A San Lorenzo Nuovo la recita dei bambini della Scuola dell’Infanzia

di Serena Biancherini

NewTuscia  – SAN LORENZO NUOVO – È la recita di natale a chiudere il primo trimestre di impegno per gli alunni della Scuola dell’Infanzia di San Lorenzo Nuovo. Se calcare le scene di fronte a genitori e parenti è la tradizione per ogni alunno che vi sia passato, questa recita non ha molto di tradizionale, tranne la purezza antica del messaggio di fondo e che ad oggi risulta una riscoperta: coinvolgere tutti per far arrivare a chi si trova in difficoltà un messaggio di speranza e affetto.

Natale inteso come impegno di sentimenti caritatevoli, sinceri e ricchi di significato per donare la promessa di essere presenti e dedicare il proprio tempo a chi vogliamo bene o non sta troppo bene.

Lo hanno dimostrato bambini, insegnanti e genitori fornendo cornice, quadro e colori per mostrare la nascita di un bambino, povero, senza altro bene se non i doni portati sulla scia della cometa. Gesù figura divina cristiana, ma anche un bambino nato al freddo dell’indiffenza. Sono tutti li per essergli vicino, come il titolo dello spettacolo indica: “Il seme di melograno, tutti per uno uno per tutti tutti”.

La recita si apre sullo scenario costruito da genitori e nonni dei piccoli attori; qualcuno ha fatto un tavolinetto, un altro il fasciatoio e poi ancora gli addobbi, i vestiti e il resto dello sfondo, per non parlare della capanna che ha richiesto il trasporto da parte del comune.

In chiave moderna, la rappresentazione ruota attorno alla figure del mondo lavorativo – che i bambini hanno imparato a comprendere grazie a gite sul campo e in biblioteca – schierati in una gara di solidarietà dei mestieri sotto la guida di quello che li ha impressionati di più, il vigile del fuoco. Una giornata incredibilmente affascinante quella in cui a turno ognuno di loro ha provato le attrezzature dei pompieri!

Al grido dell’angelo che annuncia la nascita di un bambino ecco dunque tre vigili del fuoco in miniatura ma dallo spiccato phisique du role impadronirsi del palco della chiesa del convento e adunare con un telefono a rotella i mestieri relativi a fuoco, terra, acqua e aria.

Accorre un fabbro per accendere il fuoco e riscaldare il neonato Gesù, seguito a ruota dal contadino, il pastorello e il pescatore con la materia prima per il cuoco, mentre le lavandaie si occupano di accudirlo insieme alle dottoresse. Sarà la cometa chiamata dall’astronauta a guidarli e con la canzone Tu scendi dalle stelle si chiude lo spettacolo.

Tra canti e parte recitate, attraverso scene comiche, dialettali e momenti di tenerezza, i bambini si sono ampiamente meritati gli applausi ricevuti, soprattutto perché, con l’aiuto delle bravissime insegnanti, sono loro stessi gli autori dei copioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *