A Viterbo da settembre al via prima esperienza di scuola parentale

NewTuscia – VITERBO – L’analfabetizzazione nel mondo ha toccato quote elevate: 123 mln di bambini non vanno a scuola per loro ActionAid prospetta la soluzione delle adozioni a distanza

Sbarca anche sulla scena viterbese la prima esperienza di scuola parentale.

Il patrimonio scolastico viterbese si arricchisce di una nuova realtà quella che in Italia il  Ministero dell’Istruzione definisce con il termini di  istruzione parentale.

A livello internazionale le esperienze in questo ambito, meglio conosciute come homeschooling, sono tante e di successo.

La novità è quella d’un insegnamento casalingo, quasi un tuffo nel passato alla ricerca di antiche tradizioni e di istitutori vecchio stile.

A vestire i panni di novelli insegnanti sono i genitori stessi, che si apprestano ad impartire lezioni distoria, geografia e matematica ai propri figli senza mandarli a scuola, mettendo in soffitta lezioni frontali, ricreazione e suono della campanella.

 

Con la “La terra dei bambini”  un impegno educativo alternativo

Il progetto viterbese dal nome “La terra dei bambini” potrà contare su una struttura immersa nel verde, appena fuori dall’area urbana, e su un team di otto educatori, guidati dalla dottoressa Elisa Calabrò, che in passato si sono già messi in evidenza per un impegno educativo alternativo.

Questa può essere una soluzione interessante laddove non esistono strutture pubbliche, valutando soprattutto il grado di analfabetizzazione che nel nostro pianeta vede tristemente gravitare ben oltre 100 milioni di bambini, che non frequentano o non hanno mai frequentato una scuola.

 

Analfabetismo fa rima con povertà

Analfabetismo fa rima con povertà quella a cui tentano di trovare soluzioni associazioni impegnate da sempre sul territorio, che combattono per il diritto all’istruzione dei più piccoli e che per loro propongono la soluzione delle adozioni a distanza.

 

Parliamo di realtà presenti sul territorio come ActionAid, impegnata dal 1989 a promuovere, attraverso campagne di sensibilizzazione una formula di supporto importante a sostegno del diritto allo studio e all’educazione.

ActionAid con l’adozione a distanza promuove il diritto all’istruzione considerando che senza un’adeguata istruzione non si possono conoscere i propri diritti e di conseguenza è impossibile anche poterli rivendicare.

 

ActionAid un argine ad analfabetismo e crescita della povertà

Con l’adozione a distanza ActionAid tenta di porre un argine ai numeri che ha raggiunto l’analfabetismo nel mondo e il dilagare della povertà.

Parliamo di un problema che coinvolge 123 milioni di bambini che non frequentano le scuole.

Il 40% di loro vive nei paesi meno sviluppati, mentre il 20% nelle zone caratterizzate dai conflitti.

Il 60% di questi bimbi in difficoltà coinvolge le femmine, in età compresa fra i  7 ed  i 16 anni.

 

Una percentuale così elevata di bambine mette in luce anche un problema di discriminazione.

Molte di loro non sono neppure state registrate all’anagrafe alla nascita, devono inoltre sopportare il peso di matrimoni e gravidanze precoci, combinati nella stragrande maggioranza dei casi dalle famiglie, che le costringono a vivere segregate in casa a fare da schiave a padri e mariti occupandosi esclusivamente delle faccende domestiche e dei figli.

 

L’ area geografica dove l’istruzione è negata nella più ampia percentuale è quella dell’Africa Sub-sahariana.

Davvero drammatica è la realtà della Somalia, dove è addirittura il 98% delle ragazze tra i 7 e i 16 anni a non frequentare la scuola.

Complessa anche la situazione del Niger con una percentuale che si ferma al 78%, seguita da Liberia, Mali, Burkina Faso e Guinea.

 

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