sul Verdi no a diktat della burocrazia”

Discusso – ma decisione rinviata a una prossima seduta –  in 1° commissione l’atto di indirizzo presentato dal capogruppo di Terni Civica Michele Rossi, sul teatro Verdi per impegnare sindaco e giunta a trovare una soluzione condivisa con la Soprintendenza al fine di superare le difficoltà legate al vincolo posto nel 2015 che riconosce l’edificio come bene culturale. L’atto chiede che l’Amministrazione non rinunci all’impegno di riaprire il teatro e avvii un confronto costruttivo con il Ministero su un nuovo progetto.
“Ho presentato l’atto il 3 gennaio – dichiara Michele Rossi (Terni Civica) – e oggi riporto la discussione in commissione. Solo recentemente siamo venuti a conoscenza dell’esistenza del vincolo sul Verdi, frutto di un iter avviato nel 2015, vincolo peraltro obbligatorio ai sensi del D.lgs n.42 del 2004. La ratio è prendere atto del vincolo, che non può essere rimosso, ma anche della possibilità di ragionare con la Soprintendenza che aspetta da noi un’idea progettuale. Bisogna portare a casa la partita con dei modi di rapportarsi diversi. Ieri c’è stata una buona apertura da parte della Soprintendenza che chiede un’idea progettuale per poter iniziare a ragionare insieme. Dobbiamo sottostare a un parere superiore al nostro e portare a casa un risultato mettendoci a tavolino. L’assessore vada a Perugia con una proposta e su quella discuta”
“Il tema è complesso – dichiara l’assessore all’Urbanisca Enrico Melasecche – ho letto l’atto, che in parte condivido, ma voglio sgomberare il campo da inutili polemiche. La città deve essere unita su questo tema per conseguire un risultato a cui tutti teniamo. La questione del vincolo è emersa con una lettera del funzionario al Patrimonio che richiedeva la verifica della sussistenza l’interesse culturale sul bene. Il vincolo è relativo non solo alla parte antica, ma purtroppo è esteso a tutta la parte novecentesca. La Soprintendenza, in questa vicenda lunga 10 anni, ha autorizzato l’abbattimento di una parte, mentre un’altra parte coeva, costruita con una muratura incerta e di nessun pregio, è rimasta bloccata. Questa amministrazione, costretta a lavorare in una situazione di assoluta emergenza, ha esaminato la questione e chiesto vari incontri con la soprintendente per aprire una collaborazione. Il tema urgentissimo era quello della costruzione dell’edificio in via del Vescovado. Ci siamo quindi incontrati aprendo tanti altri temi che attendono risposta da anni, tra i quali il Verdi. Intanto, mi sono mosso e ho fatto una ricognizione dei finanziamenti a disposizione, ma anche del denaro speso fino ad oggi per questo. Durante l’incontro ho spiegato che la città è divisa tra chi vuole recuperare il vecchio progetto Poletti e ho specificato che a noi interessa riavere il Verdi, Poletti o non Poletti. La risposta della Soprintendenza è stata un no secco al Poletti, categorico, negando del tutto la possibilità di ritorno al progetto originario. In sostanza ci è stato detto no nella maniera più assoluta, che bisogna lasciare tutto com’è, che la galleria deve rimanere com’è a meno che non si verifichi l’esistenza di problemi per l’antisismicità, allora si può ricostruire la galleria, ma rifacendola uguale. Non credo che Terni si debba indebitare ulteriormente per lasciare tutto così com’è, andando a consolidare con un altro progetto, per mettere elementi in cemento armato a tenere in piedi una struttura fatiscente, per ottenere semplicemente un miglioramento sismico. Andremmo così verso un percorso che non piace a nessuno, senza parlare poi della spesa. Una burocrazia che obbliga alla conservazione di cosa? Non facciamo questioni ideologiche se c’è di mezzo il bene della città, io sono al servizio della città, io eseguo quello che il consiglio comunale mi mette per iscritto. Possiamo tranquillamente spendere soldi, che non abbiamo, per consolidare il teatro, perchè questo è quello che la Soprintendenza ci impone. Dobbiamo valutarne però anche le conseguenze”.
“Su questo tema ci vorrebbe uno studio di fattibilità – afferma il consigliere Paolo Angeletti (Terni Immagina) – per capire in quale direzione si può andare. L’atto di indirizzo è assolutamente condivisibile. Il Soprintendente esprime opinioni di principio, l’esperienza mi ha insegnato che prima il problema va affrontato con il funzionario e, dopo aver trovato una soluzione, si sottopone la questione al Soprintendente”.
