Domenica 21 ottobre Giornata delle dimore storiche, 72 siti aperti per le visite guidate

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Un invito alla grande bellezza di tutta la regione. La prima “Giornata delle dimore storiche del Lazio” in programma domenica 21 ottobre vuole essere un’occasione per scoprire parte dell’immenso patrimonio di dimore, ville, parchi e giardini storici su tutto il territorio, decine di luoghi in cui il fascino e la suggestione della storia sono rimasti intatti.

La giornata sarà il primo evento ideato dalla Regione Lazio, con il supporto di Lazio Innova e la collaborazione dell’I.R.Vi.T. – Istituto Regionale Ville Tuscolane, dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, per promuovere la “Rete delle dimore storiche” costituita nel 2017 in applicazione della Legge regionale n. 8 del 2016 e che al momento raccoglie 109 siti pubblici e privati selezionati attraverso un avviso pubblico.

A queste dimore saranno destinati 500 mila euro per interventi di manutenzione e recupero attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nel mese di novembre, mentre dal 1° novembre al 30 dicembre saranno straordinariamente aperti i termini per presentare le nuove candidature.

Valorizzare il patrimonio culturale del Lazio è un obiettivo fondamentale per il Presidente della Regione Nicola Zingaretti convinto che sostenere la bellezza significhi dare impulso anche allo sviluppo del territorio, dell’economia e del turismo.

Nella nostra  provincia di Viterbo, oltre alla Torre di Chia di Soriano nel Cimino saranno visitabili: la Torre di guardia del Castello dei Conti di Anguillara di Canepina, costruito intorno alla metà dell’XI secolo; il Castello di Santa Cristina di Grotte di Castro, una dimora storica con annesso un antico borgo contadino che da alcuni anni è stato trasformato in agriturismo; il Parco di Villa Altieri di Oriolo Romano con i suoi canoni stilistici del XVI secolo e la pista per la corsa dei levrieri, dove agli inizi del Novecento si riunivano nobili e personaggi illustri, tra cui Gabriele D’Annunzio.

Le Botteghe Farnese di Vallerano risalenti al XVII secolo e costruite per alloggiare i pellegrini e le botteghe dei mercanti che accorrevano numerosi a visitare il Santuario della Madonna del Ruscello e, ancora, il Complesso monumentale prospettico di Viale Colesanti e il Palazzo Cozza Caposavi a Bolsena; Palazzo Orsini a Bomarzo; l’Ex Convento dei padri carmelitani di Canepina; le “Ex Scuderie” del Palazzo Farnese di Caprarola; Palazzo Farnese a Gradoli; l’Antica Città di Castro a Ischia di Castro; la Rocca dei Papi a Montefiascone; il Castello e il Palazzo Guido Ascanio Sforza a Proceno; Palazzo Chigi a Soriano del Cimino; Villa Savorelli a Sutri e, infine, il Castello Costaguti e Villa Rossi Danielli a Viterbo.

Altri principali luoghi visitabili domenica

Nella giornata di domenica 21 ottobre, cittadini e turisti potranno percorrere il territorio regionale da nord a sud e visitare gratuitamente 72 castelli e complessi architettonici, monasteri, chiese e conventi, palazzi e dimore storiche, parchi e casali. Orari e modalità di visita sono differenti, la prenotazione è obbligatoria. Per consultare l’elenco e avere info complete basta visitare il sito www.dimorestorichelazio.it.

Saranno aperti per la prima volta al pubblico: il settecentesco Palazzo Visocchi di Atina (FR) con decorazioni e arredi neoclassici tra cui un raro esemplare di carta da parati prodotta a inizio Ottocento con il sistema della macchina continua dalle Cartiere Lefevre di Isola del Liri; il Bastione “La favorita” di Gaeta (LT) ristrutturato di recente che, con la sua bellissima vista sul mare, ebbe un’importanza rilevante durante la dominazione spagnola; l’Edificio in largo S. Angelo a Itri (LT) che conserva diverse tracce dell’architettura medievale tipica del meridione: il portale di ingresso contornato da un originale arco a sesto acuto, soffitti con archi a tutto sesto intrecciati e un frantoio con travi in legno e ampie arcate in pietra; il Palazzo Latini di Collalto Sabino (RI), tipica costruzione medioevale signorile di proprietà dell’antichissima famiglia Latini; l’Abbazia di San

Pastore di Greccio (RI) – solitamente aperta solo a un numero ristretto di pellegrini – che fu edificata tra il 1255 e il 1264 secondo la pianta tipica delle abbazie dell’Ordine Cistercense con una grande chiesa a croce latina, le cappelle adiacenti al coro e uno stile prevalentemente romanico e, infine, la Torre di Chia di Soriano nel Cimino (VT) che comprende i resti di un castello, una cinta muraria e due torri, una di 42 metri e un’altra più bassa. Negli anni ’60 Pierpaolo Pasolini rimase talmente affascinato da questo luogo da dedicargli gli ultimi versi del Poeta delle Ceneri, in seguito acquistò il castello e la torre dando il via ad una fase di recupero dell’intero complesso.