Ambiente e Paesaggio: “Sindaco e consiglio comunale decidano sulla variante al piano regolatore”

NewTuscia – TUSCANIA – Riceviamo e pubblichiamo. <<Non c’è più tempo da perdere.

E’ giunta l’ora che l’Amministrazione comunale, le forze politiche e sociali arrivino a decisioni definitive per salvare il territorio di Tuscania dalla aggressione ambientale e paesaggistica in corso, che rischia di consegnare alla storia della nostra città gli attuali responsabili come complici di questo scempio.

E’ questo il nuovo grido di allarme che ASSOTUSCANIA lancia come ultimo appello ai naviganti. Le possibilità giuridiche ci sono, i presupposti politici positivi dichiarati anche.

C’è la volontà di muoversi subito? Ecco i fatti.

In data 10.11.2014 il Consiglio Comunale di Tuscania ha adottato all’unanimità  la delibera 60/2014 per tutelare il territorio, il paesaggio e l’ambiente ai sensi dell’art. 9 della Costituzione e della vigente normativa comunitaria e nazionale.

Con la delibera il Consiglio approvò tra l’altro di

“2. Avviare la procedura per la redazione del nuovo strumento urbanistico generale, in quanto l’attuale PRG non risulta aggiornato con la vigente normativa regionale in materia urbanistica e in materia di impianti per la produzione di energia con fonti rinnovabili;…”

Dal 2014 ad oggi non è stata avviata la procedura per la redazione del nuovo piano regolatore  e il territorio, il paesaggio e l’ambiente risultano “fuori tutela”.

Registriamo con preoccupazione che alcune iniziative attualmente in corso potrebbero contribuire a creare condizioni critiche tali da compromettere in modo irreversibile il territorio tuscanese con gravi danni al sistema socio-economico locale.

Con lettera del 28.6.2018 i consiglieri comunali di minoranza hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale in seduta straordinaria per approvare la variante al Piano regolatore comunale vigente, in mancanza del nuovo Piano regolatore comunale.

I consiglieri hanno chiesto, inoltre, al Sindaco di adottare i necessari provvedimenti per incaricare gli uffici competenti per la preparazione degli elaborati tecnici necessari all’approvazione della variante in oggetto.

A questa richiesta il vice presidente del consiglio comunale con lettera del 17.7.2018 non provvedeva a convocare il Consiglio come richiesto ai sensi dell’art. 2 del Regolamento del Consiglio comunale ma comunicava ai consiglieri di minoranza che l’Amministrazione non era in grado di preparare un elaborato tecnico in tempi brevi e comunicava che l’amministrazione stava incaricando un tecnico esterno per la preparazione degli elaborati tecnici al fine di approvare la variante al piano regolatore. E per questi motivi non si provvedeva a convocare il Consiglio.

Alla lettera del Presidente del Consiglio comunale i consiglieri di minoranza rispondono con lettera in data 28 agosto 2018 e fanno rilevare che erano trascorsi 48 giorni dalla richiesta della convocazione del Consiglio comunale da parte dei consiglieri della minoranza. E con la stessa lettera i consiglieri chiedono di conoscere la data di convocazione del consiglio comunale entro e non oltre 7 giorni dalla data della lettera (28.8.2018).

In data 1.9.2018 risponde il Presidente del consiglio comunale comunicando che c’erano problemi per l’affidamento a tecnici esterni al Comune, che si stava procedendo ad una soluzione interna, che i tempi previsti per la preparazione degli elaborati tecnici non sarebbero inferiori ai 90 giorni (a partire dalla data del 1.9.2018).

Questo il contenuto delle lettere scambiate tra maggioranza e minoranza.

ASSOTUSCANIA non intende entrare nel dibattito politico tra maggioranza e minoranza ma intende fare delle considerazioni sotto il profilo giuridico e istituzionale.

Sotto il profilo giuridico, ASSOTUSCANIA ritiene che il Presidente del Consiglio comunale aveva (ed ha) l’obbligo di convocare il Consiglio in seduta straordinaria e nell’ambito del Consiglio si doveva discutere della variante al piano regolatore. 

Il Presidente del consiglio (o il VicePresidente) non può non convocare il Consiglio e non può rinviare il consiglio stesso con una lettera (non ne ha il potere). Infatti, l’articolo 2, comma 7 del regolamento del consiglio comunale stabilisce che il Consiglio “può essere riunito in sessione straordinaria anche su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri o del Sindaco. La riunione del Consiglio deve aver luogo entro il termine di giorni 20 (venti) dalla presentazione della domanda, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste”. L’unica sede legittima di discussione è quindi il Consiglio comunale.

Sotto il profilo istituzionale e socio-politico ASSOTUSCANIA ritiene che il Sindaco e la Giunta comunale siano responsabili del ritardo nell’adozione del piano regolatore e della variante dello stesso piano contribuendo, con i ritardi ed i rinvii, a tenere “fuori tutela” il territorio tuscanese.

E’ urgente intervenire e dar seguito alle intenzioni e alle dichiarazioni di intenti più volte espresse e dare piena attuazione alla delibera 60/2014. Non c’è più tempo da perdere, occorre agire e agire subito o ambiente e paesaggio di Tuscania rischiano di essere compromessi per sempre.>>

 

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