Dai Comuni Italiani un invito al Ministro Salvini per un incontro operativo sull’applicazione “con correttivi” del Decreto sicurezza

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – Il presidente dell’Anci Associazione di Comuni Italiani, Antonio Decaro, a proposito della polemica sull’applicazione della legge 113/2018 su sicurezza e immigrazione, e sulle ricadute per chi amministra le città, ha di dichiarato: “Da sindaco e da presidente dell’Anci, non ho alcun interesse ad alimentare una polemica con il ministro dell’Interno. Non credo sia il caso di polarizzare uno scontro tra posizioni politiche differenti. Faccio solo notare che le nuove norme mettono noi sindaci in una oggettiva difficoltà.”

“Se ai migranti presenti nelle nostre città non possiamo garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini, né, ovviamente, abbiamo alcun potere di rimpatriarli, come dovremmo comportarci noi sindaci?

Inoltre quando si è deciso di chiudere i centri Sprar – Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo – che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un’accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas – Centri di Accoglienza Straordinaria – e Cara – Centro di accoglienza per richiedenti asilo, ambedue a gestione ministeriale.

Si è interrotto, così, un percorso virtuoso di accoglienza e integrazione e si è favorito l’aumento di tensioni sociali nelle comunità di riferimento. 

Riguardo alle minacce che il ministro dell’Interno rivolge ad alcuni sindaci, non vorrei essere costretto a fargli notare che poco tempo fa, prima di diventare ministro, egli stesso invitava platealmente i sindaci a disobbedire a una legge dello Stato, quella sulle unioni civili. Pertanto ribadisco il mio invito ad evitare polemiche inutili e a riunire attorno a un tavolo ministero e sindaci per risolvere i problemi che questa legge, oggettivamente, crea, così come avevano paventato prima della conversione in legge, la commissione immigrazione dell’Anci e molti consigli comunali di orientamento politico diverso. Non è possibile sospendere i diritti basilari delle persone così come non è possibile sospendere unilateralmente l’ottemperanza di una legge”.

Dal presidente Anci  Decaro arriva quindi una sollecitazione al dialogo. “I sindaci sono quotidianamente nella trincea dei bisogni e sono tenuti a dare risposte che non possono essere inefficaci, a maggior ragione se si tratta di diritti civili e protezione sociale”.

“Per questo auspico che il ministro dell’Interno, contribuendo ad abbassare i toni della polemica, voglia convocarci per discutere delle modalità operative e dei necessari correttivi alla norma. Se poi il ministro ritiene che il mestiere di sindaco sia una pacchia, come ha dichiarato anche in queste ore, siamo pronti a restituirgli, insieme alla fascia tricolore, tutti i problemi che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare”.