Parla Massimo Ferrero, il presidente della Sampdoria

NewTuscia – VITERBO – “Viterbo e la Tuscia per me sono il cinema, la storia e la cultura che diventano set naturali: Fellini, Monicelli, Pasolini, alcune scene dei memorabili film del più grande papà di tutti noi, Alberto Sordi. Ricordo le avventure per  ‘Francesco’ di Liliana Cavani, che fatica gestire Mickey Rourke, era reduce dal successo di ‘Nove settimane e 1/2, era una star mondiale… “.

“La città dei Papi e di Santa Rosa è dunque nel mio cuore e nella mia storia di uomo del cinema che ha fatto la gavetta: da ragazzino che s’infilava a Cinecittà ad attore a produttore indipendente. Ognuno di noi è il regista del film della propria vita e quindi un po’ di Viterbo c’è pure nella mia. Ora anche a livello sportivo”.

“E poi il cibo, a Viterbo e dintorni si mangia meravigliosamente. Non ci devo pensare perché ho promesso ai miei sette figli di non tradire la dieta. Ricordo un paio di ristoranti… Se non sbaglio Il Grottino e l’Antico Casale.. “.

“Ho letto le dichiarazioni del presidente Camilli. Lui è un affermato imprenditore, è un sindaco, un uomo politico, anche a me tante volte hanno chiesto di scendere in campo, mi hanno tirato la giacchetta da destra e da sinistra, però Roma è Roma, ho la casa già piena di poltrone, non ne ho bisogno altre… Camilli ha maturato tanto esperienza nel calcio e sta facendo belle cose per la sua terra. Ha dimostrato fair play nei miei confronti e nei confronti della Samp. Gli auguro successi, ma solo a partire da… lunedì”.

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