S. Lorenzo Nuovo. Scuola dell’Infanzia in gita alla Caserma dei Vigili del Fuoco di Gradoli

di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO – Continua il processo di apprendimento attraverso il divertimento e l’osservazione dei bambini della Scuola dell’Infanzia di San Lorenzo Nuovo. Le due sezioni, formate da 15 e 17 alunni, nella giornata di ieri, sono andate in gita alla Caserma dei Vigili del Fuoco di Gradoli accompagnate dalle insegnanti.

L’uscita rientra nel programma Ludika con Arte e Mestieri che si configura all’interno del progetto Santi Laurentiis; una fase in cui i bambini si avvicinano al “mondo del lavoro” nel corso del suo sviluppo storico, esplorando antichi mestieri oggi non più praticati e quelli che non esauriranno mai la loro importanza anche in un mondo in evoluzione, guardando con i propri occhi e a volte sperimentando sul campo. Quale esempio migliore dei Vigili del Fuoco?

Arrivati intorno alle 10.30, in fila indiana, i piccoli alunni hanno visto spiegarsi davanti ai loro occhi il prezioso carico dell’autobotte, stipata di strumenti atti ad ogni tipo soccorso, da quelli per gli incendi, ovviamente, ad altri per il recupero di persone in sentieri impervi.

La concretizzazione della fantomatica sirena a luci blu che sfreccia via facendola da padrona sulla strada e di molti modellini rigirati in tutte le pose, proprio come un gigantesco giocattolo ha attratto l’attenzione dei bambini riversando un mare di attrezzi e strumenti curiosi. Giubbotti, tute per calabroni, divaricatrici e taglia lamiere, corde e imbracature a triangolo per il recupero di persone in difficoltà, lancia schiuma, termocamere, sacchi di primo soccorso, e le scale che insieme coprono un’altezza di trenta metri. Il tutto rimesso perfettamente a posto come in un puzzle a incastro.

Se inizialmente era divertente provare i giubbotti, il casco e lanciare il getto d’acqua con la pompa immedesimandosi nel ruolo, la moltitudine di strumenti di diverso uso ha messo in risalto il difficile ed essenziale lavoro dei Vigili del Fuoco. Non si può fare a meno di pensare che la stretta al cuore che provoca la sirena ha come conseguenza una battaglia contro le lamiere di auto, macerie di case, alberghi e ponti, come purtroppo è accaduto fin troppo spesso negli ultimi anni, incendi, scomparse e soprattutto contro il tempo.

Ubi dolor ibi vigiles – dove c’è il dolore ci sono i vigili – era il motto di questo corpo fin dal 6 d. C., all’inizio della sua istituzione. Questo i bambini non lo sanno, ma ognuno a proprio modo, con timidezza o entusiasmo, hanno sperimentato l’aspetto più umano del significato della massima, ossia l’abnegazione, dal momento che per tutto il tempo gli uomini della caserma incaricati della lezione dimostrativa si sono messi a disposizione degli ascoltatori, con pazienza e attenzione per i dettagli: non hanno trascurato neppure un rinfresco per i piccoli ospiti.

Alla fine della mattinata tutti i bambini hanno provato il nuovo casco in dotazione con doppia visiera e alcuni hanno usato il getto d’acqua. Si sono avvicinati inizialmente con un atteggiamento cauto, declinando l’idea di una partecipazione più attiva dell’osservazione, ma alla fine la curiosità di vestire letteralmente i panni di un vigile ha preso il sopravvento.