Il quarto volo di Gloria, un Trasporto perfetto. Lorenzo Celestini: “Questa Macchina bella come il Volo d’Angeli”

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Un trasporto perfetto, sia per la tempistica che per la portabilità. E’ il quarto di Gloria, la creatura di Raffaele Ascenzi che, quest’anno, è tornata al tradizionale perc orso da corso Italia alla salita di Santa Rosa.

I Facchini sono arrivati puntualissimi alla chiesa di San Sisto, pronti per il Sollevate e fermi delle 21. Prima della benedizione in articulo mortis del vescovo Lino Fumagalli, i Facchini avevano percorso le tradizionali sette chiese dal primo pomeriggio. Il tempo è stato da ieri il sorvegliato speciale per la tanta pioggia caduta ma, poi, come al solito Santa Rosa ha fatto il “miracolo” e tutto è andato bene.

Sul percorso tanti i controlli, compresi elicotteri della Polizia che hanno pattugliato dai cieli che tutto fosse in sicurezza. Intorno alle 19,30 Gloria ha cominciato ad illuminarsi e, la gente, ad emozionarsi. Un’emozione, quella di vedere la Macchina illuminarsi, che ha iniziato a far sorgere nei cuori dei tanti presenti la voglia di vedere alzarsi in cielo per la quarta volta, il prima possibile, Gloria.

Emozioni che si sono trasformate in commozione nelle stesse parole di Raffaele Ascenzi e Massimo Mecarini, che hanno ricordato i Facchini scomparsi a cui sono state dedicate sia la Macchina che alcune girate. Un pensiero anche ai morti di Genova, scomparsi in pochi secondi per drammi che mai nessuno avrebbe immaginato che sarebbero accaduti in quelle modalità.

La serata ha preso vigore dopo l’arrivo di Matteo Salvini, che è stato annunciato dal boato della folla mentre saliva in direzione della Macchina accompagnato dal senatore della Lega Umberto Fusco e dal vicesindaco Enrico Maria Contardo. Selfie e strette di mano con tanti applausi: nelle retrovie anche qualche fischio, ma una minoranza. Il ministro dell’Interno non si è tirato indietro quando tanti hanno voluto fare una foto con lui e, ai nostri microfoni (vedere intervista video) ha ricordato l’amore verso Viterbo e l’importanza di preservarle. Insieme a lui la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, anche lei ormai una habituée del Trasporto. La Meloni ha chiarito l’importanza di promuovere eventi come quello del 3 settembre per mantenere le tradizioni locali e rilanciare il turismo italiano.

Poco prima della benedizione in articulo mortis è arrivato il sindaco Giovanni Arena con il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che, insieme al primo cittadino, a Renata Polverini e Maurizio Gasparri, è andato nella chiesa di San Sisto per assistere alla lezione celebrazione del vescovo Fumagalli.  Nella chiesa di riconoscono Emanuele Fiano del Pd, l’assessore regionale Alessandra Troncarelli, il consigliere regionale Enrico Panunzi e tutta la maggioranza in consiglio comunale. I Facchini si sono uniti in preghiera fino al momento della benedizione sotto la Macchina, inginocchiati, con il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini in prima fila.

Il Sollevate e fermi è arrivato alle 21.13 con un Sandro Rossi che quest’anno termina il suo mandato ma, proprio alla fine del Trasporto, è Raffaele Ascenzi ad annuire su una sua riconferma. Il via viene dato spedito, così come sarà tutto il Trasporto 2018. Si va diretti fino a piazza Fontana Grande, senza nessun intoppo. La partenza per piazza del Plebiscito è rapida e senza problemi. Si arriva anche in questa seconda tappa rapidi, forse anche troppo. Il cordone dei Facchini è rigido, lo impongono le norme di sicurezza. Tutto è ok.

Dopo la tradizionale fermata di piazza del Comune e la girata si riparte ed arriva corso Italia. A piazza delle Erbe si rivede Salvini ed è di nuovo assalto. Ma c’è anche Claudio Lotito, presidente della Lazio, che ai nostri microfoni ci ricorda la sua fede e la devozione per una manifestazione, Santa Rosa, che nella fede ha il suo collante con tutta la città di Viterbo.

Da Piazza Delle Erbe al Suffragio c’è il tratto più stretto, che il costruttore Vincenzo Fiorillo chiama “chicane”: anche quest’anno qualche sprovveduto dei piani più alti ha allungato le mani. Le raccomandazioni non bastano mai. Poco prima della discesa finale verso piazza Verdi c’è la fermata tecnica: breve, solo per vedere se tutto è ok. Quindi l’arrivo a piazza del Teatro con tempistiche perfette e anche qui la girata.

Lorenzo Celestini, “monumento” del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, azzarda: “Gloria mi ricorda tantissimo il Volo degli Angeli, le luci l’hanno migliorata e, chissà, forse potrebbe essere anche più bella”. Una proroga di Gloria? “Oggi le logiche sono spesso basate sui progetti economici – conclude Celestini – forse un anno in più ci starebbe però”. E’ il parere che ci darà anche il sindaco Giovanni Arena all’arrivo trionfale in largo Facchini. Ascenzi non può che essere felice ed orgoglioso.

Prima della salita di Santa Rosa Mirko Fiorillo ho discusso con il suo staff su alcuni accorgimenti importanti prima dell’ultimo sforzo. Lo spettacolo a due passi dalla basilica di Santa Rosa è splendido: Gloria fa capolino in fondo in attesa di riabbracciare la sua basilica e compiere il quarto miracolo consecutivo. Che si compie puntualmente di lì a poco. Negli occhi dei Facchini che portano Gloria si vede, nello sforzo di fare la salita che li separa dal trionfo, la fede e la passione di cui dicevamo. Non si potrebbe spiegare in nessun altro modo la voglia di darsi completamente per uno sforzo grande come il Trasporto di un campanile che cammina di 5 tonnellate e passa.

Ma, tant’è! Gloria vola veloce anche nell’ultima fermata, gira e si posa maestosa in largo Facchini di Santa Rosa. Il suo quarto miracolo è avvenuto. Viterbo applaude per l’orgoglio, si commuove per la fede, attende trepidante il prossimo miracolo della Santa bambina.