Domenica 18 “Giornata del Confratello” di Orte: un impegno di nove secoli per l’assistenza, l’arte e la cultura religiosa

di Simone Stefanini  Conti

NewTuscia – ORTE – Il rettore delle Confraternite Riunite, Roberto Rondelli ed il parroco e assistente spirituale don Maurizio  Medici    invitano le comunità religiosa e civile alla “Giornata del Confratello” che si tiene domenica 18 novembre con la visita alla Chiesa del Cimitero per ricordare e pregare peri i confratelli scomparsi, poi l’assemblea dei Confratelli alle ore 10 presso la chiesa di Sant’ Agostino Santa Croce,  restaurata negli ultimi anni a cura e con l’impegno diretto delle Confraternite, riportandola alla purezza delle sue linee romaniche originarie. Il programma della giornata seguirà con la Celebrazione Eucaristica nella Basilica  Cattedrale di Santa Maria Assunta e un momento di convivialità  presso la contrada San Gregorio alla Rocca.

La storia di Orte è stata caratterizzata dalla presenza sul territorio di numerose confraternite esistenti sin dai tempi del medioevo. A partire dal 2009 si è instaurata la tradizione di dedicare la terza domenica di novembre ad una significativa Giornata di fraternità per ricordare gli 850 anni della Confraternita di Santa Croce, accertata come la più antica d’Italia.

Infatti il primo documento che attesta l’esistenza  della Confraternita di Santa Croce è una bolla di papa Adriano IV risalente al 17 febbraio 1159, che conferma la pertinenza dell’ospedale di San Leonardo alla cattedrale di Orte.  La stessa struttura ospedaliera fu fondata dalla confraternita ortana.

Le Confraternite rappresentano  l’aggregazione multiforme di uomini e donne che, a partire dall’epoca medievale  e attraverso i secoli, “ ha curato il servizio delle famiglie e delle persone più deboli e povere, creando con contributi personali e lasciti testamentari, le varie opere di soccorso e assistenza, chiese, ostelli ed ospedali, ma anche iniziative legate alla cultura religiosa ed all’arte”, tutte quelle attività che non rientravano propriamente nelle competenze del comune.

Così mons.Delfo Gioacchini, studioso del fenomeno associativo secolare, riassumeva in uno dei suoi studi tale fenomeno di volontariato, che nel tempo ha saputo colmare e risolvere questioni sociali quali l’assistenza morale e materiale delle fasce più povere della popolazione. Le Confraternite hanno conservato le strutture di rappresentanza con il rettore generale, il camerlengo, i furieri ed un responsabile del patrimonio artistico e le denominazioni: della  Misericordia, di Santa Croce, del SS. Sacramento, della Trinità, di San Pietro, dello Stennardino, di Santa Maria delle Grazie,  di Sant’Antonio e del Rosario.

Il riconoscimento di “Confraternita più antica d’Italia” è stato riconosciuto nel 2009 dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, che in un’ indagine volta proprio a scoprire cosa fossero e come operassero le Confraternite italiane, ha scoperto che in Italia ci sono oltre 10mila (6.244 è la stima del Ministero dell’Interno, con circa 1.500.000 aderenti), e quella di Orte risulta essere la Confraternita di più antica risalenza, oltre a manifestare una significativa intraprendenza nei campi della divulgazione religiosa, culturale e soprattutto assistenziale.

Oggi le confraternite hanno orientato la loro attività in altri campi inerenti sempre il loro fine socio-religioso che è rivolto ad opere di solidarietà e di carità per le persone più bisognose materialmente e moralmente ed alla cura del restauro di chiese e edifici legati nei secoli alla vita delle Confraternite stesse Le Confraternite di Orte – a cui aderiscono oltre 500 iscritti, tra cui tantissimi giovani – curano l’organizzano della Processione del Cristo Morto a Orte, anch’essa considerata come la più antica nel suo genere,  che si svolge immutata ogni Venerdì Santo dagli inizi del 1200. Altro recente impegno dei Confratelli è stato quello del restauro della chiesa di Santa Maria di Loreto presso l’Ospedale, ultimata nella primavera del  2015.

Esclusivo e è il Museo delle Confraternite in Santa Croce per il patrimonio artistico e votivo custodito nella struttura attigua alla Chiesa di Sant’Agostino.