Acquapendente, venerdì 24 agosto il “Viaggio nella Civiltà Contadina ed Artigiana” continua con la “Compagnia de la Panatella”

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Venerdì 24 Agosto sulla seconda giornata  della Festa “Viaggio nella Civiltà Contadina ed Artigiana” si appresta a planare la “Compagnia de la Panatella” (responsabili Gabriele Anselmi ed Alberto Casasoli. In linea con il motto “Prima se miete e poe se vellemmia, doppo se balla, se canta, se beve e si ce scappa anche n’appillottata se pòte fa… La Teresina vi rallegrerà insieme a “La Compagnia de la Panatella” per ballare al ritmo incessante del saltarello, facendo rivivere le tradizioni perse e le storie dell’Etruria. La musica avvolgente e la canzone popolare solleticano i ricordi più antichi, le sensazioni più goliardiche, ma state attenti al… TRISCEBBUSSO” la Compagnia nasce dalla passione e dalla cultura dell’Etruria rurale, dalla riscoperta delle tradizioni che vivono sulle colline umbre dell’Orvietano e si mescolano con il folklore laziale e toscano.

Una contaminazione produttiva, verace, sanguigna e soprattutto movimentata dal ritmo del saltarello. Una mescolanza di esperienze sbocciate grazie alla collaborazione tra la Scuola Comunale di Musica di Orvieto “Adriano Casasole”, la Filarmonica “Luigi Mancinelli” Banda città di Orvieto, la Compagnia teatrale del Cantico e le storiche presenze musicali dell’Altopiano dell’Alfina e del Lago di Bolsena. Quello de La Compagnia de la Panatella è uno spettacolo vivace, allegro, dove gli strumenti musicali riecheggiano il canto, gli stornelli, il racconto delle storie di un tempo. Ad amalgamare il sound del gruppo c’è la ritmica travolgente del saltarello, rivisitato, corretto e rimesso a lucido, si trasforma nel “Saltarello del Tulipano”, capace di sollecitare e coinvolgere chi lo ascolta. TRISCEBBUSSO è uno spettacolo che esalta il dialetto dell’Etruria in un testo raccontato e recitato con freschezza; filo conduttore di un percorso nelle tradizioni del primo novecento, quando la quotidianità era scandita dalle stagioni e dall’agricoltura, dalla mietitura, dalla vendemmia, dai lavori manuali, dalle serate a veglia, per scartocciatura o nelle bettole più umili.. La voce dei canti s’impone in un percorso sonoro che del folklore prende la genuinità, le rime, gli stornelli più intriganti e divertenti.

La musica ha la capacità di cogliere i particolari di quei gesti ed infervora le melodie proprio come vuole una sana tradizione del vivere bene e in allegria. Intorno al fascino della Fattoressa Teresina si amalgamano storie, passioni e memorie dell’Etruria, i personaggi e i musici de La Compagnia de la Panatella ballano, suonano e cantano fin quando il sogno non svanisce.

Giordano Sugaroni