Le librerie amate dalle scrittrici

Federica Marchetti

NewTuscia – L’uscita di un film tratto dall’omonimo volume ambientato in una libreria ha riportato alla memoria un romanzo cult degli anni ’70: ad unirli il medesimo amore per i libri.

L’uscita del film La casa dei libri (nell’originale The Bookshop) ha riportato l’attenzione sull’omonimo romanzo di Penelope Fitzgerald (La libreria edita da Sellerio nel 1999). Pubblicato nel 1978 fu subito candidato al Booker Prize. L’autrice, dopo due volumetti, debuttava nel mondo della narrativa con una storia che somigliava alle sue vicende personali: sessantaduenne, aveva lavorato in una libreria di Southwold, cittadina del Suffolk e aveva abitato vicino al mare. Così la vicenda di Florence Green che, nel 1959, arriva nella fantomatica Hardborough per aprire una libreria, parte dall’ispirazione autobiografica ma si snoda attraverso l’ironia e una trama irresistibile che dura un anno.

Passando dalla pagina scritta al grande schermo la storia ha perso qualche personaggio secondario e un po’ dello humour britannico ma la vicenda tiene lo spettatore sulle spine fino alla scena finale che la regista/sceneggiatrice (la spagnola Isabel Coixet) si è presa la libertà di aggiungere alla storia.

La protagonista è una donna molto determinata ma anche in cerca di consensi. Quando decide di aprire un’accogliente libreria nel paesino dove non sembra esserci posto per i libri sceglie la costruzione più antica del luogo, la Old House, ormai disabitata da sette anni, ma non sa di inimicarsi la donna più potente della città, Violet Gamart, che sul quella casa ha mire ben più ambiziose. Mentre le due donne restano ferme sulle loro rispettive posizioni si inserisce il signor Brundish che da anni non scende tra i suoi simili. Grazie all’amore e alla curiosità per i libri, l’uomo fa amicizia con Florence e avrà un ruolo importante per alcune scelte che la donna avrà il coraggio di fare per la sua libreria. Il luogo ha un peso fondamentale su tutta la trama e le atmosfere non potrebbero essere tratteggiate allo stesso modo se la vicenda fosse ambientata altrove. Tutt’intorno personaggi strampalati e originali come solo un’autrice inglese può immaginare in un contesto plausibile e per certi tratti prevedibile.

Del 1970 invece è 84 Charing Cross Road, il romanzo epistolare di Helene Hanff (edito in Italia da Archinto nel 1987) una scrittrice newyorkese che per reperire a buon prezzo dei libri antichi di letteratura inglese entra in contatto con la libreria Marks & Co. ubicata nella strada londinese sede delle librerie dell’usato e antiquarie. Anche questo volumetto ripercorre vicende autobiografiche dell’autrice che, sceneggiatrice di belle speranze, si mantiene a fatica e può spendere pochi spiccioli per la sua cultura da autodidatta. Suo interlocutore alla Mark & Co. è Frank Doel che reperisce in fretta tutte le richieste della donna. Dal 1949 al 1969 i due si scrivono e l’autrice promette di attraversare l’oceano e di andare a visitare di persona la libreria ma problemi di varia natura le impediscono di farlo. L’Europa è uscita dalla guerra, vive il razionamento e le faticose ricostruzioni mentre in America tutto questo arriva come un’eco lontano. L’ultima comunicazione dalla Marks & Co. spinge la Hanff a ritrovare tutte le lettere scambiate con Frank e al desiderio di pubblicarle in volume. L’uscita del libro riscuote un grande successo segnato purtroppo dalla demolizione dello stabile che ospita la Marks anc Co. Nell’estate del 1971 l’autrice farà in tempo a volare a Londra e a vedere almeno i locali della libreria ormai smobilitata.

Nel 1975 il libro della Hanff diventa adattamento televisivo per la serie Play for Today; nel 1981 approda in teatro a Salisbury e poi a Londra; nel 1976 è adattato per la radio. Nel 1987, invece, diventa l’omonimo film prodotto da Mel Brooks in regalo alla moglie Anne Bacroft per il loro 21° anniversario di nozze. La donna interpreta la scrittrice americana (e per questo ruolo vince il BAFTA) mentre il libraio inglese ha il volto di Anthony Hopkins. L’indiscusso talento dei due protagonisti (affiancati da Judi Dench che interpreta Nora, la moglie di Frank) rende onore alla storia della Hanff, alle sue parole, alla sensibilità di una donna che ama libri oltre ogni cosa, al rispetto per le parole altrui, alla liberà delle idee.

Di libri così ha bisogno il mondo: questo mondo popolato di gente che legge sempre meno a discapito delle librerie che faticano a sopravvivere.

 

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