40 anni dalla legge 180, oggi una giornata di riflessione alla sala conferenze della Provincia

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NewTuscia – VITERBO – Questa mattina, alla sala conferenze della Provincia di Viterbo, si è tenuta una giornata di riflessione sui 40 anni della legge 180, approvata nel 1978, che impose la chiusura dei manicomi e regolò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Una legge indissolubilmente legata al nome dello psichiatra Franco Basaglia, promotore della riforma psichiatrica in Italia.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Consulta dipartimentale per la salute mentale, in collaborazione con la Asl di Viterbo, ed è servita per fare il punto circa le esperienze maturate in questi 40 anni nella Tuscia nel campo della salute mentale, dei passi in avanti significativi compiuti e delle criticità ancora da affrontare.

In una sala conferenze gremita da cittadini assistiti, da famiglie, da operatori della salute mentale, dalle associazioni e da numerosi studenti delle scuole secondarie di Viterbo, si è parlato di molte cose: dalla nascita della salute mentale a Viterbo alla esperienza vissuta in prima persona da cittadini e dai loro parenti. E, poi, ancora, dal lavoro svolto dalla consulta per la salute mentale, alle buone pratiche presenti nel Viterbese, partendo da una riflessione sulla figura di Franco Basaglia e sulla legge che porta il suo nome, sugli obiettivi che si era preposta di raggiungere e su quanto ancora è necessario mettere in campo per soddisfare realmente, e compiutamente, quei bisogni di salute e di presa in carico globale che lo psichiatra veneto aveva così lucidamente messo in evidenza.

Durante la mattinata, il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, e il direttore del dipartimento di Salute mentale, Alberto Trisolini, hanno presentato i contenuti della nuova rete della salute mentale della Tuscia che verranno illustrati compiutamente in un convegno specifico che si terrà il prossimo 2 di dicembre alla Cittadella della salute di Viterbo.

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