“lo chiedo all’assessore che cosa l’Amministrazione vuole fare di questo nostro teatro – interviene Patrizia Braghiroli (M5s) – riguardo all’atto di indirizzo ho un po’ di perplessità perché, sulla parte relativa agli impegni di sindaco e giunta, mi sembra contorto e generico, oltre che superfluo. Mi pare di aver capito che i no della Soprintendente sono solo verbali, io mi fido solo di ciò che è scritto nero su bianco. Vogliamo sottometterci e ristrutturare il cinema teatro e riconsegnare il Verdi alla città magari nel giro di due anni, o provare ad avere la formalizzazione di quanto affermato dalla Soprintendente attraverso un parere preventivo scritto? In questo secondo caso è necessario presentare un progetto di fattibilità, sottoporlo alla Soprintendenza e ricevere su questo un parere. Bisogna però prima capire cosa vogliamo fare”.
“Il discorso sul Verdi va affrontato, aggiunge Alessandro Gentiletti (Senso Civico). Credo che su questi temi si debba parlare di sostanza anche attraverso un Consiglio comunale aperto che Senso civico è disposto a chiedere. Non c’è intenzione di strumentalizzare, io dico andiamo avanti e procediamo e se l’atto può contribuire a sbloccare la situazione ben venga. Si può pensare anche a un’audizione della Soprintendente”.
“Concordo sulla necessità di approfondire e di non andare a scontri totali – interviene Francesco Maria Ferranti (Fi) – ma il cinema teatro non è una cosa da preservare, questa è l’impostazione che deve dare il Consiglio comunale.”  “Credo che la questione dirimente sia capire se abbiamo ancora uno spazio di manovra nei rapporti interlocutori con la Soprintendenza – dichiara Orlando Masselli (Fdi) – se lo spazio c’è e i tempi sono certi, percorriamo questa strada. Dico una cosa in più: ai ternani abbiamo detto che avremmo riaperto il Verdi, facciamo in modo che si prenda una decisione, il prima possibile”.
Giulia Silvani (Lega): “E’ evidente che più andiamo avanti, più il discorso si fa complesso. Ritengo opportuno un rinvio dell’atto e un approfondimento anche attraverso la ricostruzione dell’intero iter amministrativo”.

“Nessuna polemica ma bandi necessari per i centri giovanili”

Dalla audizione è emersa, sempre da parte delle associazioni: “La necessità, visto l’attuale momento di transizione, di dialogare, di trovare soluzioni alle criticità che vertono su quei progetti finanziati e in via di svolgimento che, in caso di interruzione dell’attività dei centri, andrebbero persi o subirebbero delle penalizzazioni”.
Mauro Nannini (Actl) : “Avete la lettera che noi abbiamo mandato e un report del valore sociale che i centri hanno prodotto a costo zero nella nostra città. Benessere sociale e capitale umano. Con la delibera 2018 l’Amministrazione dichiara di non proseguire più l’attività dei centri e che si deve riconsegnare le chiavi dei centri entro il 29 marzo. Verranno chiusi 3 centri giovanili, Palmetta, Progetto Mandela e Nuvole Versi e messi a bando Siviera, Sant’Efebo e Macondo. A seguito di questa delibera abbiamo convocato una assemblea pubblica in cui sono sorte diverse istanze. Ci sono dei servizi dovuti a bandi in corso con il ministero, con i centri disabili, con le fondazioni che non possono essere interrotte così con una delibera. Abbiamo riscontrato un eccesso di discrezionalità nei criteri di trattamento. Altra criticità emersa, quella che ci ha fatto più male, non c’è stato in tutti questi mesi nessun tavolo di concertazione, non sono state mai sentite le nostre voci. Non possono essere spazzati via 20 anni di attività. Un valore importante per la tenuta sociale, per i presidi sociali spesso calato in contesti di volontariato sociale. Chiediamo di ritirare la delibera e auspichiamo l’apertura di un tavolo a cui possano partecipare tutti i centri giovanili”.
Marco Coppoli (Blob Siviera): “Non siamo contrari alla forma del bando in quanto l’Amministrazione può decidere le forme di accesso alle strutture. Noi siamo contrari alle modalità. Non si tiene conto del lavoro svolto a costo zero che ha sviluppato una serie di progettualità su territorio alla ricerca di fondi. Tutte le utenze sono a carico delle associazioni. Il fatto che con una delibera di dicembre e conseguente lettera partita il 4 di gennaio che impone la riconsegna delle chiavi presuppone che l’Amministrazione non ha neanche voglia di capire i progetti. Abbiamo una prestazione di servizio civile che si basa sul volontario retribuito, in accordo  con il ministero. Una serie di attività a favore della città. Progetto di agricoltura sociale, Orto 21 svolto a Demetra, finanziato dalla Regione, dalla Chiesa evangelica Valdese e da donatori privati, progetti svolti dai detenuti, in accordo con la struttura penitenziaria. La velocità di smantellamento ci fa pensare. Noi vogliamo condividere con l’Amministrazione, apriamo un tavolo per discutere del futuro e del presente”.
