Spi-Cgil: “No alla chiusura notturna dei presidi sanitari territoriali di Ronciglione e Montefiascone”

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NewTuscia – VITERBO – “Non è accettabile: ancora chiusure, ancora tagli ai servizi nei presidi territoriali sanitari, ancora disagi per i cittadini e maggiormente per le persone anziane. La storia degli ospedali di Ronciglione e di Montefiascone è la storia delle tante strutture del territorio laziale che con il commissariamento hanno subito delle gravi restrizioni o tagli. Declassazioni da ospedali, fino all’ultima trasformazione che ha tolto il pronto soccorso.

Ora ci lascia perplessi e ci preoccupa la notizia che la Asl di Viterbo continua ad applicare modifiche, rivedendo l’organizzazione, i servizi e gli orari dei presidi di Ronciglione e di Montefiascone per trasformarli da PPI (Punto di Primo Intervento) a PAT ( Presidi Ambulatoriali Territoriali) aperti solo 12 ore al giorno e non più 24 , perché fuori dai parametri previsti nel progetto aziendale e dettati dalla Regione Lazio. La preoccupazione senza dubbio è di tutti i cittadini e maggiormente degli anziani che possono aver bisogno nelle ore notturne e hanno meno possibilità di spostarsi. Tutto questo in due comuni come Ronciglione dove vivono 8.500 abitanti ma il 60% della popolazione è anziana e Montefiascone con 13.500 Abitanti e un’alta percentuale di anziani.

Riteniamo che il servizio sanitario pubblico, quello del diritto universale alla salute, non può essere ridotto ad un parametro di produttività come per una azienda in cui è il profitto il primo punto della scala dei valori. Questi presidi sono inoltre utili per non sovraffollare Belcolle che, di fatto, diventerà l’unico punto di riferimento anche per le piccole emergenze.

Chiediamo alla direzione generale della Asl di Viterbo di andare oltre i parametri aziendali e considerare che la salute non è una merce bensì un diritto sancito dalla Costituzione”.

 

Miranda Perinelli
Segreteria generale Spi-Cgil
Civitavecchia – Roma Nord – Viterbo