L’ultimo desiderio di nonno Mariano non sarà esaudito: è stato sfrattato dalla sua casa

di Stefano Stefanini

NewTuscia – PALERMO – Come riportato da varie testate giornalistiche, in primo luogo dalla trasmissione televisiva “Le Iene” e, tra le altre testate  da PalermotodayCronaca / Partanna-Mondello :
https://www.palermotoday.it/cronaca/sfratto-via-diana-nonno-mariano-lucido-14-settembre-2018.html,
dopo nove lunghi mesi di calvario, Nonno Mariano nella mattinata di venerdì 14 settembre scorso è stato sfrattato dall’abitazione di Partanna, in provincia di Palermo, in cui viveva in via Diana. L’anziano, paziente oncologico di 90 anni, la cui storia ha commosso l’Italia, più volte ha espresso la volontà di morire in quella casa, ma il suo desiderio non è stato  esaudito: è stato trasferito su un’ambulanza in una casa di riposo dove vivrà gli ultimi giorni della sua vita.

Venerdì 7 settembre, alle 10.30, l’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine si erano presentati a Partanna per sfrattarlo, ma lo sgombero era stato rinviato di una settimana a causa delle precarie condizioni di salute del novantenne: il medico di famiglia, infatti, ha ritenuto il trasferimento troppo rischioso. Tanti i sostenitori di nonno Lucido che quel giorno si sono opposti con cartelli e striscioni con tutte le loro forze allo sfratto.

Anche oggi erano lì per lui: “Siete tutti responsabili – urlavano -, nonno Mariano ha servito per tutta la vita lo Stato ed ecco come lo stanno trattando, non se lo meritava”.

Per dare sostegno all’uomo, un ex vigile urbano, è nata anche la pagina Facebook “Tutti uniti per nonno Mariano” che in questi mesi ha raccontato tutte le peripezie che l’anziano ha dovuto subire.

L’abitazione in cui Mariano abitava è stata venduta all’asta in seguito a una controversia con una parente che è poi riuscita ad aggiudicarsela. Dallo scorso 5 gennaio, le cose sembrerebbero essere peggiorate. Oltre alla morte della moglie di nonno Lucido, il clima si è fatto, infatti, sempre più teso.

Sulla triste vicenda abbiamo ricevuto la segnalazione ed il  commento da parte del presidente di Confartigianato di Viterbo, Stefano Signori, che sottoponiamo ai lettori, condividendola  integralmente. La crudeltà con cui “la banalità del male” (Hannah Arendt sui burocrati dei campi di sterminio nazisti che “eseguivano ordini” e “applicavano la legge”) ha colpito Nonno Mariano, malato terminale portato a morire fuori della sua casa, potrebbe essere denunciata e svergognata con le crudelissime immagini di un italiano (gli italiani al primo posto?!) novantenne legato seminudo su di una barella. Crediamo però che tale umiliazione ulteriore, non inflitta nemmeno ai trafficanti di esseri umani attraverso il Mediterraneo, gli debba essere risparmiata. Giustamente nel post allegato si sottolinea invece come, in nome del diritto del creditore, il debitore sia ormai, per la giurisprudenza italiana (tutta!?) uno scarto.

Di fronte a questa vergogna la politica si volta dall’altra parte, nemmeno le parole del Papa sembrano svegliare i molti deputati e senatori che si professano cattolici: “non si tratta semplicemente… di sfruttamento e oppressione… Con l’azione dell’esclusione dalla propria abitazione negli ultimi giorni di un’esistenza colpiamo, nella sua stessa radice, i legami di appartenenza alla società a cui apparteniamo, … siamo sbattuti fuori.

Chi viene escluso, non è sfruttato ma completamente rifiutato, cioè considerato spazzatura, avanzo…”