Consiglio comunale di Viterbo di ieri: noia generale. Spicca solo il contratto rifiuti col dirigente Quintarelli

Stefania Ioime

NewTuscia – VITERBO – Clima scanzonato da ultimo giorno di scuola, comincia così la prima seduta del Consiglio comunale dedicata alle interrogazioni.

Tra i banchi dell’opposizione si contano numerosi assenti. La maggioranza, invece, s’assiepa bella compatta.

Il sindaco esordisce  con una dovuta precisazione, alla manifestazione organizzata da Legambiente “Puliamo il mondo”, per una svista, per uno sbaglio, sono state attribuite delle cifre gonfiate. La spesa è di soli 1400 euro e serve ad acquistare il kit, complessivo di assicurazione, per 150 bambini delle scuole.

Il vicesindaco Contardo sgroviglia un lungo trattato di comma, delibere e termini burocratici che nessuno sembra ascoltare. C’è un avanzo di bilancio da votare, c’è chi ha studiato seriamente e chi ha letto gli articoli di giornale usciti sul tema, ognuno dei consiglieri sa già come votare e impiega il tempo in cui il vicesindaco parla per fare altro, sbirciare il cellulare, chiacchierare con il compagno di banco o andare in giro con moto cinetico.

Detto questo, si parte con il gran bailamme delle interrogazioni che consiglieri di opposizione e maggioranza pongono al sindaco e agli assessori. Quasi un talk show di domande e risposte.

 

 

La prima interrogazione la pone Chiara Frontini: il consigliere Barelli, come fosse a scuola, per fare lo spiritoso la definisce ad alta voce “Il sindaco ombra o l’ombra del sindaco” ma aggiunge prontamente che scherza. Immediata e sagace la risposta della consigliera “Sono abituata a non prendere mai sul serio ciò che dice”.

La prima interrogazione affronta il tema più caldo del momento, l’assessore Nunzi ha dato una versione contrastante rispetto al suo dirigente. Quale delle due mente? L’assessore spiega che il suo intento era semplicemente verificare se fosse possibile istituire il servizio notturno di polizia locale e, eventualmente, chi fosse disponibile a farlo. Dopo di che è un lungo elenco di richieste, nel calderone entra dentro di tutto: la cremazione dei defunti che esalano mercurio nell’atmosfera, i bagni rotti, i semafori, i cavi dell’Enel che penzolano, la scuola musicale, le sedie di Santa Rosa, la piscina comunale, gli ascensori, i lampioni, la signora disattenta che inciampa dietro una esequie. Intorno un chiacchiericcio smodato, un frenetico via vai, cellulari sempre tra le mani, consiglieri iperattivi che vagano per l’aula, scambio di posti, il sindaco che dichiara di rispondere solo alla fine di tutte le interrogazioni rivelando di essere l’erede di Pico della Mirandola per tenere a mente mille mila quesiti, assessori che spariscono e sono dati per dispersi, la consigliera Perlorca che interrompe il botta e risposta per segnalare che il consigliere Barelli, con il suo moto perpetuo, la distrae e le impedisce di seguire la lezione.

L’unico momento a cui tutti prestano attenzione è quando parla il dirigente Stefano Quintarelli che cerca di spiegare il complicato contratto che lega il Comune a Viterbo Ambiente, una scrittura per regolarizzare un rapporto tra soggetti diventato un contenzioso che va avanti dal 2009. Le sue parole sono “un colpo di grazia” come le definisce il sindaco.

Nel frattempo i banchi della maggioranza lentamente si svuotano, la scena diventa quasi intimista, il consigliere Santucci suggerisce di attenuare le luci, come a teatro quando termina uno spettacolo. A cosa è servita questa riunione del consiglio? Cosa ha risolto? Cosa ha cambiato? Verrebbe da chiedere perché certe domande banali che sono state poste con linguaggio formale, con le parole belle e macchinose della politica di professione, non vengono affrontate direttamente in modo pratico, senza scomodare il consiglio. – Scusami assessore, mi è stato segnalato che bisogna ripristinare i cestini del giardino per le deiezioni canine – – D’accordo, ti metto subito in contatto con la persona che se ne occupa – Banale, semplicistico, utopico. E, invece, bisogna ascoltare, per chi resiste, per chi non s’annoia, tre ore e trenta di nulla, i codici, le norme, gli slogan , gli scaricabarile, lo sfoggio di competenze ancora tutte da dimostrare.

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