“Ponti di Parole”: presentato ad Acquapendente il nuovo libro di Roberto Colonnelli

Emanuela Colonnelli

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Domenica 23 dicembre 2018, presso la Sala Bigerna di Acquapendente, Roberto Colonnelli ha presentato il suo nuovo libro “Ponti di Parole” (Intermedia Edizioni). Uno spettacolo vero e proprio, più che una semplice presentazione dell’opera, che ha visto susseguirsi sul palco varie performance: dalla poesia alla danza, con la partecipazione dei Lily and The Dreamers, che hanno intrattenuto il pubblico con la loro musica.

Reduce dal grande successo di “Oltre l’ombra del vento”, Colonnelli si conferma l’autore delle grandi e piccole emozioni, un poeta capace di fissare su carta sensazioni comuni a tutti noi, scaturite da ricordi, emozioni e pensieri personali, ma nelle quali chiunque può riconoscersi.

In questo nuovo libro tuttavia, i versi dell’autore non sono più semplice scrittura spontanea delle sensazioni provate a pelle, ma si nota un arricchimento culturale originato dallo studio di altri artisti, ed una particolare attenzione destinata alle descrizioni di paesaggi ed ambienti, dai quali scaturisce una poesia quasi “visiva” e più riflessiva, che allo stesso tempo, non perde l’autenticità che da sempre caratterizza la scrittura di Colonnelli.

La raccolta poetica

“Mentre i miei lavori precedenti si soffermavano soprattutto sull’amore, ‘Ponti di Parole’ vuole raccontare un po’ di tutto: dalla famiglia, a eventi di carattere internazionale”. Ecco quindi che troviamo componimenti come “Abbraccio Imponente di Dolore”, dedicato alle vittime del terremoto di Amatrice, che con parole strazianti ci fa tornare indietro, a quei tragici momenti: Nell’alba che nasce senza più forza, c’è chi cerca nel giorno tra macerie e rovine, un’anima salva tra centinaia di morti.

L’ispirazione dai grandi autori

La poesia di Colonnelli rinasce in strofe piene di vita e d’amore attraverso le poesie dedicate ed ispirate ai grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura, come Federico Garcia Lorca, Alda Merini, Pier Paolo Pasolini ed altri. In questi versi, si nota una crescita importante nell’autore, che non è più solo scrittura istantanea che cattura un momento fugace, ma vero e proprio studio della poesia, che arriva a raccontare se stessa: Allora scrivo poesie d’amore e brucio, brucio da sola tra queste quattro mura, fumando compiaciuta; brucio tutte le miserie sul mio rogo (“Il muro degli angeli”).

La famiglia e le tradizioni aquesiane

Ma sono i racconti personali, legati ai ricordi della propria terra e della propria famiglia, che commuovono di più il pubblico: le poesie, lette dalla bravissima Francesca Araceli (attrice della compagnia teatrale Retropalco) e da Federico Colonnelli (figlio dell’autore e ballerino professionista), raccontano le radici del poeta.

“Negli occhi di mia madre”, dedicata alla madre dell’autore,  riflette sulla solitudine degli anziani, sul loro rincorrere il passato, costretti in un corpo piegato dall’età, ma con l’anima ancora bambina: seduta alla finestra della tua stanza, guardi scorrere il tempo che passa, tra un passato che rincorri e i sogni di una donna che non ha più sogni né desideri, ma solo il profumo dei ricordi.

“L’odore del mosto e del vino”, recitata dall’autore in dialetto aquesiano, racconta di un tempo passato, di una campagna vissuta nell’infanzia e legata a ricordi fatti di immagini di stagioni, e di odori: mi ricordo da ragazzo l’odore del mosto, che muoveva nell’aria frizzante e sincero tra un vicolo e un’osteria, carico di vita e lieve si muove, nascosto tra gli ultimi sospiri d’agosto.

Fare Arte: il coraggio di esprimere se stessi

“Quando da ragazzo, annunciavo di aver scritto qualche poesia, la gente stupita, rispondeva ‘Oooh’, e sicuramente pensava ‘meno male che non sei figlio mio’”, ha raccontato l’autore, strappando una risata al pubblico. Eppure, avere un figlio artista non deve mai essere stata fonte di rammarico per Roberto Colonnelli, che con la commovente “Io e te”, racconta la passione del figlio Federico per la danza, che lo ha portato a calcare i più prestigiosi teatri d’Europa: avevi nella mano il cuore, nel cuore i sogni, sogni leggeri come ali, ali per poter volare oltre. E quando sul palcoscenico danzi volando, io volo con te. La poesia è stata letta dallo stesso Federico Colonnelli, che poi si è esibito in una breve, quanto intensa performance di danza, accolta dal pubblico con un fragoroso applauso.

Per fare l’artista, ci vuole coraggio: lo conferma Michele Panfoli, pittore aquesiano di livello internazionale, che ha realizzato la copertina del libro: “Nei piccoli centri, c’è sempre chi ti guarda con diffidenza, quando dici di fare arte”.

Michele Panfoli ha ricevuto vari premi di livello internazionale, e per sei volte il suo nome compare tra i maggiori artisti del catalogo Mondadori. Ma, ha affermato lui, “Diciamoci la verità: al di là dei premi ricevuto, l’artista farebbe lo stesso il suo lavoro. Perché l’arte è prima di tutto qualcosa che ci nasce dentro, una necessità di esprimerci con la quale raccontiamo noi stessi”.

Al termine della presentazione, arrivano gli auguri del sindaco Angelo Ghinassi, che si dice orgoglioso degli aquesiani che portano il nome della città di Acquapendente in giro per il mondo.

Per chi si fosse perso la presentazione di “Ponti di parole”, l’appuntamento si rinnova mercoledì 26 dicembre a Proceno, nell’ambito delle festività natalizie, alle ore 17.00 presso la Sala Comunale.