Caterina Moroni (Demetra): “La nostra presenza così come la vostra disponibilità ad ascoltarci devono andare nella direzione dell’ascolto. Va salvaguardata la ricchezza dei progetti per la città”.
Irene Loech (Mandela):”Il Progetto Mandela è stato  portato a Terni 30 anni fa. Il progetto era un progetto culturale svolto in  sedi che non erano comunali. Abbiamo fatto il lavoro negli altri centri. Siamo stati in tutte le realtà cittadine che non sono solo centri ma associazione che lavorano per il bene comune. Noi dobbiamo dialogare su questo concetto, il bene comune. I centri giovanili danno a questa città grande ricchezza. E’ un momento delicato di passaggio e di transizione e per questo è importante l’ascolto. Il progetto  è stato mandato via da un luogo e noi non siamo centro giovanile”.
Claudio Fiorelli (M5s): “Chiedo un chiarimento ai presenti. L’interrogazione che volevo presentare è inerente all’ordine del giorno. Interrogazione sui dati dei costi dei centri sostenuti, sull’Informagiovani di Terni, cosa fa e come, i dati sul concerto dei balconi, con quali associazioni ci sono stati partenariati. Chiedo ai presenti relativamente ai  progetti finanziati e in corso d’opera nella eventualità che voi foste chiusi, questi soldi devono essere restituiti dall’Amministrazione?”
Alessandro Gentiletti (Senso civico): “Credo che questo sia un momento importante visto che c’è la volontà da parte dei centri di aiutare nella transizione e non arrivare a scontri che non fanno bene a nessuno.Chiedo chiarimento in merito a diverse cose: i progetti sono progetti i cui fondi sono reperiti autonomamente o se c’è invece la partecipazione del Comune. La diversità delle realtà coinvolte, il progetto mandala non è un centro giovanile ma un centro culturale. La delibera confonde realtà tra loro diverse. E’ stato convocato un tavolo quando la delibera è stata stesa? Cosa si è fatto per la partecipazione? Sono stati coinvolti i centri? Gestire insieme la transizione, è fondamentale. Nessuno di coloro che sono venuti qui ha detto che il bando non può essere fatto solo che la delibera è confusa”.
Paolo Angeletti (Terni immagina): “La mia opinione avendo letto e quanto esposto questi centri hanno una valore sociale che non può non essere tenuto spento. La domanda è, visto che questi centri costano zero, a chi conviene chiuderli? Perché andare a nuovi bandi se c’è un patrimonio così importante nella città?”
Thomas De Luca (M5s): “L’errore più grave è quello di confondere le procedure di affidamento e i soggetti che fanno servizi nei luoghi con quello che rappresentano queste realtà. Questi soggetti hanno svolto dei servizi importantissimi. Sono stato un fruitore di centri  come Palmetta. Facendo un servizio civile con l’Arciragazzi che sosteneva un tessuto sociale mi sono reso conto che c’’è un vuoto. E’ difficile capire il danno sociale che si viene a crear, smantellando certi servizi.. Non è minimamente accettabile cancellare realtà che animano e supportano il tessuto sociale di questa città. Se è stato accettato un criterio per una realtà si deve fare lo stesso per tutto. Anche per il terzo piano di Palazzo Spada visto lo stato in cui versa. Attenta verifica analisi con lo stesso approccio di tutte le sede comunali. In questa ottica è necessario che tutte le strutture vadano a bando, che tutti paghino le utenze e non solo quelli che sono ritenuti ideologicamente lontane da questa amministrazione. Se si toccano i giovani noi non lo permetteremo”.
Cristiano Ceccotti (Lega): “E’ un piacere avere nell’aula consiliare i rappresentati dei giovani perché è importante per tutti anche per l’amministrazione. Parlando con alcuni membri delle associazioni negli anni passati, questi hanno sempre lamentato che non venivano ascoltati. La legge ci impone logiche di trasparenza. Nel bando ci sono dei punteggi in base agli anni di esperienza. Si parla di attribuzioni di sede non di finanziamenti. Non voglio stravolgere i rapporti. Bisogna far crescere quei soggetti che si occupano di sociale. Il bando va in questa direzione. Anche noi faremo una analisi di tutte le strutture. L’amministarzione non può dare sedi con affidamenti diretti”.
