Voci di Natale, a Bolsena appuntamento con la musica

di Serena Biancherini

NewTuscia – BOLSENA – Anche quest’anno un altro concerto di natale ha portato una folata di emozioni nella chiesa del Santissimo Salvatore di Bolsena. Un pomeriggio indimenticabile quello di domenica 16 dicembre.

Ha detto bene il parroco nel discorso di ringraziamento alla fine del concerto, affermando che siamo stati spettatori di una musica di mente, e si potrebbe aggiungere anche di cuore. I cori, quello polifonico di Castel Viscardo e quello composto dalla fusione tra il c di Bolsena e Coro Vox Antiqua di Acquapendente, hanno dimostrato talento e passione per la musica, ma anche tanto studio ed esercizio che con disinvoltura ed espressività hanno conquistato tutti.

I due cori si sono uniti nella performance finale sulle note di Mozart e gli applausi hanno riecheggiato ancora una volta sostenuti dalla stessa acustica che accompagnato la voce dei cantanti: un omaggio al percorso degli artisti che nel corso della serata hanno reso entrambi i complessi peculiari.

Da Castel Viscardo è arrivata una ventata di creatività dovuta agli arrangiamenti del direttore Daniele Belloni, che ha visto nella pianista Manuela Cola una degna esecutrice delle rivisitazioni di Jingle Bells in chiave rag, mozartiana e tanghera. Il coro, nato nel 2013, è specializzato in riletture di questa canzone emblema del Natale moderno e ha raggiunto nel corso degli anni molto consenso, non senza una buona ragione, soprattutto  nell’orvietano.

Il direttore Belloni, intercalando spiegazioni sulle tradizioni, le origini e aneddoti  di brani e musicisti, alle arie, ha creato una complicità tra pubblico e coro che è culminata con il ritmato applauso sul bis del pezzo Gam Gam, un testo in Yiddish sulla pace e la fratellanza accompagnato dal clarinetto del bravissimo Riccardo Bigjni.

Ma questa è stata solo la prima parte del programma; nella piccola chiesa neoromanica il carattere aulico delle melodie del coro di casa ha creato un’atmosfera dai riflessi bruniti, di quelli che si trovano su vetri istoriati o atlanti perduti ma sempre inconfondibili perché impressi dai secoli nelle pietre di cattedrali, monumenti e castelli. La solennità della liturgia romana e la maestosità polifonica inglese si addicevano perfettamente alle forme nitide e quasi medievali dell’edificio.

Dopo alcune splendide esecuzioni a cappella si è affacciata sulla scena con maggior rilievo, sbocciando dal coro bolsenese, la voce limpida e maestosa della soprano Simonetta Chiaretti, fluendo tra le file compatte e silenziose degli spettatori con la stessa apparente facilità con cui le dita agili del pianista Alessandro Vergari correvano sullo strumento. Ha incantato l’uditorio con l’accento e con la mimica sotto la sapiente bacchetta della direttrice Loretta Pucci.

Un gruppo molto unito quello del Coro Polifonico SS. Salvatore di Bolsena che dal 1988 il si è esibito con le sue 20 voci in numerosi concerti, a Roma e Firenze, ma anche nella zona della Tuscia, soprattutto a Bolsena, Bagnoregio e Acquapendente, riscuotendo sempre forti applausi. L’attuale direttrice è anche l’insegnante da cui ha preso il via il progetto del Coro Vox Antiqua Acquapendente, nato nel 2005 all’interno della Scuola Comunale di Musica di Acquapendente.

Il bilancio dell’evento si può riassumere con la parola toccante per la passione e l’originalità del coro che ha visto la luce 5 anni fa e la possente modulazione di quello dall’esperienza trentennale: insieme hanno fatto assaporare l’atmosfera natalizia meglio di qualunque decorazione.