“Colleghiamo la Tuscia”: convegno Filca Cisl sulle priorità infrastrutturali ed intermodali

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Si terrà venerdi 30 novembre alle ore 16 presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Viterbo,  il convegno “Colleghiamo la Tuscia: convegno sulle infrastrutture della Tuscia” promosso dalla  FILCA (Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini  della CISL Lazio Nord.

I temi trattati e gli ospiti invitati ad intervenire  rendono particolarmente interessante ed opportuno il dibattito:

Francesco Agostini Segretario generale Filca CISL Lazio Nord che ha promosso il Convegno, , Fabio Turco segretario generale  Filca CISL Lazio che modererà gli interventi , i saluti di Domenico Merlani presidente della Camera di Commercio di Viterbo.

Sono previsti  gli interventi del rettore dell’Università della Tuscia, prof. Alessandro Ruggeri,  di Fabio Belli  Associazione Nazionale Costruttori Edili di Viterbo, del deputato on. Mauro Rotelli, di Fortunato Mannino segretario gen. della CISL Viterbo, del senatore Francesco Battistoni, del consigliere regionale on. Enrico Panunzi, del senatore Umberto Fusco, con le conclusioni del dibattito affidate all’intervento del segretario generale nazionale  Filca CISL Franco Turri.

Un nostra  valutazione  sull’importanza dei contenuti del Convegno promosso dalla CISL. E’ determinante potenziare  il quadro delle infrastrutture,  della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale.  Oltre al continuo potenziamento del servizio viaggiatori regionale, nelle sue varie direttrici verso la Capitale: Orte Firenze e Ancona, Toscana Tarquinia Montalto di Castro, Viterbo-Cesano- Roma, Viterbo-Civita Castellana-Roma-  Roma Nord (con collegamento alla Linea Storica Civitavecchia-Capranica-Orte (ed auspicabile fermata all’Ospedale di Belcolle)   e l’idea di realizzare un collegamento ferroviario ad Alta Velocità  ad Orte, in grado di collegare  il bacino Umbro e Laziale attraverso il nodo intermodale di Orte con l’Interporto Centro Italia per le merci, strategicamente rilevante per l’intero Paese.

I lavori per il completamento della  superstrada  Mestre-Ravenna-Orte- Viterbo Civitavecchia,  ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro manutentivo profondo alle Vie Consolari ed alle Ferrovie così dette  minori, anche con qualche decisione coraggiosa orientata alla finanza di progetto ed alle concessioni.

Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia ci è stato ripetuto sino all’inverosimile è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola,  artigianale e piccolo industriale, gli impianti termali.

In un’ottica concretamente orientata alle cose  da fare per incrementare le attività economiche della Tuscia nel loro complesso , alle esigenze che le nostre popolazioni vorrebbero essere realizzare per migliorare la qualità della vita quotidiana in primis e la ricettività turistico-culturale, vorrei stilare una classifica breve su quanto si sta concretizzando e quanto ancora c’è da fare per l’affermazione di un vero modello di sviluppo della Tuscia viterbese.

 “I Centri storici e le loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare”.

Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Artigianato Piccola e Media Industria, Ambiente,  Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale, come noto, si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio,  una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali .   I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi,  dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo,  sino al Rinascimento e all’archeologia  agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e  istituzioni  per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo,  artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e  la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia,  i  Turismi di qualità, esclusività  e di innovazione.

 

“Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale,formativo-professionale, l’artigianato artistico, la piccola e media impresa  in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio,  i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia”, 

Per valorizzare il termalismo della città di Viterbo, ma anche di altri siti legati alle acque salubri di cui è ricchissimo il nostro territorio, l’artigianato artistico legato alle secolari tradizioni di laboriosità  delle comunità dell’area falisca di Civita Castellana, della Valle del Tevere, della costa e maremma Laziale, del comprensorio montano dei Cimini, dell’Alto Lazio legato alla Via Francigena e al percorso degli Etruschi, oltre alla città di Viterbo e dei suoi incantevoli dintorni con siti archeologici e dimore storiche,  il turismo congressuale, le città  ed i Poli del Teatro, dei Musei e della Musica degli Strumenti Antichi con stagioni concertistiche già di successo,  la diffusione di Caffeina oltre Viterbo,  i supporti delle Leggi regionali – Spettacoli dal vivo Reti commerciali di Strada   – con la fattiva collaborazione di Enti regionali e comunali, le Città sedi delle Rievocazioni Storiche Medievali e Rinascimentali, lo sviluppo del trekking, dello Spartan-rice e dei percorsi naturalistici percorribili a piedi, a cavallo, o attraverso piste ciclo-pedonabili sul Tevere), formativo-professionale in collegamento con la Città Universitaria e la sua rete diffusa ed a servizio dello sviluppo del territorio, dall’agricoltura al marketing territoriale, all’agricoltura alle costruzioni eco-compatibili.

Occorre offrire parallelamente una infrastruttura immateriale adeguata, una rete tecnologica di telecomunicazioni avanzate a banda larga che renda il territorio attrattivo e globalmente connesso.  Sul fronte del patrimonio artistico–culturale vanno agevolate con il concorso della Regione Lazio e dei Programmi Europei di Sviluppo Sostenibile  le azioni  più concrete di rigenerazione e rinnovamento, per ridare energia e vitalità ai centri storici, con l’attuazione di un processo di propagazione e dilatazione anche del polo universitario della Tuscia.

Buon lavoro ai convegnisti !  In particolare per individuare concrete strategie condivise, per creare una dotazione infrastrutturale adeguata allo sviluppo “sostenibile” – compatibile con le vocazioni della Tuscia del futuro – per il  nostro territorio,  valutando quanti posti di lavoro possono creare i cantieri di costruzione e manutenzione delle reti infrastrutturali e della messa in sicurezza del suolo .

 

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