Lucia Dominici (FI): “Le cose come erano non andavano bene e bisogna rifarle in nome della trasparenza. Vorrei capire se i costi siano effettivamente zero. Vorrei capire i finanziamenti dati alle associazioni o sono associazioni con autofinanziamenti o finanziamenti dati da altri enti? Stiamo parlando di attività sociali o politiche giovanili? Questi progetti presentati necessitano di una sede o possono esistere anche senza una sede?”
Luca Simonetti (M5s): “Sono state valutate le politiche giovanili e la direzione che si vuole intraprendere? Che tipo di strategia ha l’Amministrazione ? Parla e agisce con cognizione di causa a tutti i livelli?. Ecco, io faccio queste domande”
Francesco Filipponi (Pd): “Ringrazio tutti i rappresentanti anche per averci messo a conoscenza delle attività svolte. Le conoscevo per aver frequentato ma non conoscevo le attività svolte ad oggi. Alcune aree di questi centri che operano in zone della città sono importanti sia per l’attività sia per il lavoro m svolto sul territorio. Sono un punto di riferimento anche per ragazzi che hanno fragilità e sono stati aiutati per l’inserimentosociale. Nessuno ne fa una questione relativa all’iter per pubblicare il bando se ne fa una questione di scelta. Mancanza di concertazione al fine di definire anche paletti più astringenti. C’è uno slittamento anche nei tempi di presentazione del bando. Chiedo che si faccia una riflessione più attenta, con assoluto rispetto da entrambe le parti”.
Michele Rossi (Terni civica): “Dà enormemente fastidio che questa storia venga considerata come sopruso. I presenti lamentano una concertazione, altra criticità riguarda i progetti con partenariati importanti con i ministeri. Chi come me si è impegnato nella progettualità sociale posso testimoniare un grande lavoro. Questo dimostra una grande progettualità e la capacità di fare rete. Vorrei capire come l’assessorato intende gestire i progetti in corso, come risponde alla mancanza di concertazione. Tutta la tematica andava gestita con maggiore sensibilità e rispetto. Chiedo anche che tipo di visione ha nei confronti della progettualità che non può essere solo demandata.
Masselli (Fdi) : “Non è vero che nel 2017 ci sono stati zero finanziamenti. Vorrei capire come si rendicontano i soldi spesi”.
L’assessore alle Politiche Giovanili Elena Proietti: “Mi preme sottolineare la vicinanza di azione con l’assessore Cecconi, nessuno ha fatto una scelta arbitraria. Abbiamo risposto ad una scadenza. Abbiamo lavorato dal mese di agosto. Cito delle delibere con le quali, nel passato,  ci sono stati finanziamenti da parte del Comune per circa 300 mila euro. Non voglio fare polemica, nessuno nega l’importanza delle attività Ma la nostra amministrazione, in questa vicenda, si muove seguendo due linee guida ben precise: c’è una delibera del commissario che dice che l’affidamento del patrimonio comunale non può avvenire in maniera diretta;  tutto avrà una evidenza pubblica perché questa è la nostra politica. Ho chiesto alla dirigente di prorogare la data di scadenza del bando fino al 23 febbraio in maniera tale che tutti possano concorrere, al di là di ogni intervento che, non certo da parte delll’Amministrazione Comunale, volesse alimentare la polemica. Sto aspettando una risposta. Io mi auguro che voi tutti partecipiate al bando. A seconda dei progetti ci sarà una riduzione in percentuale dei canoni per come è previsto dai regolamenti comunali”.
L’assessore al Wefare  Marco Cecconi: “Io credo che convenga a tutti restare sulle fattispecie in oggetto, dividendo le associazioni che possono essere giovanili o per anziani, dalla mera assegnazione degli immobili tramite bando pubblico. Questa amministrazione ha scoperto che nelle assegnazioni precedenti alcuni immobili non erano accatastati, in alcuni casi i canoni pregressi non pagati al comune, in altri ulteriori tipi di problemi urbanistici. Questa amministrazione ha il dovere di ripartire dal concetto semplice di mettere tutti nella condizione di partecipare. Per la polemica sul centro sociale Valenza, struttura gestita dagli anziani, sulla quale  è voluto ritornare forzatamente il consigliere De Luca preciso che sono stati recuperati i canoni pregressi, è stata rivista l’attività sociale che prevede la disponibilità dei locali per un certo numero di settimane per il comune, sono stati dimezzati gli spazi in eclusiva al centro sociale in maniera tale che si potrà procedere a un bando per quelli recuperati”.