Giulio Zelli (Noi per Vetralla): “Ragonesi e Coppari chiedano scusa”

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NewTuscia – VETRALLA – Con quale solerzia e velocità ha risposto la signora Ragonese al nostro comunicato, evidentemente abbiamo colto nel segno, ma se possibile è riuscita nel difficile risultato di mettere una toppa peggiore del buco.

Giulio Menegali Zelli Iacobuzi

Infatti la signora risponde ma abilmente non dice nulla e non chiarisce quanto abbiamo sollevato. Ricordiamo che il presidente del consiglio svolge una funzione super partes di garante e non può piegare il consiglio alle proprie esigenze o quelle di una sola parte. È stato presentato in consiglio un documento senza nessuna firma (il che è abbastanza singolare ed indicativo sul clima che vive la maggioranza), se la signora Ragonese avesse veramente voluto discutere di un così importante argomento per avere la massima condivisione di tutti, bastava rispettare il regolamento e portarlo in commissione come da procedura; le opposizioni hanno semplicemente chiesto di rinviare la discussione al prossimo consiglio comunale dopo averne potuto discutere in commissione, anche perché non un problema da risolvere con urgenza per la popolazione Vetrallese. Invece la signora Ragonese ha preferito andare avanti lo stesso, palesando le proprie intenzioni esclusivamente di natura ideologica e forzando la procedura in palese contrasto con l’art.8 del regolamento. Vista la grave violazione la minoranza non ha potuto fare altro che abbandonare i lavori.

In merito al documento, oltre ad essere un’accozzaglia di imprecisioni, pieno di retorica bolscevica e concetti astratti, offende si i Vetrallesi, questo lo ribadiamo con forza, in molti ci hanno segnalato questa cosa, in quanto sul nostro territorio non si sono mai verificati gli episodi di razzismo e xenofobia che la signora Ragonese agita come spauracchi. Un documento scritto per giustificare la sua presenza ai compagni di partito!! Ripetiamo che se questi signori si facessero un giro per le frazioni, si renderebbero conto che i giardini comunali di Cura sono ormai ad uso esclusivo di immigrati, ma su questo non risponde ovviamente perché, al contrario di quanto afferma, la signora a Cura si è vista solo in campagna elettorale.

Infine in merito al compenso da presidente riteniamo che i 100 euro mensili sono anche troppi per una persona che non rispetta lei per prima il regolamento del consiglio, anzi lo utilizza per fare propaganda.

 Noi per Vetralla – Giulio Zelli Sindaco