Direttivo Fondazione: “I lavoratori del CUP non possono essere abbandonati”

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. Il Vecchio Anno si è concluso con enormi criticità che riguardano il mondo del Lavoro, ma non è da meno il 2019, appena inaugurato, un anno che si preannuncia con le solite bugiarde statistiche elaborate sull’occupazione e sul rilancio del lavoro per i giovani e meno giovani. Partita IVA, lavoro a prestazione d’opera, mini contratti di pochi mesi, stage, lavori stagionali e altre diavolerie, sono ancora considerate forme di impiego a tutti gli effetti, ammesse per attestare l’efficacia delle norme istituite dalla Politica per  tutelare l’occupazione  e la crescita del Paese.

Ma non è solo questo che assilla milioni di aspiranti lavoratori, ormai quasi rassegnati ad accettare qualsiasi forma di contratto pur di ricavare qualcosa per poter vivere, o meglio, sopravvivere ad un Mercato del Lavoro sempre più spietato e avaro; purtroppo, si presenta anche l’infelice realtà che interessa lavoratori come quelli del CUP, del Recup e del centralino di Belcolle, ai quali la nuova Società Sds  srl, subentrata alla precedente, intende tagliare gli stipendi con la stipula di un contratto peggiorativo che ridurrà le loro retribuzioni ai minimi termini.

Da diversi giorni assistiamo ad un logorante “braccio di ferro” tra le parti e le ultime notizie ci informano che questi dipendenti sono intenzionati a rigettare il contratto che la Società intende imporre ad essi senza nessuna opzione, perpetuando, così, un insostenibile contesto per gli stessi lavoratori e per la funzionalità di un Servizio alquanto importante per l’economia di tutta la ASL di Viterbo e non solo.

Questo ennesimo atto di violenza sui lavoratori, dà ragione all’OCSE che, recentemente, diffondendo uno studio del “Dipartimento Lavoro e Affari Sociali”, aveva dichiarato che i lavoratori italiani sono pericolosamente sottopagati, fenomeno questo che ha generato pesanti ripercussioni sul sistema socio-economico dell’intera Nazione.

L’augurio, per noi di FondAzione, resta quello che, la vicenda dei dipendenti  CUP, possa trovare dignitosa soluzione entro breve tempo, e che possa manifestarsi anche per i tantissimi lavoratori che continuano ad essere vessati, sfruttati, sotto pagati e svalutati, attuando quelle iniziative politico-istituzionali strutturate, soprattutto, per onorare l’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana e quanto richiamato da Papa Giovanni Paolo II nella sua Enciclica “Laborem exercens” del 1981, che definì il lavoro umano “…. la chiave essenziale di tutta la questione sociale”.

Roberto Talotta, per il Direttivo Comunale di FondAzione