La Compagnia delle Lavandaie della Tuscia al Villaggio Coldiretti a Roma

NewTuscia – ROMA – Oggi la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia sarà presente al Villaggio Coldiretti allestito al Circo Massimo di Roma, dove accorreranno migliaia di agricoltori dalle diverse regioni d’Italia per far conoscere il lavoro, le produzioni e le ricette della tradizione del Made in Italy.

La formula è collaudata: portare la campagna in città, specialmente per i più giovani che non hanno mai visto da vicino asini e cavalli, polli, conigli, pecore, capre, maiali, e non conoscono le modalità di preparazione del formaggio o della ricotta. Nelle fattorie didattiche possono imparare a pigiare l’uva, a impastare il pane o a fare l’orto, attività significative e ricche di cultura e storia che rischiano di essere dimenticate.

La biodiversità contraddistingue il territorio della Tuscia e Coldiretti in questi anni si è molto adoperata affinché questo patrimonio non vada perduto. Al Villaggio Coldiretti sarà possibile conoscere, assaggiare formaggi, salumi, frutta e gli ortaggi, ricchi di storia e di gusto, che si possono ancora trovare nei mercatini di Campagna amica.

Su una superficie di circa 80.000 metri quadrati si potranno acquistare, direttamente dagli agricoltori, prodotti provenienti da tutta Italia, altrimenti introvabili. E ancora, nei numerosissimi stand si terranno degustazioni guidate di vini e olio, in cui sicuramente i prodotti della Tuscia sapranno catturare i palati più esigenti. Saranno presenti esponenti istituzionali, rappresentanti della società civile, studiosi, sportivi e artisti che discuteranno su vari temi e non mancheranno spettacoli di animazione e concerti.

La Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, che quest’anno ha festeggiato il suo “Compleanno di seta” (5 anni di attività) è stata fondata da Simonetta Chiaretti come “compagnia instabile”, in occasione del Festival Lacuaria 2013.

Il gruppo, nella sua composizione libera ed aperta, ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Il contesto storico-sociale a cui si ispirano anche i costumi delle lavandaie, poveri ed essenziali, è quello di fine Ottocento/inizi del Novecento, documentato dalla pittura dei maestri del realismo e dalle prime fotografie, pur senza inutili compiacimenti e forzature filologiche.

Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena – come ribadisce ogni volta Simonetta Chiaretti nel presentare il gruppo – sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.

Anche quello che sta per concludersi è stato un anno di eccezionali successi e riconoscimenti per la Compagnia delle Lavandaie della Tuscia.

Al suo già ricco curriculum  – che va dalla partecipazione al social movie Italy in a day di Gabriele Salvatores alla presenza al Jazz Up-Caffeina di Viterbo, all’ Umbria Folk Festival  con una significativa  presentazione presso l’Istituto Centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex Discoteca di Stato), dal I° Festival Italiano di Permacultura alla manifestazione ciclo-turistica La Carrareccia, dal Grande Picnic in Vendemmia organizzato a Montecchio dall’Azienda vinicola Falesco di Riccardo Cotarella alla Maggiolata di Assisi, a numerose trasmissioni televisive – il 2018 ha aggiunto, tra l’altro, una significativa presenza rievocativa nel programma televisivo “Linea verde”, su RAI 1, dedicato a “Il magico lago di Bolsena”.

La collaborazione con Coldiretti è ormai consolidata, risalendo a EXPO 2015, quando la Compagnia delle Lavandaie venne invitata a partecipare alla prestigiosa manifestazione in rappresentanza della Tuscia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inserisci la risposta corretta per lasciare il tuo commento *