Uno Più, incontro in prefettura tra sindacati, istituzioni e sindaci

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NewTuscia – VITERBO – E’ l’azienda Uno Più l’argomento principale dell’incontro oggi in prefettura tra organizzazioni sindacali (Cisl Fisascat, Cgil Filcams e Uil Tucs), i sindaci Arena e FAbio Menicacci di Soriano nel Cimino (sede dela Uno Più) e l’amministratore delegato Christian Martin Rauchil, rappresentante dell’azienda che nel nuovo piano di ristrutturazione ha incluso il licenziamento di più di trenta persone.

Trentasei persone, per la precisione, che attendono fuori della Prefettura in attesa di notizie, mentre rischiano il licenziamento da dicembre anche perché lo scorso mese sono scaduti i termini previsti dal contratto sociale.

Erano presento in aula oltre ai già citati il Prefetto Giordano Bruno, il vice sindaco Enrico Contardo, Alessia Mancini, il senatore della Lega Umberto Fusco, Mauro Rotelli, Claudio Berardino assessore al Lavoro della Regione, Paola Capone, Silvia Blasi (M5s) ed Enrico Panunzi (Pd).

A chi chiede tempo per gestire lavoratori e l’impresa presente nel territorio da 4 decenni l’azienda Uno Più risponde che è ora di trovare una soluzione per evitare di alternarsi, come ogni anno da un decennio a questa parte, tra tavoli e cassa integrazione. “Non è una sorpresa che l’azienda sia in crisi. E lo è per colpa di scelte aziendali sbagliate”, dice Rauchil. Il delegato non vede miglioramenti per la situazione della Uno Più nel convocare tavoli istituzionali in Regione o al ministero dello Sviluppo Economico e cerca il rimedio per i lavoratori nello Stato, ma Rotelli taglia corto: il tavolo può essere convocato di diritto dalle istituzioni a prescindere dalla posizione dell’azienda in questione e inoltre ci sono procedure obbligatorie da seguire, come ricorda Paola Capone.

Secondo le istituzioni la soluzione è la cassa integrazione con previa approvazione della norma da parte del parlamento e l’istituzione comunque di due tavoli: uno al ministero per la vertenza e l’altro in prefettura per la crisi economica che coinvolge tutto il territorio. Questi due tavoli di confronto consentiranno di prendere altro tempo e trovare soluzioni più definitive per aiutare i lavoratori, vagliando al meglio la situazione.