Federlazio, incontro di fine anno: convergenza bipartisan su necessità infrastrutture viarie e digitali (Tutta la diretta)

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Stefania Ioime

NewTuscia – VITERBO – L’incontro di fine anno della Federlazio di Viterbo è un appuntamento tradizionale nel calendario di Natale, come di consueto, l’associazione delle piccole e medie imprese, chiama a raccolta la stampa e alcuni esponenti del mondo dell’imprenditoria e della politica per fare il bilancio consuntivo. Null’altro che una chiacchierata pacata e esplicativa su un argomento caldo: il rilancio degli investimenti per il completamento dei collegamenti sul territorio.

Il presidente, Giovanni Calisti, fa gli onori di casa e legge con decisione la relazione introduttiva, entrando subito nel vivo dell’argomento. La mancanza di infrastrutture veloci è un danno per l’economia perché la carenza del sistema stradale si traduce in tempi di percorrenza inaccettabili. Purtroppo un trend in costante discesa per colpa di una politica miope, che preferisce investire sul consenso elettorale spicciolo. Servirebbero investimenti coraggiosi nel settore dei trasporti «gli studi internazionali evidenziano la stretta correlazione tra le infrastrutture e la crescita occupazionale». Ma tutto è terribilmente fermo.

Ovvio che si parli della grande incompiuta, la Trasversale Orte-Civitavecchia, un corridoio a scorrimento veloce che permetterebbe il collegamento diretto tra le due coste della penisola. Purtroppo non solo la trasversale è stata osteggiata da varie associazioni ambientaliste ma negli anni è diventata la protagonista indiscussa sulla quale sono state incentrate molte campagne elettorali.

Per oggi si attende la decisione del TAR per l’ennesimo ricorso presentato dagli ambientalisti, questa volta è in discussione l’habitat dei falchi «Non autoctoni» ci tiene a precisare il consigliere regionale Enrico Panunzi «Ci sono stati molti motivi oppositivi ambientali, avevamo esaminato tre percorsi per il completamento, il primo passava in una zona archeologica, il secondo percorreva una zona morfologicamente fragile, il terzo, il cosiddetto tracciato verde, a nostro avviso è il

meno impattante, ma c’è già il ricorso al Consiglio di Stato, sarà un percorso ancora lungo».

È molto critico Panunzi e appare anche un po’ demotivato «In questo paese non possiamo pensare che chi urla di più ha ragione, la maggioranza di questa provincia vuole quella strada, una minoranza chiassosa sta ribaltando la democrazia».

Il presidente di Federlazio Viterbo Gianni Calisti e il direttore Giuseppe Crea
Il presidente di Federlazio Viterbo Gianni Calisti e il direttore Giuseppe Crea

Anche il deputato Mauro Rotelli è dello stesso avviso e se possibile è ancora più caustico «C’è stato un evidente e chiaro disegno nella difesa della valle del Mignone, un gruppo di persone geolocalizzato nella zona di Tarquinia ha cercato di racimolare consenso temporaneo per tramutarlo in consenso elettorale. Un’operazione fatta in maniera scientifica».
Preannuncia un’attesa molto lunga per la costruzione degli ultimi tredici chilometri, dopo i tempi biblici della giustizia ci saranno nuove gare d’appalto e non è detto che chi vincerà il bando riuscirà a conservare gli stessi tempi di realizzazione della ditta attuale. In condizioni normali solo per completare la galleria occorrono due anni, per la restante parte nella più ottimistica delle previsioni ci vorranno ancora dai sei agli otto anni.

Insomma, notizie non proprio confortanti per chi sperava di risollevare le imprese con il completamento della Trasversale. Sembrerebbe migliore la prospettiva dello sviluppo ferroviario con il progetto dell’Alta Velocità a Orte. Un progetto che, almeno sulla carta, appare molto più a portata di mano, a metà gennaio

Trenitalia esprimerà il suo parere tecnico di fattibilità.

Certo serviranno degli investimenti da parte della Regione, la proposta avanzata sarebbe quella di realizzare una partenza diretta per Milano così come è stato fatto a Perugia, ma la città umbra ha investito nella realizzazione 3 milioni di euro. La stazione di Chiusi, l’altro contendente che si gioca l’opportunità insieme a Orte, è pronta a mettere sul piatto della bilancia 6 milioni di euro. «La partenza di un treno vale più di uno scalo aereoportuale».
E speriamo che gli investimenti servano anche a rimodernare la stazione di Orte che, per il mome
nto, resta penalizzata dal passaggio giornaliero di 240 treni e dagli innumerevoli ritardi che complicano e sviliscono la vita di centinaia di pendolari. «Chi fa il pendolare non lo fa certo per comodità, in molti casi è una scelta di sopravvivenza» incalza Rotelli.

Nell’incontro, sapientemente orchestrato da Giorgio Renzetti, caposervizio del “Il Messaggero” di Viterbo si parla anche di ambiente, immondizia e infrastrutture digitali non meno importanti di quelle fisiche.

E se Panunzi è seriamente preoccupato per il cambiamento climatico e sulle inevitabili conseguenze finora sottostimate «L’ambiente è una scommessa futura» dichiara con tono riflessivo e intanto sogna un termovalorizzatore capace di produrre energia come quello di Brescia o Vienna. Rotelli si ispira di più al modello San Francisco per la gestione del ciclo dei rifiuti, anche se è spaventato da una politica incapace di prendere decisioni e pronta ad abdicare di fronte al progresso.

Nonostante gli sguardi sul futuro dissimili, prevale comunque la capacità di fare squadra al di là degli schieramenti politici ed è proprio ciò che si augura l’impresa, il direttore di Federlazio, Giuseppe Crea, che si era ritagliato l’insolito e defilato ruolo di presentatore della serata, conclude l’incontro con questo elemento di speranza, la capacità di fare sintesi perché è l’unico modo per portare avanti lo sviluppo del territorio.