Oggi l’augurio di Papa Francesco ai giornalisti e agli operatori della comunicazione con il Messaggio “Dalle community alle comunità”

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Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Il testo del Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali  che papa Francesco indirizza ai giornalisti, agli operatori  dell’informazione viene tradizionalmente pubblicato oggi 24 gennaio, in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, Vescovo comunicatore, patrono dei giornalisti.

Quest’anno papa Francesco vive la giornata del santo comunicatore  Francesco di Sales con i giovani, immerso nelle Giornate Mondiali della Gioventù che si svolgono a Panama .

Siamo membra gli uni degli altri (Ef 4,25). Dalle community alle comunità» è il tema che Papa Francesco ha scelto per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra nel 2019,nela  domenica che precede la Pentecoste, questanno il 2 giugno 2019.

Il tema, si legge in una nota della Sala Stampa della Santa Sede, «sottolinea limportanza di restituire alla comunicazione una prospettiva ampia, fondata sulla persona, e pone laccento sul valore dellinterazione intesa sempre come dialogo e come opportunità di incontro con laltro».

Si sollecita così «una riflessione sullo stato attuale e sulla natura delle relazioni in Internet per ripartire dall’idea di comunità come rete fra le persone nella loro interezza. Alcune delle tendenze prevalenti nel cosiddetto social web ci pongono infatti di fronte a una domanda fondamentale: fino che punto si può parlare di vera comunità di fronte alle logiche che caratterizzano alcune community nei social network?

La metafora della rete come comunità solidale implica la costruzione di un noì, fondato sullascolto dellaltro, sul dialogo e conseguentemente sulluso responsabile del linguaggio».

Già nel suo primo Messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, nel 2014, «il Santo Padre aveva fatto un appello affinché Internet sia un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane’». 

La scelta del tema del Messaggio del 2019 conferma l’attenzione di Papa Francesco per i nuovi ambienti comunicativi e, in particolare, per le Reti sociali dove il Pontefice è presente in prima persona con l’account @Pontifex su Twitter e il profilo @Franciscus su Instagram.

Paolo Ruffini: necessario «vincere il virus di una comunicazione narcisistica e ripiegata su se stessa, che divide invece di riconciliare»

«Parlare alla persona tutta intera per vivere la dimensione della comunità, anche al tempo dei social media». È la sfida indicata da Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, commentando con Vatican News il tema che Papa Francesco ha scelto per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che sarà celebrata nel 2019.

Ruffini sottolinea il bisogno del dialogo e dell’incontro per «vincere il virus di una comunicazione narcisistica e ripiegata su se stessa, che divide invece di riconciliare». «Penso che troppo spesso noi parliamo non tanto alla persona tutta intera, ma solo a una parte di essa. Parliamo alla sua paura. Oppure alla sua eccitazione. E tralasciamo ciò che ci rende unici e indivisibili».

Secondo il prefetto, «troppo spesso dividiamo lintelletto dal cuore e dallanima. Ed è questo il virus di quella che Francesco ha chiamato cardiosclerosì. Il cuore si indurisce. E non ci accorgiamo che ci dividiamo proprio da noi stessi e perdiamo o rischiamo di perdere la parte più bella della nostra natura, che si nutre della bellezza dellincontro, del dialogo, della relazione, della condivisione, della comunione fra noi e con Dio».

Parlando del «rischio del nostro tempo», secondo Ruffini è quello di «costruire tribù invece di comunità». «I social hanno trasformato la società della comunicazione in società della conversazione. Sono il luogo dove si formano le nostre identità, specialmente quelle dei più giovani». In quest’ottica «le comunità sui social dovrebbero essere intessute di una relazione autentica, vera, tra le persone tutte intere anche se vissute nella dimensione incorporea del digitale, che comunque è reale e non virtuale».

Per questo – conclude – è importante passare da community fondate su relazioni virtuali, su una falsa rappresentazione della realtà, spesso su finte amicizie che si possono cancellare con un clic, alla bellezza e anche alla fatica della verità e dellincontro».

Con queste basi l’informazione e la comunicazione, anche tecnologicamente più avanzate, possono promuovere atteggiamenti di dialogo solidale nelle nostre città,  ispirate comunque dal rispetto tra diverse visioni della vita, religioni, culture, etnìe, opinioni politiche, nella vita familiare, interpersonale,  come in quella pubblica.

L’etica  professionale responsabile dellinformazione: la comunicazione e la libertà delle opinioni  dei lettori si fonda sempre sulla considerazione del bene comune, della comunita’ per favorire un concreto clima di dialogo, di speranza e di fiducia  .

Ricordiamo che la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica giornata mondiale stabilita dal Concilio Vaticano II  (Decreto Conciliare” Inter mirifica” sugli strumenti della comunicazione   del 1963), viene celebrata in molti Paesi, su raccomandazione dei vescovi, la domenica che precede la Pentecoste, quest’anno il 2 giugno 2019 .

Il testo del Messaggio viene tradizionalmente pubblicato il 24 gennaio in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti .

In occasione della Festa di San Francesco di Sales,  l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) di Viterbo, con  il presidente   Lia Saraca, il  segretario Mario Mancini e il Direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali don Emanuele Germani promuoveranno a breve la tradizionale Giornata di celebrazione del Patrono dei giornalisti alla presenza del vescovo di Viterbo mons. Lino Fumagalli e di  approfondimento professionale aperta a tutti i colleghi dell’informazione.