Da Orvieto al mondo. Piergiorgio Maoloni a ottant’anni dalla nascita

NewTuscia – ORVIETO – A seguito di recenti notizie di stampa inerenti la valorizzazione della donazione Piergiorgio Maoloni, in una nota congiunta l’Assessore alla Cultura, Alessandra Cannistrà e i figli Giulia, Isabella e Luca Maoloni, affermano:

“Nel marzo scorso, su iniziativa di questa Amministrazione e in accordo con la famiglia, il materiale d’archivio e gli arredi dello studio appartenuto a Piergiorgio Maoloni (1938-2005), uno dei padri della moderna grafica editoriale italiana, già depositati presso il Comune di Orvieto nel 2007, sono stati trasferiti a Palazzo dei Sette nella sala espositiva del secondo piano.

Il materiale proviene dalle due sedi romane presso le quali Maoloni portò avanti la sua attività di libero professionista a partire dal 1979 quando terminò l’esperienza lavorativa al Messaggero: il primo studio di via dei Piannellari 20, e il secondo, dal 1992, in via di Monserrato 34.

Nel 2007, due anni dopo la sua scomparsa, il fondo fu depositato presso gli uffici del Comune di Orvieto in Via Garibaldi per volontà degli eredi (i figli Giulia, Isabella e Luca). In un secondo momento fu trasferito negli uffici comunali ubicati presso la Ex Caserma Piave per poi venire ristretto in un magazzino dello stesso complesso.

Ad un primo sopralluogo effettuato personalmente insieme agli Uffici nel febbraio 2017, il materiale risultava aver perduto qualsiasi ordine o suddivisione in conseguenza dei ripetuti spostamenti ed era stivato in maniera caotica; ma in generale si conservava in buone condizioni tali da lasciarne emergere lo straordinario interesse rappresentato.

La valorizzazione della ‘donazione Maoloni’  veniva inserita nel Documento di Programmazione di questo assessorato anche in recepimento della risoluzione in tal senso assunta dal Consiglio Comunale nel 2015 che non aveva avuto però applicazione. 

Sono stati pertanto ristabiliti i contatti con la famiglia Maoloni, interrotti a causa del lungo periodo di indifferente inerzia da parte delle precedenti Amministrazioni, allo scopo di avviare le attività di inventariazione del fondo, necessarie per perfezionarne la donazione da parte degli eredi e intraprendere il percorso progettuale volto a valorizzarlo e renderlo fruibile. Gli incontri sono stati anche l’occasione per valutare l’opportunità di contributi progettuali che possano venire da ambiti formativi  e professionali – come ISIA, incontrato per il tramite del Centro Studi, e l’Associazione italiana Grafici e Pubblicitari – che manifestino interesse a partecipare alla fase di progetto di forme nuove di restituzione, comunicazione e divulgazione dell’importante eredità culturale di Piergiorgio Maoloni.    

Piena condivisione è emersa rispetto alla proposta da parte dell’assessorato di collocare il materiale in Palazzo dei Sette nello spazio individuato, che avrebbe consentito di poter esaminare e studiare quanto contenuto e procedere al rimontaggio del mobilio come primo passo verso l’accessibilità.

Così, una volta compiuto il trasferimento del fondo nel marzo 2018, grazie alla collaborazione della famiglia Maoloni e allo specialista da essa individuato, è stato portato avanti l’inventario, completato nel luglio scorso.

Successivamente, grazie alla generosa disponibilità del prof. Mario Squadroni, docente di Archivistica generale presso l’Università degli Studi di Perugia, già Soprintendente archivistico e bibliografico dell’Umbria e delle Marche, è stata definita anche la valutazione economica indispensabile all’istruttoria dell’atto notarile che sarà compiuto entro il prossimo mese di ottobre.

Entro l’anno 2018, ovvero a ottant’anni dalla nascita del designer italiano, verrà presentato al pubblico il generoso lascito di questo speciale patrimonio culturale evidenziando il profondo legame di Piergiorgio Maoloni con Orvieto in particolare nel progetto che rivoluzionò completamente la comunicazione della città, dando uno stile nuovo aggiornato unitario e coordinato al marketing dei beni culturali – Duomo, Pozzo di San Patrizio, Torre del Moro – degli eventi e delle tradizioni. Uno stile che contribuì al nuovo posizionamento dell’offerta della città attraverso la strategia di un claim  innovativo, quello di «Orvieto città narrante», che ha precorso i tempi integrando nella forma persuasiva di uno story telling l’autenticità del contenuto storico e culturale da rilanciare.

Il lavoro serio e determinato di questi mesi è stato impegnativo, portato avanti in riservatezza con l’obiettivo di concretizzare prima e comunicare poi.

Solo per smentire quanto di recente apparso online, di comune accordo con Giulia, Isabella e Luca Maoloni, si è deciso di anticipare i tempi naturali di questa prossima presentazione e dare la notizia di questo PRIMO PASSO per Piergiorgio Maoloni”.