Paola Celletti (LeBC): “Il degrado e la povertà a Viterbo non si combattono cacciando i poveri”

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NewTuscia – VITERBO – Daspo urbano, multe a chi chiede elemosina e aumento della tassa di soggiorno, queste le proposte della nuova giunta che, in altre parole, annuncia una Viterbo blindata.

In una città che certo non brilla per sviluppo, occupazione e capacità di attrazione, questi provvedimenti rischiano di essere la pietra tombale.

L’incapacità di affrontare i problemi veri della città spinge i nuovi amministratori a spostare l’attenzione, per scopi puramente propagandistici, su posizioni di natura repressiva, alimentando insicurezza e mettendo in pericolo le condizioni di serena convivenza.

Il degrado urbano non si combatte cacciando i poveri ma contrastando la povertà; se, invece, si vuole parlare di legalità occorre farlo a tutti i livelli.

E’ vero, non dobbiamo permettere spaccio e abuso di alcool (fenomeni che spesso coinvolgono anche italiani) , ma neanche permettere l’ipocrisia di chi non vuole gli immigrati salvo poi guadagnarci con affitti e lavoro nero.

Contrastare il sovraffollamento negli appartamenti e gli affitti in nero significa evitare la creazione di quartieri ghetto e riconsegnare la città alla coesistenza civile di tutti i residenti, viterbesi e non.

Il centro si riqualifica riaprendo negozi, spazi di aggregazione e attività culturali , non con la presenza di nuovi sceriffi; l’ordine pubblico va lasciato amministrare a chi ha il compito istituzionale di farlo.

Instaurare una politica repressiva e conservatrice, rinchiudendosi nella salvaguardia delle rendite cittadine, non farebbe altro che aumentare il disagio sociale. Si andrebbero, cioè, a combattere solo i sintomi di un malessere che ha radici molto più profonde, che affondano proprio nell’assenza di un piano di sviluppo economico per la città. Procedendo in questa direzione, senza affrontare le vere cause, il disagio è destinato a crescere.

Noi chiediamo al Sindaco di non dar seguito a queste proposte e di non cedere alla peggiore propaganda repressiva e securitaria che servirebbe soltanto ad alzare nuovi muri tra le persone e a rendere più precaria la vita di questa comunità.

Chiediamo invece di rendere decorosa la città, con strade e marciapiedi percorribili, con un centro libero da autovetture, senza immondizia negli angoli delle vie, con parchi fruibili e limiti alla cementificazione; chiediamo un piano per il turismo, per l’edilizia, per l’artigianato per l’agricoltura. In altre parole chiediamo progetti di innovazione, sviluppo e occupazione per questa città e non inutili e fantasiosi piani repressivi.

LAVORO E BENI COMUNI
Paola Celletti