C.U.C. e S.U.A, il sindaco Ghinassi sulla decisione della Comunità Montana Alta Tuscia Laziale

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NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Con 11 voti favorevoli, il parere contrario dei tre rappresentanti del Comune di Acquapendente Glauco Clementucci, Solange Manfredi, Angelo Ghinassi e di Catia Ruspantini, la Comunità Montana Alta Tuscia Laziale approva l’adesione alla stazione unica appaltante Cuc della Provincia di Viterbo. “I Sindaci all’unanimità”, sottolinea il Presidente Giovanni Giuliani, “hanno deciso di sciogliere la CUC nella conferenza che si è tenuta Giovedì 27 Novembre.  Premetto di essere stato il fautore di questo organo, la cui genesi è derivata dalla esigenza di risparmiare ulteriori oneri a carico dei Comuni facenti parte. E dovermi ricredere è per me un grande rammarico. Decisione comunque inevitabile per diversi motivi: carenza personale organico e l’obbligo svolgimento procedure gara in maniera telematica che richiede l’impiego di tecnologie informatiche onerose (dai un minimo di 12.000 € ad un massimo di 20.000 €).

L’adesione alla CUC provinciale è a costo zero. Ma, poiché è previsto recesso convenzione, avvenisse l’assunzione di un paio di unità in organico la riprenderemo in mano ”A coloro che nella seduta hanno ventilato questa decisione come un pericolo primo passo verso lo scioglimento dell’Ente, il Presidente ha replicato che “questo passaggio è invece solo una sorta di alleggerimento di lavoro. Basti pensare che nella Regione Lazio c’è una sola Comunità Montana che la ha istituita e che per altro si stà sciogliendo per andare sotto Rieti”. “Non sono d’accordo con questo modo di procedere”, ha sottolineato la rappresentante del Comune di Acquapendente Solange Manfredi.

“Disfarsi di uno strumento di crescita come la CUC è antiproducente e, non caso, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani l’ha definita strumento di valorizzazione territoriale. Quando i Comuni si sono allineati alle provincie, si no registrati rallentamenti e disservizi. Quest’ultime non hanno strutture adeguate di supporto e si creano aumento di spese e peggioramento di efficienza. Parere negativo anche dalla Banca d’Italia. Secondo quest’ultima accentramento fa rima con costi elevati e tempi lunghi. Prima di questo passaggio penso sia democraticamente corretto e doversoso organizzare incontri, effettuare consultazioni pubbliche, chiedere il parere dei cittadini elettori”. Critico anche l’altro esponente del Comune di Acquapendente Glauco Clementucci: “Sciogliere vuol dire ridimensionare”, sottolinea, “la Comunità Montana è qui-. La Provincia è distante. Se passeremo alla Cuc provinciale, in merito alla gara dei rifiuti che eseguirà il controllo sul servizio?  

Dichiarazione sindaco di Acquapendente al termine della seduta consigliare

Questa sera la Comunità Montana Alta Tuscia Laziale ha deliberato lo scioglimento della convenzione per la gestione associata della Centrale Unica di Committenza e della Stazione Unica Appaltante in materia di lavori pubblici e di acquisizioni di beni e servizi. Il nostro Comune ha espresso la sua contrarietà a questa scelta, che obbliga i Comuni ad aderire alla C.U.C. ed alla S.U.A. della Provincia di Viterbo, allontanando dal nostro territorio un servizio importante in grado di accelerare gli investimenti pubblici, componente fondamentale per la ripresa dell’economia. Portare questo servizio a Viterbo non aiuta la tempistica degli appalti.

Acquapendente

La Comunità Montana avrebbe potuto continuare a svolgere questa funzione e le difficoltà prospettate non sembravano insormontabili ed anche il metodo con cui la decisione è stata presa è stato assai sbrigativo, senza un confronto vero e meditato. Con questa rinuncia l’ente comunitario, già svuotato negli ultimi anni di buona parte della sua utilità, accentua il suo declino.Al di là del fatto specifico si pone una questione più generale circa l’esigenza per i Comuni di svolgere funzioni associate.

A questo punto necessitano nuove possibilità di aggregazione, di tipo volontario, orientate ad obiettivi comuni e progetti specifici, e non racchiuse in un quadro istituzionale non più in grado di garantire il raggiungimento di risultati utili per la nostra comunità.L’Associazione Nazionale dei Comuni, che pure ha sempre sostenuto una regolazione degli appalti e dei contratti trasparente, semplificata ed unitaria, si è già espressa a riguardo proponendo modifiche legislative che favoriscano l’aggregazione dei Comuni.Più in generale ormai crediamo che l’aggregazione abbia un senso e che sia più forte se valutata di volta in volta ed orientata a specifici obiettivi e non in nome di una contiguità territoriale, peraltro racchiusa nei confini provinciali, che per i territori di confine come il nostro è assai limitante.

Se ai Comuni più intraprendenti fosse data qualche possibilità in più in questo senso la pubblica amministrazione funzionerebbe meglio e costerebbe anche meno.La Comunità Montana ha perso, gradualmente ma inesorabilmente, la sua funzione di spinta verso lo sviluppo del territorio e di fattore aggregante per i Comuni che ne fanno parte. E’ giunto il momento di aprire una nuova fase, allargando l’orizzonte a nuove prospettive di aggregazione.