Riflessioni per gli Auguri natalizi dell’Unione Cattolica Stampa Italiana di Viterbo con il messaggio di Papa Francesco

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Alcune riflessioni per gli Auguri natalizi dell’Unione Cattolica Stampa Italiana di Viterbo con il messaggio di Papa Francesco: “La buona Politica è al servizio della Pace”.

Oggi è previsto lo scambio di Auguri Natalizi e di Capodanno 2019, e l’assemblea elettiva dell’Unione Cattolica Stampa Italiana di Viterbo, presieduta da Mario Mancini, appuntamento che si svolgerà alle 18,30 presso i locali di Viterbo Sotterranea, con la presenza del neo eletto segretario regionale UCSI Lazio Francesco Macàro e del direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Viterbo, don Emanuele Germani

Noi riteniamo di fare cosa opportuna richiamando il   Messaggio della 52a  Giornata Mondiale della Pace del prossimo 1 gennaio 2019, appena diffuso, in cui Papa Francesco tratta in particolare della dimensione della Pace nell’azione Politica e del ruolo della Politica, come Servizio e come Virtù Civica .

Come giornalisti ed operatori dell’informazione dobbiamo ispirare la nostra professione ad un bagaglio di valori civili che hanno come fondamento la ricerca e la descrizione il più possibile obiettiva della verità e il dialogo trasparente e leale con i nostri Lettori… con  il concetto di Politica come equilibrio tra “Pensiero e Azione” è fondamentale nel nostro lavoro.

La sfida della buona politica

La pace è simile alla speranza di cui parla il poeta Charles Péguy; è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Lo sappiamo: la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione…

Come sottolineava Papa Paolo VI: «Prendere sul serio la politica nei suoi diversi livelli – locale, regionale, nazionale e mondiale – significa affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità».

In effetti, la funzione e la responsabilità politica costituiscono una sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese, di proteggere quanti vi abitano e di lavorare per porre le condizioni di un avvenire degno e giusto. Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità.

Carità e virtù umane per una politica al servizio dei diritti umani e della pace

…Un programma nel quale si possono ritrovare tutti i politici, di qualunque appartenenza culturale o religiosa che, insieme, desiderano operare per il bene della famiglia umana, praticando quelle virtù umane che soggiacciono al buon agire politico: la giustizia, l’equità, il rispetto reciproco, la sincerità, l’onestà, la fedeltà.

A questo proposito meritano di essere ricordate le “beatitudini del politico”, proposte dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyễn Vãn Thuận, morto nel 2002, che è stato un fedele testimone del Vangelo:

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.

Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.

Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.

Beato il politico che realizza l’unità.

Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.

Beato il politico che sa ascoltare.

Beato il politico che non ha paura.

Ogni rinnovo delle funzioni elettive, ogni scadenza elettorale, ogni tappa della vita pubblica costituisce un’occasione per tornare alla fonte e ai riferimenti che ispirano la giustizia e il diritto.

Prosegue Papa Francesco: “Ne siamo certi: la buona politica è al servizio della pace; essa rispetta e promuove i diritti umani fondamentali, che sono ugualmente doveri reciproci, affinché tra le generazioni presenti e quelle future si tessa un legame di fiducia e di riconoscenza.

I vizi della politica

Accanto alle virtù, purtroppo, anche nella politica non mancano i vizi, dovuti sia ad inettitudine personale sia a storture nell’ambiente e nelle istituzioni. È chiaro a tutti che i vizi della vita politica tolgono credibilità ai sistemi entro i quali essa si svolge, così come all’autorevolezza, alle decisioni e all’azione delle persone che vi si dedicano. Questi vizi, che indeboliscono l’ideale di un’autentica democrazia, sono la vergogna della vita pubblica e mettono in pericolo la pace sociale: la corruzione – nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone –, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della “ragion di Stato”, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio.

La buona politica promuove la partecipazione dei giovani e la fiducia nell’altro

Quando l’esercizio del potere politico mira unicamente a salvaguardare gli interessi di taluni individui privilegiati, l’avvenire è compromesso e i giovani possono essere tentati dalla sfiducia, perché condannati a restare ai margini della società, senza possibilità di partecipare a un progetto per il futuro. Quando, invece, la politica si traduce, in concreto, nell’incoraggiamento dei giovani talenti e delle vocazioni che chiedono di realizzarsi, la pace si diffonde nelle coscienze e sui volti. Diventa una fiducia dinamica, che vuol dire “io mi fido di te e credo con te” nella possibilità di lavorare insieme per il bene comune. La politica è per la pace se si esprime, dunque, nel riconoscimento dei carismi e delle capacità di ogni persona…

Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali.

Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della pace” che possano essere messaggeri e testimoni autentici… per il bene e la felicità della famiglia umana.

Un nostro commento. Papa Francesco a Firenze al convegno sul Nuovo Umanesimo svoltosi il 10 novembre 2015, aveva invitato cattolici e “uomini di buona volontà”: «Per favore, non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico». Guardare dal balcone: non è forse questo  l’atteggiamento di tante persone quando si parla di politica?

Alcune riflessioni scaturiscono dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata della Pace del prossimo 1 gennaio 2019, che tentiamo di  interpretare come contributo all’elaborazione di politiche,  programmi e azioni politiche orientati il più possibile alla trasparenza e al perseguimento degli scopi più alti dell’impegno politico come ricerca concreta ed esigente del Bene Comune – con umiltà e senza tornaconto personale − attraverso il dialogo e l’incontro, per contribuire a trasformare le nostre città in  case abitabili ed accoglienti per tutti e per ciascuno.

Papa Francesco al convegno sul Nuovo Umanesimo di Firenze: “Non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico. È questo desiderio, come bandiera della libertà umana, che fonda lo spirito di un’autentica democrazia: l’affermazione e il rispetto dell’uomo nella totalità delle sue esigenze di verità, bellezza, giustizia, bontà e felicità.

Non esiste umanesimo autentico che non contempli l’amore come vincolo tra gli esseri umani, sia esso di natura interpersonale, intima, sociale, politica o intellettuale. Su questo si fonda la necessità del dialogo e dell’incontro per costruire insieme con gli altri la società civile. I credenti sono cittadini.

Più volte è stato affermato che come cristiani apparteniamo a una realtà che alimenta questa speranza e che ci lancia in un interesse per tutta la realtà, a cominciare dai rapporti familiari fino alle vicende del mondo. Come ha detto papa Francesco a Firenze: «Dobbiamo sempre ricordare che non esiste umanesimo autentico che non contempli l’amore come vincolo tra gli esseri umani, sia esso di natura interpersonale, intima, sociale, politica o intellettuale. Su questo si fonda la necessità del dialogo e dell’incontro per costruire insieme con gli altri la società civile. I credenti sono cittadini».

Chi si impegna nella Politica, nella gestione della “Res publica” ai vari livelli di responsabilità e di gestione  deve testimoniare che la politica è un bene, operando con realismo e prudenza, senza fare promesse che non può mantenere. Occuparsi del bene di tutti in una amministrazione locale, regionale o centrale è esso stesso un bene, perché significa contribuire a fare delle nostre Città una casa abitabile per tutti e per ciascuno .

 

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