Paolo D’Arpini: Crollo finale? Teniamoci pronti per la sopravvivenza creativa

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NewTuscia – Riceviamo e pubblichiamo. …Faccio di tutto per non  apparire  catastrofista, ma molti sono i segnali che indicano la catastrofe. Perdonatemi se contribuisco alla vostra angoscia ma credo sia bene che ognuno di noi si predisponga a vivere tempi drammatici e molto difficili. Non lasciamoci demoralizzare, manteniamo il cuore saldo e teniamoci pronti alla sopravvivenza, sia in senso materiale che morale. Per cominciare impariamo a conoscere le erbe commestibili, recuperiamo la manualità, diminuiamo i bisogni, soprattutto eliminiamo quelli superflui e iniziamo a praticare l’autoanalisi.
L’esistenza è fatta di cose semplici e tutto sommato accessibili a tutti i viventi: cibo, aria, acqua, soddisfazione dei bisogni fisiologici, riparo, socializzazione, procreazione…  Ma in questo momento storico la virtualizzazione ha raggiunto livelli altissimi di astrazione dal vissuto quotidiano e dalle reali necessità. La vita è diventata quasi un grande “game” alla Nirvana. Quando arriverà la Grande Crisi? Quella finale?
La dura realtà fatta di cose concrete spazzerà le nebbie dell’immaginario e del sogno ad occhi aperti.
Politica, finanza, potere, ricchezza… tutta immondizia più sporca di quella che si accumula nelle strade di Napoli, di Calcutta, del Cairo, di Buenos Aires,  di New York…. e persino del paesello sui monti.
Vengo al dunque, in questo momento si parla molto dell’imminente crollo economico e finanziario mondiale, di guerra globale e di come poter risolvere i problemi della produzione energetica, funzionale al mantenimento della struttura tecnologica in cui la nostra civiltà sguazza e sprofonda.
Diceva l’amico Benito Castorina:  “Una visione più ampia suggerisce un cambiamento di rotta: la sostituzione di tutti i composti e i derivati del petrolio  e di altre risorse non rinnovabili con le materie prime vegetali, scelta che rappresenta il piano strategico per un mondo senza rifiuti…”
Sabbie mobili. Viviamo con la paura di sprofondare e siamo già con l’acqua alla gola, quindi tutto ciò che facciamo peggiora soltanto la situazione.
Ma se la politica non cambia lasciamo che le cose vadano come debbono andare…  e proviamo a “galleggiare nella mota” se ci riesce…
Insomma, la nostra civiltà è agli sgoccioli e possiamo aspettarci solo il crollo ignominioso e generale. Un tracollo annunciato e temuto e talvolta auspicato…  ed infatti da più parti si preconizza la fine del sistema come evento liberatorio e salvifico per il mantenimento della vita sul pianeta.
Vi consiglio perciò di cominciare attivamente a trovare soluzioni alternative, basate sulla personale conoscenza ed esperienza “pratica” di ognuno  per affrontare i rischi a venire.
E buon divertimento nella “sopravvivenza creativa”.
Paolo D’Arpini