Sono scesi ieri in piazza i Vigili del Fuoco e il personale di Polizia Penitenziaria

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NewTuscia – ROMA – Sono scesi ierii in piazza i Vigili del Fuoco e il personale di Polizia Penitenziaria per chiedere a Parlamento e Governo alcuni interventi mirati per i rispettivi comparti.
 Ad organizzare la manifestazione è stata la Federazione nazionale della sicurezza (Fns) della Cisl con un presidio davanti piazza Montecitorio.
Presenti tutti i territori della Fns Cisl Lazio ( VITERBO- RIETI- FROSINONE- LATINA- ROMA)
Per quanto riguarda il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il sindacato sollecita assunzioni, equiparazione delle retribuzioni e del trattamento previdenziale con gli altri operatori delle forze dell’ordine; finanziamento di una nuova legge delega sull’ordinamento che valorizzi in particolare il personale che rischia; assicurazione Inail per le malattie professionali; finanziamenti per il rinnovo contrattuale. “Il divario che c’è tra i Vigili del Fuoco e le altre Forze dell’Ordine sulle retribuzioni e sul trattamento previdenziale è davvero inaccettabile – afferma Pompeo Mannone, segretario generale Fns Cisl – questa è la nostra prima rivendicazione per il Corpo che è sempre in prima linea in qualsiasi situazione di emergenza e non. Oltre al fatto che le risorse stanziate per il prossimo rinnovo contrattuale sono insufficienti a garantire un rinnovo dignitoso. Chiediamo quindi a Governo e Parlamento attenzione nei confronti di questi operatori della sicurezza”.
Per quanto concerne invece gli agenti di Polizia Penitenziaria le richieste sono: più risorse per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza; nuove risorse per le correzioni al riordino delle carriere; almeno 5mila assunzioni; provvedimenti normativi per contrastare il fenomeno delle aggressioni; finanziamenti per mezzi ed attrezzature tecnologiche e per manutenzioni degli Istituti di pena. “Dopo le numerose aggressioni subite – continua Mannone – la questione sicurezza del personale è diventa la più urgente e c’è bisogno di provvedimenti normativi ed organizzativi. Poi da non sottovalutare la questione del sovraffollamento: negli istituti di pena italiani sono circa 12 mila i detenuti in più rispetto alla capienza. Mancano gli investimenti in tecnologie e tutto ciò ricade sulle spalle dei lavoratori. Chiediamo quindi a Governo e Parlamento – conclude Mannone – di trovare soluzioni a queste tematiche per migliorare i servizi alla collettività e le condizioni di lavoro del personale”.