M5S Orvieto: Il Centro per l’impiego va sostenuto dal Comune

NewTuscia – ORVIETO – La crisi del lavoro e i problemi di reddito dei cittadini devono essere al centro del dibattito politico del territorio ed anche il Comune deve fare la propria parte in quello spirito di leale collaborazione con i centri per l’impiego come, appunto, quello di Orvieto che ha chiesto aiuto da mesi.

I CpI fanno parte di quel complesso insieme di attribuzioni della Provincia che, a causa della riforma incompiuta del ministro Del Rio nel 2014, hanno visto ridursi i trasferimenti e subito tagli ma che non solo non sono stati sostituiti da un nuovo tipo di ente, anzi sono diventati nel 2015 parte integrante della strategia JobAct. Quindi ben prima del governo Conte, e delle annunciate riforme in tema di Reddito di Cittadinanza ad esempio, i Centri per l’Impiego sono stati confermati.

Al tempo stesso in regione Umbria si è annunciato a fine 2017 letteralmente di tagliarli sostituendoli con lo sportello digitale “Lavoro per te“. La realtà però è che ancora oggi le pratiche richiesta dalla Regione continuano a passare per i Centri e che l’unica cosa ad essere stata tagliata è la capacità operativa. Ad esempio il CpI di Orvieto continua ad esistere ed a dover preparare documenti cartacei in copie multiple ma è anche rimasto senza la fotocopiatrice per poterlo fare. Ha chiesto aiuto anche al Comune di Orvieto ma inutilmente.

Il M5S nel ricordare che i Centri per l’Impiego saranno anche in prima linea per il Reddito di Cittadinanza ha interpellato il Sindaco che ad avviso di Lucia Vergaglia è tenuto ad intervenire senza indugio dato che il nuovo Statuto della ha tra i principi della nostra istituzione comunale quello di favorire e promuovere le misure per l’attuazione del diritto al lavoro. Qui di seguito il commento della capogruppo pentastellata.

«Alcuni dati devono far riflettere. lo scorso anno, solo il 25,4% dei disoccupati si è rivolto al Centro per l’impiego contro la media Ue del 45,2% con picchi che sfiorano il 75% in Germania. Il Cpi nell’87,3% dei casi viene bypassato, a favore della rete parentale e amicale  che è vista come maggiormente proficua. In buona sostanza, quell’ufficio a cui si rivolge soltanto un quarto dei cittadini in cerca di occupazione. Va peggio per i giovani visto che solo l’1,7% di coloro che hanno tra i 15 ed i 34 anni ha dichiarato di ritenerlo utile nel percorso verso il lavoro.
Questo accade per una serie di motivi che vanno dallo scarso investimento nei CpI rispetto a paesi come la Francia che spende otto volte più di noi e la Germania che ci investe il doppio della Francia, alla frammentazione delle banche dati od all’eccesso di burocrazie ma, va detto, questo è un tema nazionale e regionale che noi dobbiamo considerare solo come quadro in cui, come politica locale, operare per trarre il meglio per i cittadini lavoratori del territorio. Non possiamo semplicemente rimanere a dare la colpa ad una regione matrigna oppure ad una cattiva riforma come la Del Rio e dobbiamo mettere il Centro nelle condizioni di lavorare, se possiamo, anche se il nostro Sindaco, non intervenendo, non viola nessuna legge.

Tuttavia non intervenendo non rispetterebbe i principi statutari che nella propria autonomia il comune di Orvieto si è dato all’unanimità e che dicono chiaramente che bisogna favorire e promuovere le misure per l’attuazione del diritto al lavoro puntando alla massima occupazione. Se è quindi in nostro potere risolvere i problemi dello sportello orvietano del CpL regionale allora non solo abbiamo la legittimazione a farlo nello statuto, ma ne abbiamo l’onere agendo in maniera sussidiaria ad una evidente inefficienza della Regione. Su questo il primo cittadino va interpellato e va responsabilizzato perché avere gli sportelli che non riescono a rispondere alle esigenze attuali per mancanza di strumenti quali le connessioni di rete, i computer e le fotocopiatrici oggi impedisce il raggiungimento dell’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro, e domani oltre a questo renderà difficoltoso ai cittadini di accedere al Reddito di Cittadinanza.

Da parte nostra con questa interpellanza non solo stimoliamo la risoluzione del problema indicandone la via normativa per superare gli ostacoli burocratici basandoci sul nuovo Statuto cittadino, ma offriamo anche la possibilità di sgombrare il campo dagli equivoci che avvelenerebbero il clima. Siaq chiaro: Toccherebbe alla regione Umbria intervenire, ma Orvieto è lontana da Perugia tranne per sfruttarne la discarica o sotto elezioni, quindi tocca al Comune rimboccarsi le maniche e verificare che il Centro per l’Impiego funzioni per davvero, e dopo mandare il conto alla Marini. Io almeno la penso così.»

Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.

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