Spoleto apripista del progetto nazionale “Prefigurare il futuro”

NewTuscia – SPOLETO – In che modo le più recenti scoperte sul cervello possono aiutarci a superare le difficoltà del nostro tempo? I repentini cambiamenti sociali ed economici, le crescenti avversità naturali che siamo chiamati ad affrontare possono generare, in ognuno di noi, stress e disagi interiori che condizionano fortemente la qualità della nostra vita e le relazioni con gli altri. Come mai prima d’ora, abbiamo bisogno di strumenti per prefigurarci il futuro per affrontare il cambiamento e apportare una trasformazione positiva nelle vite dei singoli e delle comunità.

Per la prima volta in Italia nasce un progetto gratuito e rivolto a tutti i cittadini che risponde a questo sempre maggiore bisogno offrendo occasioni di crescita personale e di potenziamento delle proprie capacità interiori guidate da formatori, psicologi e neuroscienziati.

Si tratta di “Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità”, percorso itinerante che la Fondazione Patrizio Paoletti, ente di ricerca e formazione in campo neuroscientifico e psicopedagogico, promuoverà in tutta Italia nei prossimi mesi, da novembre 2018 a maggio 2019.

Un ciclo di incontri completamente gratuiti e guidati da esperti che affronterà tre macro temi di grande attualità: futuro (scuola e lavoro), ascolto e inclusione (promozione di processi comunicativi di pace), costruzione interiore (resilienza e superamento eventi traumatici).

L’iniziativa partirà proprio da Spoleto, con uno speciale “kick off”, venerdì 16 novembre dalle 16 alle 19 presso il Centro Diocesano per la Pastorale Giovanile (Piazza Garibaldi). L’evento di lancio si intitola “I valori al centro: l’intelligenza del cuore” ed è aperto a tutti, in particolare ai giovani. Per partecipare basta collegarsi al sito fondazionepatriziopaoletti.org e compilare un semplice format di iscrizione.

Seguiranno un secondo incontro a Spoleto, mercoledì 5 dicembre, e altre tappe ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Venosa, Roma, Bari, Matera, Catanzaro e Siracusa.

“Prefigurare il futuro” è l’evoluzione di due precedenti esperienze, realizzate dalla Fondazione Patrizio Paoletti la scorsa estate e durante il 2017, prima nelle Marche e poi in Umbria, per supportare la popolazione colpita dal sisma nel processo di ricostruzione interiore. Visto il grande successo riscosso dal progetto, che ha visto complessivamente oltre 1.100 presenze di persone provenienti da diversi contesti (su un campione di 600 presenze le categorie più rappresentate sono insegnanti 26%, impiegati 17%, imprenditori 14%), la Fondazione ha scelto di ampliare il progetto a livello nazionale declinandolo su diversi ambiti di intervento.

“L’emergenza sociale a cui risponde questo progetto è la difficoltà di Prefigurare il futuro da parte delle persone, delle comunità – afferma Patrizio Paoletti -. Comunicare, ascoltare, essere empatici sono competenze sempre più necessarie in un mondo in continuo cambiamento. Le nostre lezioni costituiscono un percorso di riqualificazione personale e di rinnovamento della struttura sociale ed economica. L’obiettivo è imparare a costruire se stessi e il mondo intorno a noi per essere sostenuti dal mondo stesso.”

Durante l’incontro del 16 novembre a Spoleto, in particolare, gli esperti di Fondazione Paoletti spiegheranno ai partecipanti, attraverso semplici nozioni teoriche ed efficaci esercitazioni pratiche guidate, come la neuroscienza possa aiutare a migliorare la comunicazione e la capacità di sintonizzarsi con se stessi e con l’altro. Nel dettaglio verranno condivise alcune nozioni sul funzionamento cerebrale relative all’innesco del cosiddetto “pilota automatico”, processo che limita la visione delle opportunità e instaura il pregiudizio, e all’utilizzo delle emozioni come canale di conoscenza. Una sessione sarà infine dedicata all’allenamento e alla plasticità cerebrale, con tecniche per migliorare l’ascolto e la comunicazione.

Giunto alla sua terza edizione, il progetto “Prefigurare il futuro” è ideato e realizzato gratuitamente dalla Fondazione Patrizio Paoletti. Quest’anno in Umbria si svolge anche grazie alla collaborazione della Pastorale Giovanile Spoleto-Norcia e del Comune di Spoleto e con il patrocinio del CONI Umbria.

L’iniziativa è stata presentata oggi presso il Centro Diocesano per la Pastorale Giovanile di Spoleto, da Patrizio Paoletti, presidente dell’omonima Fondazione, e Tania Di Giuseppe, psicologa e responsabile del progetto, insieme a Suor Anna Maria Lolli e Don Edoardo Rossi, coordinatori del Centro Diocesano per la Pastorale Giovanile di Spoleto, e Beatrice Montioni, vicesindaco del Comune di Spoleto con delega ad Alta formazione, Politiche di genere, Servizi sociali alla persona, Pari opportunità, Politiche giovanili.

Il progetto nell’edizione del 2019 è patrocinato dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dalla Cattedra Unesco dell’Università della Basilicata.

Fondazione Patrizio Paoletti nasce ad Assisi nel 2000 per volontà di Patrizio Paoletti.

Attiva nei campi della ricerca neuroscientifica, dell’educazione e della didattica, la Fondazione promuove il benessere sociale delle persone e in particolare dell’infanzia, poiché solo un’attenzione al processo educativo può produrre un innalzamento della qualità della vita, nell’interesse generale della società.

Fondazione Paoletti è ente morale non profit iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ed è accreditato e qualificato per la formazione del personale della scuola italiana.

Il suo team scientifico, in particolare, è specializzato nell’applicazione delle conoscenze pedagogiche al fine di gestire eventi avversi ed emergenze naturali.

Nel 2009 la Fondazione ha realizzato una serie di iniziative ad Ocre (L’Aquila) per sostenere gli abitanti delle zone colpite dal sisma. Nel 2010 ha attivato una missione ad Haiti, nel poverissimo quartiere Warf Jeremie di Port au Prince, per la realizzazione interventi post emergenza (riattivazione ambulatorio pediatrico e infrastrutture scolastiche crollate). Nel 2012 ha realizzato un intervento di supporto pedagogico alla genitorialità a seguito del terremoto in Emilia Romagna. L’equipe della Fondazione ha aiutato oltre 200 genitori a gestire al meglio con i loro figli il trauma del terremoto, attivando un numero verde e distribuendo oltre 4000 vedemecum. Ha inoltre allestito una ludoteca presso il campo di S. Biagio attivando, con i suoi counselor e pedagogisti, laboratori ludico-didattici e attività ricreative per i bambini.

Dal 2016 è attiva con interventi a supporto della popolazione vittima del terremoto in Centro Italia.

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